Ro. Ro. – Iniziativa ardita, quella intrapresa da Teheran, che ha ufficialmente teso la mano alla UE, con una proposta di accordo per il transito sicuro nello Stretto di Hormuz per le navi battenti bandiera dell’Unione.
Una mossa certo non casuale, dal momento che la Repubblica Islamica sta evidentemente cercando di attuare una strategia basata sul “dividi et impera”, mettendo l’Europa do fronte a una scelta pressoché definitiva, considerando l’intrappolamento forzato che costringe Bruxelles a sottomettersi ai voleri di Washington, specialmente in questo giorni di incertezza sugli esiti e sul termine della guerra di aggressione americane e israeliana, inconseguenza della quale il Vecchio Continente potrebbe andare incontro a una seria crisi energetica. Per molti Paesi membri, l’offerta di Teheran potrebbe essere una via d’uscita dal collo dell’imbuto, e potrebbe evitare una pesante recessione industriale, ridurre i costi per milioni di persone.
Dall’altra parte ci sono i fatti reali, con tecnici e analisti che vedono questa offerta come sfida diretta alla legittimità delle task force navali guidate dalla coalizione criminale israelo-americana, e degli alleati che la sostengono.
Un’Europa che accoglie la proposta iraniana, sarebbe un’Europa che concluse una sorta di pace separata, facendo crollare il trend della strategia unificata che vuole la continua e massima pressione, e lascerebbe il “biondone” e il criminale israeliano isolati e soli bel gestire il conflitto, che in questo caso potrebbe prolungarsi senza controllo.
In soldoni, l’Iran propone che i Paesi UE si distanzino dalla politica di aggressione di Washington e Tel Aviv e decidano di tirarsi fuori da ogni sorta di partecipazione ala guerra in corso, oltre ad attuare un progressivo allentamento delle sanzioni e delle restrizioni commerciali. Buona volontà diplomatica e, In cambio, Teheran garantisce condizioni vantaggiose per il traffico nello Stretto di Hormuz, con conseguenti facilitazioni nell’acquisto di risorse energetiche, cioè petrolio e gas, evitando recessione, inflazione, crisi energetica e tutte le conseguenze del caso. In effetti è decisamente molto allettante…
