BEIRUT- Il governo libanese ha annunciato il divieto immediato di tutte le attività militari e di sicurezza di Hezbollah, stabilendo che il movimento potrà operare esclusivamente nell’ambito politico e nel rispetto del quadro costituzionale. La decisione è stata comunicata al termine di una riunione del Consiglio dei ministri, in un momento di forte tensione regionale.
Bandiera di Hezbollah
Il primo ministro Nawaf Salam ha dichiarato che lo Stato libanese rifiuta “in modo assoluto e senza ambiguità” qualsiasi azione militare o di sicurezza condotta dal territorio nazionale al di fuori delle istituzioni legittime. “La decisione di guerra e pace appartiene esclusivamente allo Stato”, ha affermato, sottolineando la necessità di vietare immediatamente tutte le attività armate di Hezbollah in quanto considerate fuori dal perimetro della legalità.
Esclusività delle armi nelle mani dello Stato
Il governo ha chiesto formalmente a Hezbollah di consegnare le proprie armi allo Stato libanese, ribadendo il principio dell’esclusività dell’uso della forza da parte delle istituzioni statali. In tale contesto, è stato ordinato alle forze di sicurezza e all’esercito di adottare misure immediate per impedire il lancio di missili o droni dal territorio libanese e di arrestare eventuali trasgressori secondo la normativa vigente.
Il comando dell’esercito è stato inoltre invitato ad avviare immediatamente l’attuazione del piano relativo alla limitazione delle armi a nord del fiume Litani, utilizzando “tutti i mezzi necessari” per garantirne l’applicazione.
Equilibri delicati e pressione internazionale
Nella dichiarazione ufficiale, il governo ha ribadito il proprio impegno a evitare che il Libano venga trascinato in un conflitto regionale più ampio. Il Consiglio dei ministri ha chiesto agli Stati garanti della Dichiarazione di cessazione delle ostilità di ottenere un impegno chiaro da parte di Israele per la cessazione degli attacchi sul territorio libanese, riaffermando al contempo la volontà di Beirut di rispettare integralmente gli accordi internazionali.
È stata inoltre espressa disponibilità a riprendere negoziati con il patrocinio internazionale e la partecipazione civile, mentre il Ministero degli Esteri è stato incaricato di intensificare i contatti diplomatici per favorire l’attuazione delle risoluzioni pertinenti.
Impatto interno e gestione umanitaria
Sul piano interno, il governo ha disposto il rafforzamento delle misure di assistenza agli sfollati, incaricando il Ministero degli Affari Sociali di predisporre rifugi e beni di prima necessità in coordinamento con gli altri organi competenti.
La decisione rappresenta uno sviluppo potenzialmente storico per il Libano, dove la questione delle armi di Hezbollah costituisce da decenni uno dei nodi più sensibili dell’equilibrio politico e istituzionale. Resta da verificare in che misura le misure annunciate potranno essere concretamente attuate in un contesto segnato da fragilità economica, tensioni settarie e pressioni esterne.
La partita che si apre ora non è soltanto militare o politica, ma riguarda la definizione stessa della sovranità statale in un Paese dove, da anni, convivono poteri paralleli e linee rosse difficili da oltrepassare.
Chiara Cavalieri è Presidente dell’Associazione Italo-Egiziana Eridanus, che promuove la cooperazione culturale e il dialogo tra Italia ed Egitto. È Vicepresidente del Centro Studi dell’Unione dei Consoli Onorari Stranieri in Italia (UCOI) e dell’Unione dei Consoli Onorari Italiani nel Mondo (UCOIM), impegnata in attività istituzionali, incontri alla Farnesina e progetti di diplomazia culturale. Analista geopolitica e collaboratrice di Anubi Magazine, Egitto-Ora, Report Difesa e La Voce del Parlamento, ha seguito corsi con STAM Strategic & Partners Group Ltd e l’Istituto Studi Islamici Al Mustafà. Nominata International Witness dal Museo Archeologico di Sharm el-Sheikh nel 2022, è autrice della prefazione di Culture in Movimento e del libro in uscita Artisti Egiziani – Opera, Musica Classica e Balletto.