Rostec porterà all’El Alamein International Airshow 2026 la versione da esportazione del caccia russo di quinta generazione. L’Egitto diventa così una delle principali vetrine internazionali dell’industria aerospaziale russa
Chiara Cavalieri
EL ALAMEIN — La Russia ha scelto l’Egitto per una delle più importanti presentazioni internazionali del proprio settore aeronautico militare. Il caccia multiruolo di quinta generazione Sukhoi Su-57E, versione destinata al mercato estero del Su-57, sarà presentato all’El Alamein International Airshow 2026, in programma dall’8 al 10 settembre presso l’aeroporto internazionale di El Alamein.
L’annuncio è arrivato il 3 settembre direttamente da Rostec, il conglomerato statale russo che controlla gran parte dell’industria tecnologica e della difesa della Federazione. E contiene un elemento particolarmente significativo: l’aereo arriverà in Egitto equipaggiato con un armamento definito da Rostec «fondamentalmente nuovo», mai mostrato pubblicamente prima, né in Russia né all’estero.
Non si tratterà inoltre di una semplice esposizione statica. Rostec ha confermato che il Su-57E prenderà parte al programma di volo del salone, eseguendo manovre acrobatiche destinate a mettere in evidenza una delle caratteristiche sulle quali l’industria russa insiste maggiormente nella promozione del velivolo: la supermanovrabilità.
Ma la novità più interessante emersa nelle ultime ore allarga ulteriormente la portata della presentazione egiziana: insieme al caccia saranno mostrati per la prima volta anche nuovi droni stealth multifunzionali concepiti per essere lanciati dal Su-57.

L’Airshow di El Alamein si prepara quindi a diventare una vetrina non soltanto di un singolo caccia, ma del nuovo concetto russo di sistema aeronautico integrato, nel quale velivolo pilotato, missili, sensori, guerra elettronica e piattaforme senza pilota sono destinati a operare in maniera sempre più strettamente coordinata.
IL SU-57E ARRIVA PER LA PRIMA VOLTA IN EGITTO
Il Su-57 costituisce il principale programma russo di caccia di quinta generazione. La variante Su-57E è quella sviluppata per l’esportazione e rappresenta uno degli strumenti con cui Mosca punta a mantenere una presenza nel mercato internazionale degli aerei da combattimento avanzati.
Rostec descrive il velivolo attraverso tre caratteristiche principali: ridotta osservabilità, elevata manovrabilità e capacità di utilizzare un ampio spettro di armamenti. Secondo il gruppo russo, le caratteristiche operative dell’aereo sono state inoltre sperimentate in condizioni reali di combattimento. Si tratta, naturalmente, di valutazioni provenienti dal produttore russo e che, sul piano giornalistico, devono essere attribuite come tali.
La scelta dell’Egitto per la nuova dimostrazione ha un significato soprattutto commerciale.
Il Su-57E era già apparso in importanti manifestazioni aeronautiche internazionali, compreso il Dubai Airshow, mentre l’appuntamento di El Alamein rappresenta un ulteriore passaggio della campagna russa per promuovere il velivolo sui mercati esteri. Aviation Week interpreta infatti la presenza in Egitto come parte di una nuova spinta commerciale internazionale del programma.

La grande esposizione russa a El Alamein sarà organizzata da Rosoboronexport, società statale responsabile dell’esportazione di armamenti russi.
IL MISTERO DEL NUOVO ARMAMENTO
È proprio l’armamento che accompagnerà il Su-57E a rappresentare, al momento, uno degli aspetti più interessanti della presentazione.
Rostec non ha ancora comunicato pubblicamente la denominazione del sistema che sarà mostrato a El Alamein. La società si è limitata ad annunciare un armamento «fondamentalmente nuovo», precisando che non è mai stato presentato prima né sul territorio russo né all’estero.
Di conseguenza, sarebbe prematuro identificarlo con uno dei missili già conosciuti del Su-57.
Esiste tuttavia un contesto importante.
Solo poche settimane fa Rosoboronexport aveva lanciato la campagna internazionale per il nuovo missile aria-aria a medio raggio RVV-SDM, destinato proprio al Su-57E. Secondo i dati ufficiali russi, il missile è progettato per colpire aerei, elicotteri, missili da crociera e UAV anche in presenza di contromisure elettroniche. Utilizza una testa di ricerca radar attiva/passiva, navigazione inerziale e aggiornamento via radio. Rostec dichiara inoltre una capacità di ingaggio contro bersagli posti tra 15 metri e 25 chilometri di quota, fino a velocità di Mach 3.
L’ARSENALE DELLA VERSIONE DA ESPORTAZIONE
La configurazione export del Su-57 dispone già di un catalogo particolarmente articolato di armamenti.
Secondo Rosoboronexport, per il combattimento aria-aria vengono proposti il missile a corto raggio RVV-MD2, il nuovo medio raggio RVV-SDM e il missile a lungo raggio RVV-BD.
