Il blocco del conto bancario intestato alla Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos (Csmc) presso l’istituto Bper, sopraggiunto sulla scia delle disposizioni emesse il 23 luglio dall’Office of Foreign Assets Control (Ofac) statunitense, configura una gravissima violazione della sovranità giuridica nazionale ed europea attraverso l’imposizione unilaterale di misure sanzionatorie extraterritoriali. Da una prospettiva strettamente giuridica e di diritto internazionale, è del tutto inaccettabile che un’agenzia di un Paese terzo pretenda di estendere la propria giurisdizione punitiva all’interno del sistema bancario italiano, bloccando l’operatività di un’entità che agisce in forza di accordi di cooperazione bilaterale formalmente ratificati. Le sanzioni secondarie americane calpestano apertamente il principio della sovranità statale e violano le normative comunitarie che tutelano gli operatori economici europei da simili ingerenze arbitrarie. Il congelamento dei fondi e il respingimento dei bonifici non rappresentano soltanto un ostacolo burocratico, ma un vero e proprio atto di coercizione economica che utilizza il circuito bancario come arma politica, strangolando la dignità e la sussistenza di professionisti sanitari che prestano un servizio essenziale negli ospedali calabresi. Questa misura punitiva conferma la natura disumana di un blocco che calpesta la cooperazione internazionale e subordina i diritti umani e il diritto alla salute ai dictat di Washington.
Di fronte a questo vile tentativo di soffocamento, la risposta non può esaurirsi nella denuncia formale, ma deve tradursi in una mobilitazione profonda e radicata della comunità calabrese. I medici cubani presenti nei nostri reparti non sono semplici lavoratori stranieri, ma il baluardo generoso di una sanità pubblica messa a dura prova, che oggi subiscono le conseguenze materiali di un ricatto geopolitico ignobile. È il momento che la società civile calabrese stringa un patto di calda fraternità umana con loro, opponendo la solidarietà popolare alle fredde logiche delle sanzioni. Questo significa aprire le proprie case e le proprie tavole, invitandoli a pranzo o a cena per far sentire il calore dell’ospitalità mediterranea, ma significa anche organizzare un supporto materiale concreto, offrendo generi alimentari, beni di prima necessità e vestiti per aiutarli a superare questo momento di improvvisa difficoltà finanziaria. La Calabria ha il dovere morale di dimostrare che la solidarietà internazionalista non si piega ai decreti di un blocco ingiusto, respingendo ogni forma di sopraffazione con la forza dell’accoglienza e della giustizia sociale.
La vicenda dell’oscuramento bancario della Csmc presso la banca Bper, ordinato sotto il dettato delle sanzioni extraterritoriali dell’Ofac, mette a nudo la vulnerabilità della sovranità statale di fronte all’imperialismo finanziario statunitense, ferendo profondamente l’etica della cooperazione internazionale e la dignità dei medici cubani in Calabria, i quali subiscono il congelamento dei propri introiti e stipendi. Per contrastare questo sopruso giuridico e materiale, si rende indispensabile non solo una ferma condanna politica e istituzionale delle sanzioni secondarie, ma soprattutto un’immediata mobilitazione della comunità calabrese attraverso gesti concreti di vicinanza umana, condivisione quotidiana e supporto materiale come l’offerta di cibo e beni di prima necessità.
