Il 1 settembre 2026 si è tenuto a Bishkek, capitale del Kirghizistan, il 26esimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO).
Il summit, che ha visto la presenza del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, è stato presieduto dal Presidente del Kirghizistan, Sadyr Zhaparov e ha visto protagonisti i leader degli Stati membri di tale organizzazione, fra i quali il Presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko; il Primo Ministro indiano Narendra Modi; il Presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian; il Presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev; il Primo Ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif; il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin; il Presidente del Tagikistan Emomali Rahmon; il Presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev; il Segretario Generale della SCO Nurlan Yermekbayev e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping.
Quest’ultimo ha pronunciato un importante discorso, nel quale ha sottolineato, fra le altre cose, che quest’anno ricorre il 25esimo anniversario della SCO e ha delineato le sue prospettive presenti e future: “Quest’anno ricorre il 25° anniversario dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Venticinque anni fa, facendo i conti con le dure lezioni della Guerra Fredda, affrontando le reali minacce provenienti da forze terroristiche, separatiste ed estremiste e ascoltando le sincere aspirazioni del mondo alla pace e allo sviluppo, i Paesi della nostra regione giunsero a un consenso generale sulla necessità di collaborare per tutelare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo. La nostra organizzazione è nata in questo contesto e ha dimostrato un vigore e una vitalità sempre maggiori.
Negli ultimi 25 anni, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) ha compiuto un percorso straordinario. Il suo più grande successo è stato quello di crescere costantemente fino a diventare un nuovo tipo di organizzazione di cooperazione regionale, con la più vasta estensione territoriale e la maggiore popolazione, e un enorme potenziale di sviluppo. Il suo patrimonio spirituale più prezioso è stato quello di aver introdotto e da allora di aver costantemente seguito lo Spirito di Shanghai, basato su fiducia reciproca, mutuo vantaggio, uguaglianza, consultazione, rispetto per la diversità delle civiltà e ricerca dello sviluppo comune. La sua esperienza più importante in materia di cooperazione è stata quella di aver trovato la giusta via di coesistenza, caratterizzata da non alleanza, non scontro e senza prendere di mira terze parti, consentendo ai paesi della regione di costruire insieme una casa comune.
Venticinque anni dopo, una trasformazione senza precedenti da un secolo sta accelerando in tutto il mondo. Si intensifica la rivalità tra dialogo e confronto, tra strategia vincente per tutti e gioco a somma zero, tra multilateralismo e unilateralismo. L’ombra della guerra continua a incombere sul mondo. In un momento così cruciale, con il futuro dell’umanità in gioco, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) dovrebbe farsi avanti per assumersi la propria responsabilità storica e guidare il corso degli eventi”, ha spiegato il Presidente Xi.
Egli, in particolare, ha presentato quattro linee guida da seguire: 1)“promuovere una globalizzazione economica inclusiva e universalmente vantaggiosa”, consolidando e migliorando al contempo la cooperazione regionale; 2) “contrastare con fermezza le tre forze del terrorismo, del separatismo e dell’estremismo, della criminalità organizzata transnazionale, del traffico di droga e delle frodi nel settore delle telecomunicazioni”; 3) “rimanere fedeli a un approccio incentrato sulle persone e consolidare le basi per un’amicizia duratura (…) apprezzare appieno le peculiarità di ogni Paese nella sua storia, cultura, sistema sociale e fase di sviluppo, e costruire reti di cooperazione tra parlamenti, partiti politici, istituzioni educative, think tank, imprese e media, al fine di promuovere gli scambi non governativi e rafforzare il buon vicinato e l’amicizia tra gli Stati membri; 4) “adoperarci per una governance più equa e ordinata. Dobbiamo sempre sostenere che tutti i Paesi, indipendentemente dalle loro dimensioni, sono uguali e che le questioni regionali devono essere discusse da tutti i Paesi per colmare le divergenze e costruire un consenso, gestire adeguatamente le divergenze attraverso il dialogo e la consultazione e affrontare le sfide comuni attraverso la collaborazione multilaterale”.
Per quanto riguarda i conflitti in corso nel mondo, il Presidente cinese, nel suo discorso, ha spiegato che: “Per quanto riguarda l’Ucraina, il Medio Oriente, l’Afghanistan e altre questioni critiche a livello internazionale e regionale, la Cina si dichiara pronta a rafforzare la comunicazione e il coordinamento con tutte le parti, a continuare ad affrontare sia i sintomi che le cause profonde di tali problematiche e a promuovere una soluzione politica”.
