
NAPOLI, 8 marzo 2026 – Ieri, sabato 7 marzo 2026, gli spazi di GalleriArt nella Galleria Principe di Napoli (via Principe di Napoli) sono stati il cuore pulsante di una giornata di mobilitazione e riflessione profonda. L’iniziativa, incentrata sulla sottrazione del corpo femminile alle logiche del profitto e dell’imperialismo, ha ribadito con forza che la liberazione della donna non può prescindere dalla rottura delle catene del mercimonio coloniale.


Cuba e il modello della Rivoluzione: la presentazione
L’apertura della giornata, alle ore 16:30, è stata dedicata alla presentazione del libro “LE DONNE CUBANE: l’altra metà della Rivoluzione” (CTL Libeccio Livorno, 2020) di Maddalena Celano. Un’opera necessaria che esplora le radici di un’emancipazione reale, costruita nelle piazze, nelle scuole e nelle fabbriche, lontano dalle ipocrisie del liberalismo predatore. Durante l’incontro si è discusso di come Cuba sia oggi un Paese “da punire” proprio perché ha spezzato il modello di mercificazione: nell’isola caraibica, la donna è protagonista attiva del processo rivoluzionario e non merce di scambio. Il blocco economico è stato denunciato come l’arma con cui l’imperialismo tenta di schiacciare questa società dove il bisogno non è più la base per l’abuso.

Testimonianze visive e contributi internazionali
Un momento di straordinaria partecipazione emotiva e politica è stato rappresentato dalla proiezione dei contributi video, che hanno permesso di unire voci distanti in un unico coro di resistenza:
* Di fondamentale importanza è stata la proiezione del video di Hanieh Tarkian, analista e saggista, che ha offerto un’analisi lucida sulla situazione in Iran e sull’impatto della guerra e delle sanzioni sulla popolazione femminile.
* Marcella Formenti, per Nuova Società Futura, è intervenuta inviando un video-contributo in cui ha tracciato le linee per una nuova organizzazione sociale capace di superare le logiche del capitale.
* Anche Marzia Suarez, dell’Associazione Diaspora, è intervenuta tramite video, sottolineando l’importanza del legame tra le lotte delle donne migranti e la resistenza antimperialista globale.
Assemblea Pubblica: un fronte unico di resistenza
Dalle 18:30, la Galleria ha ospitato l’Assemblea Pubblica “Il ruolo della donna nella lotta antimperialista”. Il dibattito ha visto una convergenza di interventi e adesioni di altissimo profilo:
* L’attivista Indira Pineda, cubano-venezuelana, ha portato una preziosa analisi sul campo riguardo l’integrazione delle lotte tra le due nazioni e il ruolo della donna nella difesa della sovranità dei popoli.
* Le donne venezuelane e cubane presenti hanno testimoniato la forza dei propri modelli sociali contro gli attacchi esterni.
* Le ragazze palestinesi del Centro Culturale Handala Ali hanno portato la testimonianza della resistenza eroica di un popolo che lotta quotidianamente contro l’occupazione.
Hanno aderito e partecipato attivamente tutte le organizzazioni e le sigle del coordinamento: il Centro Culturale Handala Ali, la Consulta Popolare di Salute e Sanità, GalleriArt, ASC, il P. CARC, Uniti Contro la Guerra, la Comunità Russa, l’Associazione Bellarus, Rifondazione Comunista, l’Associazione Italia-Cuba, Yennyre Rivero del PSUV, le Brigate Internazionali Cilia Flores, Nuova Società Futura e l’Associazione Diaspora.
Convivialità e solidarietà militante
La giornata si è conclusa alle ore 21:00 con una cena sociale, un momento di “solidarietà militante” dove la convivialità è diventata strumento per rafforzare i legami politici. Difendere Cuba, il Venezuela bolivariano, la resistenza palestinese e le donne in lotta in ogni angolo del mondo significa lottare per un futuro dove la liberazione sia universale.
Contro la guerra, contro il capitale e per la liberazione di tutti i popoli, Napoli ha risposto con una partecipazione corale che segna un punto di non ritorno nella costruzione di un fronte unico degli oppressi.

