Roberto Roggero – Possono sembrare “solo” pitture che raffigurano piante e fiori, ma secondo alcuni studiosi e ricercatori potrebbero essere la prima prova storica dell’inizio del calcolo matematico da parte dell’uomo.
Una ricerca scientifica, pubblicata dall’autorevole “Journal of World Prehistoric” ha analizzato centinaia di frammenti di antiche ceramiche, la cui datazione risale ad almeno 8.000 anni fa, attribuite alla civiltà Halaf della zona settentrionale della Mesopotamia, il cui sviluppo è avvenuto fra il 6.200 e il 5.500 a.C.
Il nome fa riferimento all’antico sito archeologico di Tell Halaf, sul corso del fiume Khabur, collegato a quello di Arpachiya, datato fra il 6.000 e il 5.300 a.C. da dove la civiltà si è espansa a tutta la Mesopotamia fra il 5.300 e il 4.800 a.C. fino a fondersi con la civiltà Hassuna verso il 4.500 a.C.
La civiltà Halaf, secondo gli studi più aggiornati, è stata la più influente dell’epoca, la prima di una certa rilevanza, sorta nell’antica Mesopotamia, che ha avuto una fondamentale influenza in tutta la regione mediorientale.
I ricercatori credono che la nascita della civiltà Halaf derivi dalle prime tribù dei Monti Zagroz (tra l’Eufrate e il Piccolo Zab) che, in Età Neolitica, scesero verso le pianure alla ricerca di terra fertile per coltivazioni e pascoli. Era quindi una civiltà che praticava agricoltura e pastorizia, specialmente orzo e mandrie di caprini e ovini.
I primi insediamenti Halaf erano di piccole dimensioni (pare non superassero i tre ettari), con abitazioni di tipo arcaico, nella forma conosciuta come Tholos, cioè capanne rotonde con cupola, alla qual di accedeva tramite un piccolo antro rettangolare, e quindi fondamentalmente differenti dalle più utilizzate forme quadrangolari, tipiche di zone come Umm Dabaghiya, in Assiria (6.000-5.500 a.C.) o Catal Huyuk, in Anatolia (6.500-5.500 a.C.).

La civiltà Halaf ebbe quindi una non indifferente espansione, con una pur rudimentale forma di commercio, basato sulle ceramiche policrome, vero e proprio primato tecnologico dell’epoca.
Sono proprio i frammenti di queste ceramiche a suggerire la teoria secondo la quale gli Halaf sono stati gli scopritori del calcolo e del ragionamento matematico.
Oltre ad essere i più antichi reperti di arte botanica in nostro possesso, costituiscono una prova fondamentale del fatto che le prime civiltà sorte in Medio Oriente utilizzassero il ragionamento logico-matematico, applicato alla quotidianità, molto tempo prima del sistema numerico.
Gli studiosi hanno riunito reperti provenienti da una trentina di siti archeologici del territorio in questione (distanti anche centinaia di chilometri fra loro), raccolti dal 1899 a oggi in scavi e indagini, fino al resoconto illustrato alla CNN dagli archeologi Sarah Krulwich e Yosef Garfinkel, dell’Università di Gerusalemme.
I dipinti sono chiari e in eccellente stato di conservazione, nonostante i millenni. Ad attirare gli scienziati, per quanto riguarda la teoria del ragionamento logico-matematico, è stata la disposizione a modello di sofisticato ragionamento.
Nella maggior parte dei frammenti, i motivi decorativi si ripetono in progressione geometrica con ordine di 4-8-16-32-64, che si collega alle distanze sorprendentemente precise fra i diversi siti archeologici. Difficile quindi, riferire tale fatto a semplici coincidenze o casualità, per cui è stata avanzata l’ipotesi che la civiltà Halaf fosse in possesso di capacità intellettive in grado di esprimete ragionamenti matematici, che applicavano al quotidiano, per quanto riguarda spazio e quantità.
Le sequenze delle pitture floreali su ceramica, corrispondono a una ben precisa logica matematica, basata sul raddoppio progressivo, e quindi sulla facoltà di eseguire divisioni altrettanto precise, probabilmente per la spartizione delle terre da coltivare e dei successivi raccolti, che dovevano essere assegnati ai diversi villaggi della comunità.
Ad oggi, sarebbe la prova scientifica della nascita del pensiero logico-matematico, migliaia di anni prima che fossero scritti i numeri sumeri, nel 3.500 a.C. Tremila anni di differenza e molto prima della scrittura.
