Il generale Nasr Salem respinge le accuse israeliane su presunti voli militari segreti egiziani in Sudan
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- L’Egitto torna al centro delle tensioni geopolitiche regionali dopo la diffusione di un rapporto pubblicato dalla piattaforma israeliana “Natsiv”, secondo cui Il Cairo avrebbe avviato un presunto “ponte aereo segreto” verso il Sudan per sostenere militarmente l’esercito sudanese nel conflitto contro le Forze di Supporto Rapido.

A rispondere duramente alle accuse è stato il generale di divisione Nasr Salem, esperto militare e strategico egiziano, che in dichiarazioni rilasciate a RT ha definito queste notizie parte di:
“un complotto israeliano sistematico contro l’Egitto”.
Secondo Salem, Israele starebbe utilizzando questo tipo di narrazione per distogliere l’attenzione dalle proprie operazioni militari e dalle tensioni regionali provocate dalle sue politiche in:
- Gaza,
- Cisgiordania,
- Libano,
- Siria.
L’esperto egiziano ha accusato le piattaforme israeliane di tentare deliberatamente di trasformare l’Egitto nel bersaglio mediatico della crisi sudanese, alimentando sospetti e tensioni tra Il Cairo e alcune componenti interne sudanesi.
Il generale Salem ha ribadito che la posizione ufficiale dell’Egitto è chiara e pubblica: il Cairo sostiene le istituzioni statali ufficiali sudanesi rappresentate dall’esercito nazionale.

Secondo l’analista egiziano, esiste inoltre una forte contraddizione nella narrativa israeliana. Da un lato, Israele sostiene apertamente che le Forze di Supporto Rapido ricevano sostegno attraverso reti regionali che coinvolgerebbero Emirati Arabi Uniti ed Etiopia; dall’altro, tenta contemporaneamente di costruire una narrazione alternativa volta ad accusare l’Egitto di un coinvolgimento militare diretto e clandestino.
Salem ha spiegato che l’obiettivo reale di queste informazioni sarebbe quello di convincere parte dell’opinione pubblica sudanese che l’Egitto sia responsabile del protrarsi della guerra civile o dell’aggravarsi della crisi.
Una strategia che, secondo il generale, punta a spingere le Forze di Supporto Rapido a considerare Il Cairo come parte attiva del conflitto.
L’esperto ha definito queste campagne mediatiche:
“una forma di istigazione sistematica”
volta a presentare l’Egitto come la causa di ogni problema in Sudan, distogliendo allo stesso tempo l’attenzione internazionale dalle violazioni e dalle operazioni militari israeliane nella regione.
La piattaforma israeliana “Natsiv” aveva sostenuto che misteriosi aerei cargo avrebbero effettuato voli segreti tra:
- Il Cairo,
- Khartoum,
- Port Sudan,
parlando di:
- attività aeree non dichiarate,
- reti clandestine di rifornimento,
- possibili operazioni militari egiziane a sostegno dell’esercito sudanese.
Secondo il rapporto israeliano, alcuni voli sarebbero partiti da “basi egiziane segrete” per rafforzare le capacità operative dell’esercito sudanese contro le Forze di Supporto Rapido.
La piattaforma ha inoltre collegato queste presunte operazioni agli attacchi condotti con droni contro l’aeroporto internazionale di Khartoum all’inizio di maggio 2026.
Nel frattempo, il conflitto sudanese continua ad aggravarsi, trasformandosi sempre più in uno scontro regionale complesso, nel quale si intrecciano interessi geopolitici, sicurezza del Mar Rosso, influenza africana e competizione internazionale.
Per il Cairo, il Sudan rappresenta una questione strategica fondamentale:
- per la sicurezza del confine meridionale,
- per gli equilibri del Nilo,
- per la stabilità dell’intera regione nordafricana.
Le accuse israeliane arrivano inoltre in un momento già estremamente delicato per i rapporti regionali, mentre il Medio Oriente vive una fase di fortissima instabilità tra:
- guerra a Gaza,
- tensioni con l’Iran,
- crisi nel Mar Rosso,
- competizione energetica e militare nel Mediterraneo e nel Corno d’Africa.
© 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝗿𝗶𝗱𝗮𝗻𝘂𝘀 – 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗶
