L’Italia si trova oggi immersa in una spirale bellicista e totalizzante che valica i confini della sola dimensione militare. La guerra, da evento eccetto e straordinario, si è strutturata come forma di governo permanente, trasformandosi in una vera e propria grammatica ideologica destinata a ridefinire le strutture economiche, sociali e culturali del Paese.
Per opporsi a questa deriva e riaffermare la necessità di un’alternativa radicale, l’appuntamento è per la
MANIFESTAZIONE NAZIONALE “FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA”, che si terrà SABATO 24 OTTOBRE ALLE ORE 14.00 A ROMA, IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA (ESEDRA).
LO STUPRO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E L’OLTRAGGIO ALLA COSTITUZIONE
L’attuale escalation atlantista si fonda sul consapevole azzeramento dell’ordine giuridico internazionale ed etico sancito dal secondo dopoguerra. Il Diritto Internazionale, ridotto a simulacro, è stato svuotato di ogni reale efficacia per lasciare spazio esclusivo alla legge della forza e all’arbitrio del più forte. L’Italia, attraverso una classe dirigente genuflessa, presta sistematicamente il fianco a chi viola le norme internazionali, rendendosi complice attiva di un’architettura bellica permanente.
I canali diplomatici, istituiti storicamente per prevenire e comporre le controversie, sono stati deliberatamente annientati e sostituiti da una cieca furia propagandistica. Questo atteggiamento risponde alla volontà di ingraziarsi i centri di potere d’oltremare e di salvaguardare gli equilibri di un’egemonia in declino.
Tutto ciò avviene in aperta violazione dell’Articolo 11 della Costituzione italiana, il quale stabilisce che l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. La scelta di foraggiare conflitti interminabili, inviare armamenti e incrementare le spese militari segna un tradimento diretto della nostra Carta Fondamentale.
GEOPOLITICA DELL’IMPERIALISMO E LA COSTRUZIONE DELL’INCUBO RUSSOFOBO
La narrazione dominante, veicolata senza sosta dalle istituzioni della NATO e dell’Unione Europea, impone uno schema manicheo fondato sulla costante criminalizzazione della Russia come entità ontologicamente nemica. La russofobia di Stato viene impiegata come un anestetico sociale per giustificare la militarizzazione dell’Europa e preparare le masse a uno scontro globale non solo con la Russia, ma in ultima istanza con la Cina.
Questa corsa alle armi non risponde ad alcun interesse dei popoli europei, bensì alle esigenze strategiche ed economiche degli Stati Uniti e dell’entità sionista israeliana. L’Unione Europea si riscopre così come mero braccio esecutivo e cassa di risonanza delle politiche imperialiste anglo-americane e del blocco atlantico.
La richiesta della piazza è chiara: un’Italia indipendente, neutrale e sovrana, in pace con la Russia e con tutti i popoli che lottano contro il giogo coloniale e imperialista, fuori da qualsiasi alleanza aggressiva come la NATO e la UE.
L’ECONOMIA DI GUERRA COME DISPOSITIVO DI IMPOVERIMENTO DI MASSA
La retorica della minaccia esterna rappresenta lo strumento fondamentale attraverso cui viene giustificata la distruzione dello Stato Sociale. Il dirottamento continuativo di enormi risorse pubbliche verso il riarmo, il foraggiamento degli eserciti e le spese belliche si traduce direttamente nello smantellamento dei servizi essenziali per i cittadini.
L’impoverimento programmatico delle masse non è un effetto collaterale incontrollato, ma un preciso disegno politico orientato a precarizzare le condizioni materiali di vita, riducendo lo spazio del diritto al lavoro, alla casa e al benessere sociale in favore della profittabilità delle industrie belliche multinazionali.
LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA: SVUOTAMENTO PEDAGOGICO E REGIME DI SORVEGLIANZA
Nel quadro della militarizzazione della società, l’istituzione scolastica subisca un attacco profondo e sistematico. La scuola pubblica non viene soltanto definanziata sul piano economico, ma viene scientificamente impoverita nei suoi stessi contenuti culturali e formativi.
