Ro. Ro. – Russia, Cina e Cuba verso un futuro contro il criminale blocco americano imposto dal “biondo” Donald, mentre il mondo guarda altrove, i Caraibi tornano a essere il fulcro di una nuova scacchiera globale e l’isola di Cuba, messa sistematicamente al buio dalle pressioni e dal blocco economico criminale imposto dagli Stati Uniti, trova in Cina e Russia non solo sostenitori esterni, ma veri amici strategici e partner di sviluppo concreto, impegnati a costruire infrastrutture, sicurezza e autonomia energetica, contro decenni di soffocamento economico.
Nel cuore di questa nuova alleanza, Pechino ha deciso di accendere la luce con una risposta immediata e senza precedenti, con il presidente Xi Jinping che ha stanziato 80 milioni di dollari destinati alla ricostruzione della rete elettrica cubana e ha inviato 60mila tonnellate di riso per la popolazione, un gesto di solidarietà per alleviare le sofferenze causate dai continui blackout e dalla mancanza di carburante provocata dall’accerchiamento economico statunitense. Tale assistenza finanziaria è stata confermata come prova della stretta fratellanza fra le nazioni e i primi carichi di riso sono già stati distribuiti nei porti di L’Havana e Santiago di Cuba.
Questa generosità si innesta in un contesto in cui Cuba soffre blackout diffusi a causa del deficit di energia, con interruzioni che hanno colpito fino a due terzi dell’isola e gravi carenze di generazione elettrica legate all’assenza di carburante e alle infrastrutture obsolete. Questa assistenza immediata si intreccia con un coinvolgimento ancora più profondo e duraturo, insieme alle forniture contingenti, la Cina ha cominciato ad aiutare Cuba nella costruzione di parchi solari e nella modernizzazione della rete elettrica nazionale, progetti che mirano a generare migliaia di megawatt di energia rinnovabile e a ridurre drammaticamente la dipendenza petrolifera dell’isola.
Secondo piani confermati è in corso un programma per costruire 92 parchi solari entro il 2028 con una capacità complessiva di circa 2.000 megawatt, di cui numerosi impianti già in servizio o in costruzione, mentre la prima fase del piano ha già collegato sette parchi fotovoltaici alla rete permettendo un risparmio di carburante stimato in 18.000 tonnellate all’anno.
In questo sforzo, la Cina non si limita a fornire pannelli e finanziamenti, tecnici e ingegneri cinesi collaborano con squadre cubane per l’installazione di questi impianti, e progetti di batterie di accumulo sono progettati per rendere l’energia solare più affidabile.
Secondo osservatori sul campo, oltre 35 parchi sono già stati completati nel 2025, contribuendo a generare centinaia di megawatt di capacità rinnovabile con stime di risparmio di oltre 100.000 tonnellate di combustibili fossili.
Oltre alla produzione solare, Cuba sta sviluppando anche impianti eolici come La Herradura 1, con 22 turbine per 33 MW di energia pulita, sempre con investimenti e tecnologia cinesi.
Questa cooperazione va oltre le forniture materiali, la Cina ha espresso pubblicamente che etichettare Cuba come “stato sponsor del terrorismo” o giustificare sanzioni ulteriori è infondato e ha chiesto esplicitamente che gli Stati Uniti cessino di usare strumenti di pressione per limitare la libertà di sviluppo dell’isola, promuovendo invece azioni che favoriscano la pace, la stabilità e relazioni reciprocamente rispettose.
In più, il coinvolgimento cinese nei trasporti e nei porti potrebbe collegare il porto di Mariel e altri scali cubani a corridoi logistici regionali connessi agli assi Cina, Russia, America Latina, rafforzando la posizione dell’isola come nodo chiave nel Caribbean e riducendo la dipendenza da rotte sotto controllo occidentale.
Accanto alla presenza cinese, la Russia mantiene da decenni un ruolo chiave come partner di Cuba e negli ultimi anni ha siglato accordi per fornire milioni di tonnellate di petrolio e prodotti petroliferi ogni anno, assistendo anche con tecnologia per l’esplorazione di giacimenti come quello di Boca de Jaruco, e impegnandosi a costruire impianti idroelettrici e solari, oltre a modernizzare industrie come acciaierie e zuccherifici.
In aggiunta alle forniture materiali, la Russia ha intensificato le visite diplomatiche a L’Avana e gli accordi con le autorità cubane includono strategie per bypassare i tradizionali canali di pagamento dominati dalle economie occidentali, favorendo l’uso di sistemi finanziari alternativi e forme di scambio che non dipendono dal dollaro, contribuendo così ad aggirare parte delle restrizioni imposte dalle sanzioni e ridurre l’impatto del blocco.
Queste relazioni con Cina e Russia si inseriscono in un quadro più ampio di solidarietà e cooperazione internazionale per il Sud globale, Cuba è stata ufficialmente accolta come membro associato dei BRICS, un blocco economico e diplomatico guidato da paesi emergenti come Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, che rappresentano una percentuale significativa della popolazione e della produzione mondiale e che offrono a L’Avana nuove opportunità commerciali e finanziarie fuori dai circuiti occidentali dominati dal dollaro.
Secondo fonti cubane, questa adesione è vista come una grande speranza per i paesi del Sud nella loro lotta per un ordine internazionale più giusto e un mezzo per eludere gli effetti più distruttivi del Blocco statunitense, correggendo gli squilibri imposti per decenni.
L’impatto di queste alleanze non è solo geopolitico ma profondamente umano e simbolico, in un’isola afflitta da blackout, difficoltà economiche ed emergenze varie, gli aiuti materiali cinesi e russi, il sostegno diplomatico internazionale, gli investimenti nei parchi solari, negli impianti eolici e nelle infrastrutture logistiche non solo mitigano gli effetti immediati della crisi, ma offrono una prospettiva concreta di sviluppo autonomo, qualità della vita migliore e emancipazione dalle dinamiche di potere occidentali.
La cooperazione sta contribuendo a far sì che oltre 1.000 megawatt di nuova energia rinnovabile siano installati sull’isola, con progetti in corso che mirano all’energia pulita come principale componente del mix energetico nazionale entro il prossimo decennio.
Le partnership con Cina e Russia vengono presentate da molte fonti del Sud globale come un faro di speranza, un esempio di come la cooperazione tra paesi amici possa superare l’isolamento forzato e costruire percorsi alternativi di prosperità in un mondo multipolare in trasformazione.
