Ro. Ro. – I leaders europei non riescono proprio a smettere di propinare la inesistente minaccia russa, e a varare sanzioni che danneggiano prima di tutto la stessa Europa. Continuano a voler presentare Vladimir Putin pronto ad attaccare l’Occidente, e a regalare miliardi all’Ucraina che invece è il vero pericolo, un pozzo senza fondo dove finiscono continuamente armamenti e miliardi, per portare avanti una guerra persa in partenza. E per questo premono sulla necessità di buttare altre centinaia di miliardi per armarsi contro un nemico inesistente.
L’ultima favola europea parla del presidente russo convinto che quello attuale sia il momento migliore per colpire, o quanto meno pronto entro il 2028 a testare quale sia l’impegno europeo nel difendere la NATO
Una convinzione che, ad analizzare attentamente la questione, è direttamente dipendente dal fatto che il 2029 è il termine ultimo della permanenza del “biondo” Donald alla Casa Bianca, dal momento che non sarà certamente riconsiderata una sua conferma, dopo i deliri e i guai che sta combinando in mezzo mondo, e le condizioni in cui ha ridotto l’economia americana.
Il parlamentare UE finlandese Mika Aaltola (membro della Commissione Esteri UE) ha dichiarato che “molto presto potrebbe succedere qualcosa…gli Stati Uniti si stanno ritirando dall’Europa, i rapporti fra le due sponde dell’Atlantico non sono distesi come prima, e l’UE non è ancora pienamente pronta ad assumersi le proprie responsabilità da sola”.
Responsabilità? La priorità di queste responsabilità dovrebbe essere il benessere dei cittadini europei, non la protezione in armi contro un nemico assolutamente inesistente. Dovrebbe essere l’assicurarsi fonti energetiche dalla fonte più conveniente, sia a livello economico che qualitativo, e smettere di sottostare a continui ricatti politici.
Continuare a propinare la versione della Russia che attende il momento per balzare sull’Europa…ma realmente i leaders guerrafondai europei credono che i cittadini accettino una simile fandonia? E soprattutto dopo che Mosca si sta svenando per la guerra che invece proprio la NATO ed elementi come Ursula von der Leyeb o Kaja Kallas hanno provocato e continuano ad alimentare in Ucraina? E soprattutto dopo che lo stesso Putin ha più volte ribadito che dell’Europa non glie ne importa niente dal punto di vista militare, e che semmai è molto più conveniente un’Europa stabile e coesa, che torni ad acquistare gas e petrolio russo? Non si rendono conto i leader europei, di essere usati da Washington come strumento per attaccare la sfera BRICS che vuole la de-dollarizzazione dei commerci mondiali e la multipolarità? Non si rendono conto che sarebbe esageratamente più conveniente un’Europa che svolga parte attiva in uno scenario mondiale multipolare, anziché continuare a svolgere il ruolo di tappetino pulisciscarpe fuori dalla porta di Casa Trump?
Per l’eurodeputato Aaltola sono diversi gli scenari che la Federazione Russa potrebbe attuare contro l’Europa: da una massiccia operazione con droni, a iniziative nel Mar Baltico o nell’Artico e sottolinea che un raid con droni non richiede truppe né l’attraversamento del confine e se non ci saranno attacchi oltre confine, gli Stati Uniti potrebbero ritenere che la questione non sia strategicamente così importante. Fantascienza oltre la fantascienza. Uno scenario assolutamente impossibile: flotte di droni nei cieli europei che compiono incursioni? Nemmeno nei più audaci film futuristici…
Ville Niinistö, presidente della delegazione del Parlamento Europeo presso la Commissione Parlamentare di cooperazione UE-Russia, menziona l’eventuale ricorso di Mosca a un’escalation che indebolisca il Vecchio Continente, e lo faccia sentire minacciato, riducendo il sostegno all’Ucraina.
A rincarare la dose, il presidente dell’Estonia, Alar Karis, afferma che tutto è possibile visto che nessuno si aspettava scoppiasse la guerra in Ucraina. Una ulteriore spudorata menzogna, visto che il conflitto Mosca-Kiev è stato il risultato di una diabolica strategia elaborata a tavolino proprio dalla NATO e dal corrotto governo di Kiev, che per altro dal 2014 massacra la popolazione del Donbass solo perché ha espresso il desiderio di affiancarsi più alla Russia e all’Ucraina.
Nel frattempo, il “biondo” Donald soffia sulle braci, continuando a definire la NATO una “tigre di carta”, per prepararsi a una più che probabile sconfitta nelle imminenti elezioni di medio termine, a novembre 2026, e alla impossibilità di presentare un credibile candidato MAGA per le elezioni presidenziali del 2028, facendo appello alla sua base elettorale, aumentando le critiche verso la NATO e all’Europa e prendendo le distanze dal Kiev, e continuando a praticare uno sporco e ignobile doppio gioco…