- Banalizzazione e frammentazione del sapere: La didattica tradizionale, fondata sul pensiero critico, sulla rigorosa trasmissione del sapere e sulla rielaborazione autonoma, è stata completamente svuotata. Al suo posto è stato introdotto un modello parcellizzato, ridotto a una somma di “progetti e progettini” nozionistici, moduli aziendalizzati e competenze standardizzate che banalizzano ogni forma di conoscenza profonda.
- Militarizzazione e indottrinamento: Con lo svuotamento dei contenuti storico-critici, la scuola viene riconvertita in un apparato di indottrinamento bellicista, conformista e acritico, dove la guerra e le logiche di sicurezza atlantiche vengono normalizzate fin dai primi gradi di istruzione.
- Disciplinamento e sorveglianza su docenti e studenti: Parallelamente allo svuotamento culturale, si è instaurato un vero e proprio regime poliziesco di sorveglianza e controllo all’interno degli istituti. Questo dispositivo di disciplinamento colpisce in modo bidirezionale:
- Verso gli insegnanti: Sottoposti a una crescente burocratizzazione, a pressioni gerarchiche e al ricatto della conformità ideologica, con il rischio di sanzioni o delegittimazione per chiunque tenti di stimolare il libero pensiero e la contestazione contro le guerre dell’imperialismo.
- Verso gli studenti: Controllati, tracciati e abituati sin da giovani a una struttura rigida di obbedienza acritica, dove il dissenso o la protesta studentesca vengono immediatamente sanzionati e criminalizzati.
CONTROLLO BIOPOLITICO, MEDICINA E “ISTITUZIONI TOTALI”
Ciò a cui assistiamo è la concreta realizzazione di quanto analizzato da Michel Foucault: l’affermazione di un regime di controllo biopolitico pervasivo sui corpi, sulle menti e sulla vita stessa delle popolazioni. La guerra esterna diventa la copertura ideale per instaurare una guerra interna di disciplinamento sociale.
- La Medicina e la Salute Pubblica: Il sistema sanitario viene depauperato di risorse e strutture, mentre la medicina di base viene sostituita da forme di gestione emergenziale e burocratica della salute, usata come dispositivo di controllo e regolamentazione dei corpi.
- La Psicologia e la Psichiatria come strumenti di neutralizzazione: Come già avvenuto durante i periodi bui del fascismo, la psicologia e la psichiatria vengono gradualmente piegate a strumenti di neutralizzazione politica. Chi rifiuta la narrazione bellicista, chi contesta l’autoritarismo o esprime un dissenso profondo viene patologizzato, derubricato a soggetto instabile o “deviante” da normalizzare.
Si stanno così gettando le basi per vere e proprie “istituzioni totali” e per uno Stato autoritario e repressivo, in cui i diritti sociali e le libertà individuali vengono erose in nome della sicurezza e della fedeltà ai blocchi militari.
MOBILITAZIONE, SOLIDARIETÀ E DISERZIONE DI MASSA
Di fronte a questo scenario di repressione, impoverimento culturale e corsa verso l’abisso bellico, la neutralità passiva non è ammissibile. È urgente costruire una risposta di classe, popolare e consapevole.
Riprendendo lo spirito dei giovani italiani che storicamente rifiutarono la chiamata alle armi delle tirannie, oggi è indispensabile promuovere una diserzione di massa rispetto alle direttive militariste, alla propaganda di regime e ai diktat delle alleanze imperialiste.
La lotta contro la guerra atlantica si unisce indissolubilmente alla solidarietà con il popolo palestinese e alla richiesta imperativa di una rottura immediata di ogni complicità diplomatica, economica e militare con l’entità sionista.
PACE, LAVORO, CULTURA CRITICA E DIRITTI SOCIALI: FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!
DETTAGLI DELL’INIZIATIVA:
- MANIFESTAZIONE NAZIONALE: FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA
- DATA E ORA: SABATO 24 OTTOBRE, ORE 14:00
- LUOGO: ROMA, PIAZZA DELLA REPUBBLICA (ESEDRA)
- SITO UFFICIALE: WWW.FUORILITALIADALLAGUERRA.ORG