Gli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) hanno, in conclusione, delineato una visione di maggiore cooperazione in un contesto internazionale segnato da conflitti, instabilità economica, crisi energetiche e alimentari, cambiamenti climatici e nuove sfide tecnologiche.
Al centro della dichiarazione conclusiva c’è il sostegno al multilateralismo e al ruolo delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di promuovere un sistema internazionale più rappresentativo, equo e multipolare.
I Paesi della SCO hanno dichiarato di opporsi alle logiche di contrapposizione e alle misure unilaterali, sostenendo la soluzione diplomatica delle controversie e il principio di una sicurezza indivisibile.
Gli Stati membri hanno dichiarato di voler rafforzare la cooperazione contro terrorismo, separatismo, estremismo, criminalità organizzata e traffico di droga, anche attraverso il potenziamento delle strutture permanenti della SCO e delle esercitazioni congiunte.
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove dimensioni della sicurezza: cyberspazio, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale.
La SCO, nel documento sottoscritto dagli Stati membri, chiede una maggiore cooperazione internazionale per contrastare la criminalità informatica, difendere la sovranità degli Stati nel cyberspazio e sostenere un uso sicuro e responsabile dell’IA.
La dichiarazione ha ribadito, inoltre, l’opposizione alla militarizzazione dello spazio e alla corsa agli armamenti spaziali, sostenendo nuovi strumenti internazionali giuridicamente vincolanti.
Sul nucleare, gli Stati membri confermano il sostegno al Trattato di non proliferazione e al disarmo, insieme al diritto di tutti i Paesi di sviluppare l’energia nucleare per scopi pacifici.
Relativamente alla situazione in Medio Oriente, la SCO ha condannato gli attacchi militari contro l’Iran, ribadendo il principio della sovranità e dell’integrità territoriale iraniana e chiedendo una soluzione politica e diplomatica delle tensioni.
La dichiarazione sottolinea, inoltre, che una soluzione “completa ed equa” della questione palestinese è considerata indispensabile per la stabilità del Medio Oriente.
Per quanto concerne l’Afghanistan, la SCO conferma il sostegno a un Paese indipendente, neutrale e pacifico, libero da terrorismo, guerra e droga, sottolineando che la formazione di un governo realmente inclusivo rappresenta una condizione essenziale per una stabilità duratura.
Sul fronte economico, la SCO punta a rafforzare il commercio multilaterale, le catene di approvvigionamento regionali e la cooperazione economica tra i Paesi membri.
Tra le priorità figurano infrastrutture, trasporti, corridoi logistici, commercio elettronico, dogane, industria, agricoltura ed energia.
Gli Stati membri sostengono, inoltre, la costruzione della Belt and Road Initiative e il suo coordinamento con l’Unione Economica Eurasiatica. Viene dato spazio anche all’aumento dei pagamenti in valute locali, alla cooperazione finanziaria e alla riforma delle istituzioni finanziarie internazionali, con l’obiettivo di aumentare il peso dei Paesi in via di sviluppo.
Altro aspetto oggetto della dichiarazione è stato il progetto della futura Banca di sviluppo della SCO, la cui istituzione resta oggetto di consultazioni tra gli Stati membri.
La cooperazione fra i Paesi membri, inoltre, viene estesa anche alle questioni ambientali e sociali.
I Paesi della SCO intendono intensificare gli interventi contro il cambiamento climatico, la tutela della biodiversità, la gestione delle emergenze e la ricostruzione dopo le calamità.
Nel settore sanitario vengono indicate come priorità la medicina d’urgenza, la telemedicina, la prevenzione delle malattie infettive e una maggiore condivisione delle competenze. Anche istruzione, ricerca scientifica, innovazione e formazione dei giovani assumono un ruolo crescente.
La dichiarazione dedica, infine, ampio spazio alla cooperazione culturale e agli scambi tra i popoli, attraverso iniziative nel campo della letteratura, del patrimonio culturale, dello sport e delle attività giovanili.
L’obiettivo dichiarato per la nuova fase è proseguire nell’attuazione della Strategia di sviluppo della SCO fino al 2035, consolidando la pace e la stabilità regionale e promuovendo uno sviluppo più equilibrato e multipolare
Luca Bagatin
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