Per le missioni contro bersagli terrestri e navali, l’offerta comprende invece il Kh-38MLE, il missile da crociera a bassa osservabilità Kh-69, l’antiradar Kh-58UShKE, l’antinave Kh-35UE, oltre alle bombe guidate KAB-250LG-E e alle bombe plananti guidate UPAB-1500B-E.
Un elemento fondamentale dell’architettura del Su-57 consiste nella possibilità di trasportare parte dell’armamento all’interno della fusoliera.

I vani interni permettono infatti di ridurre l’impatto delle armi sulla segnatura radar dell’aereo. Quando la bassa osservabilità non costituisce la priorità della missione, il velivolo può invece ricorrere anche ai punti d’attacco esterni.
Rosoboronexport sottolinea in particolare che il Su-57E può trasportare internamente anche il Kh-69, missile da crociera aria-superficie di dimensioni considerevoli.
LA SORPRESA: I NUOVI DRONI STEALTH DEL SU-57
La presentazione egiziana acquista un significato ancora maggiore alla luce di un secondo annuncio diffuso da Rostec nella stessa giornata del 3 settembre.
Il gruppo russo ha infatti comunicato che a El Alamein avverrà la prima presentazione mondiale di una nuova famiglia di droni multifunzionali stealth progettati per essere lanciati dal Su-57.
Le informazioni tecniche rese pubbliche sono ancora limitate.
Rostec afferma che le piattaforme sono caratterizzate da bassa osservabilità, lunga autonomia ed elevata velocità e che esistono configurazioni dotate di differenti tipologie di ala. Non sono stati invece divulgati, per ora, dati precisi relativi a dimensioni, autonomia, carico utile, sensori o modalità di lancio.
Il concetto è tuttavia particolarmente interessante.
Secondo Rostec, i nuovi UAV sono stati sviluppati come piattaforme universali destinate all’impiego con caccia di quinta generazione e capaci di svolgere una vasta gamma di missioni. Il produttore russo osserva che nei conflitti contemporanei i droni sono passati dall’essere prevalentemente strumenti di osservazione a diventare anche importanti mezzi d’attacco.
La presentazione contemporanea del Su-57E e dei suoi nuovi UAV suggerisce quindi che Mosca intenda promuovere il caccia non più soltanto come piattaforma autonoma, ma come centro di un ecosistema composto da sistemi pilotati e senza pilota.
UN CACCIA PENSATO PER LA GUERRA MULTIDOMINIO
È qui che il Su-57 assume una valenza tecnologica più ampia.
La quinta generazione non è definita semplicemente dalla velocità massima o dalla capacità di effettuare spettacolari manovre acrobatiche. Il concetto riguarda soprattutto la combinazione tra riduzione della segnatura, sensoristica integrata, condivisione delle informazioni, guerra elettronica, armamenti avanzati e capacità di operare all’interno di una rete di combattimento.
Nel Su-57 l’industria russa ha inoltre conservato una caratteristica storicamente centrale nella propria scuola aeronautica: la grande manovrabilità.
Ne nasce un’impostazione in parte differente rispetto a quella dei programmi statunitensi F-22 e F-35, che attribuiscono un peso particolarmente elevato alla bassa osservabilità e alla fusione dei dati provenienti dai sensori.
Questo non significa, però, che sia corretto stabilire sulla sola base delle specifiche dichiarate quale velivolo sia «superiore». La reale efficacia di un caccia di quinta generazione dipende da moltissime variabili: configurazione, missione, supporto radar e satellitare, armamenti, addestramento degli equipaggi, manutenzione, guerra elettronica e integrazione con le altre forze.
SENSORI E GUERRA ELETTRONICA
Uno degli elementi tecnologicamente più caratteristici del Su-57 è la distribuzione di diversi sensori lungo la cellula.
Il sistema radar della famiglia N036 Byelka utilizza antenne a scansione elettronica, mentre il progetto comprende anche apparati orientati lateralmente. L’obiettivo è ampliare la consapevolezza della situazione tattica rispetto a un radar installato esclusivamente nel muso.
A questo si aggiungono sistemi elettro-ottici e infrarossi che consentono la ricerca e il tracciamento passivo di bersagli senza dipendere esclusivamente dalle emissioni radar.
Il Su-57 integra inoltre sistemi di guerra elettronica destinati alla protezione del velivolo e alla gestione delle minacce.
La combinazione di questi apparati è uno degli aspetti sui quali l’industria russa punta maggiormente: il caccia deve essere in grado di raccogliere informazioni da sorgenti differenti e fornire al pilota un quadro tattico integrato.
IL MOTORE E L’EVOLUZIONE DEL PROGRAMMA
Anche la propulsione rappresenta uno dei capitoli centrali dell’evoluzione del Su-57.
Le prime configurazioni operative hanno utilizzato motori AL-41F1, mentre la Russia lavora da anni alla nuova generazione di propulsori destinata ad aumentare prestazioni, efficienza e capacità di mantenere velocità supersoniche senza un ricorso continuativo al postbruciatore.
Il programma del Su-57, infatti, non deve essere considerato statico. Come avviene per gli altri grandi caccia contemporanei, piattaforma, avionica, software, propulsione e armamenti vengono progressivamente aggiornati.
Ed è precisamente questa evoluzione che Rostec vuole mettere in evidenza in Egitto parlando di «nuove modifiche» progressivamente più efficaci.
IL SU-57E E LA BATTAGLIA PER IL MERCATO INTERNAZIONALE
Dietro la spettacolarità delle esibizioni di El Alamein esiste una partita essenzialmente industriale e geopolitica.
Il mercato dei caccia di quinta generazione è ristretto e altamente competitivo.
Mosca vuole dimostrare di possedere una piattaforma esportabile capace di offrire non soltanto il velivolo, ma un’intera famiglia di missili, sistemi elettronici e ora anche UAV associati.
La Russia sostiene inoltre che le consegne del Su-57E a clienti stranieri siano già iniziate. Rostec non ha specificato nel comunicato del 3 settembre tutti i destinatari.
Le ricostruzioni che indicano Egitto, Vietnam o altri Paesi come futuri acquirenti devono invece essere trattate con prudenza finché non esistono contratti o annunci ufficiali. La presenza del Su-57E a El Alamein non equivale, di per sé, a un interesse egiziano all’acquisto.
È una precisazione particolarmente importante.
Un airshow internazionale è innanzitutto una piattaforma commerciale, diplomatica e industriale. La presenza di un sistema d’arma in un determinato Paese non dimostra automaticamente l’esistenza di una trattativa per la sua acquisizione.
PERCHÉ EL ALAMEIN È IMPORTANTE PER MOSCA
La scelta dell’Egitto offre tuttavia alla Russia una vetrina strategicamente significativa.
El Alamein permette ai produttori di rivolgersi contemporaneamente ai mercati del Nord Africa, Medio Oriente, Africa subsahariana e area mediterranea.
La decisione di concentrare nella manifestazione egiziana diverse anteprime mondiali dimostra il peso attribuito da Mosca all’appuntamento.
Nel giro di pochi giorni Rostec ha infatti annunciato per El Alamein: il debutto egiziano del Su-57E con un nuovo armamento; la prima mondiale dei droni stealth destinati al Su-57; e la prima presentazione internazionale del sistema antidroni Bizon, sviluppato per contrastare piccoli bersagli aerei a bassa quota.
Nel loro insieme, queste presentazioni trasformano la partecipazione russa all’Airshow in una dimostrazione coordinata delle capacità dell’industria militare del Paese.
DALL’AEREO AL «SISTEMA DI SISTEMI»
Ed è probabilmente questo l’aspetto più rilevante dell’appuntamento di El Alamein.
Il protagonista apparente sarà il Su-57E. Ma ciò che la Russia sembra voler mostrare è qualcosa di più ampio.
Da una parte c’è il caccia di quinta generazione, con caratteristiche stealth, sensori distribuiti e grande manovrabilità. Dall’altra ci sono i nuovi armamenti aria-aria e aria-superficie. A questi vengono ora affiancate piattaforme UAV lanciate dal caccia e, sul versante difensivo, sistemi specializzati nella neutralizzazione dei droni.
È il passaggio dal concetto tradizionale di «aereo da combattimento» a quello di «sistema di sistemi».
Il caccia diventa un nodo all’interno di una rete molto più grande: individua, riceve e trasmette informazioni, coopera con altre piattaforme e può estendere la propria capacità operativa attraverso mezzi senza pilota.
La presentazione dei nuovi droni stealth russi proprio accanto al Su-57E rende questa trasformazione particolarmente evidente.
L’EGITTO AL CENTRO DELLA VETRINA AEROSPAZIALE
Dall’8 al 10 settembre 2026, quindi, gli occhi degli osservatori dell’aviazione militare saranno puntati su El Alamein.
Il Su-57E volerà davanti al pubblico internazionale, mentre la Russia presenterà sistemi mai mostrati prima.
Resta soprattutto da scoprire che cosa sia esattamente il nuovo armamento annunciato da Rostec. Il produttore non ne ha ancora rivelato nome e caratteristiche e proprio questa scelta ha creato attesa attorno alla partecipazione russa.
Un punto, invece, è già certo: per le proprie nuove tecnologie aeronautiche destinate al mercato internazionale, Mosca ha scelto l’Egitto come palcoscenico di debutto. E la contemporanea presentazione del Su-57E, dei nuovi droni stealth e di altri sistemi russi fa dell’El Alamein International Airshow 2026 uno degli appuntamenti più significativi dell’anno per osservare l’evoluzione dell’offerta aeronautica militare russa.
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