Roberto Roggero – Letteralmente “Porta Celeste del Sud”, all’apparenza può sembrare un concetto onirico, un qualcosa di filosofico, suggestivo, o comunque astratto, invece è il nome dato a un programma che dimostra come la Cina stia facendo passi da gigante verso un progresso che fino a poco tempo fa poteva essere espresso solo nei libri di fantascienza o nei cartoni animati di Capitan Harlock.
Nan Tian Men è un programma tecnologico avviato nel 2017, senza clamore, come di solito avviene in Cina, da parte della AICC, Aviation Industry China Corporation, e riguarda il settore aerospaziale, ovvero l’allestimento niente di meno che di portaerei spaziali, con equipaggi formati da robot umanoidi, caccia in stile Star Wars, droni intelligenti ad azione autonoma, e altro ancora.
Il progetto è già stato illustrato con modelli in scala, attualmente esposti in alcuni musei e padiglioni come quello allestito a Zhuhai, dove si possono osservare insieme a quelli di aerei ipersonici già in servizio o in avanzata fase di allestimento.
La operatività dell’intero programma è prevista indicativamente per il 2043, con un sistema integrato di comunicazioni fra Terra e Luna, basato su tecnologie al momento ancora in fase di progettazione, unita ad altre già reali e funzionali
La Tv di Stato CCTV ha intanto messo in onda un servizio sui velivoli definiti SSI (Space-Sky Integrated) in grado di operare sia nell’atmosfera sia nello spazio.
Una delle anime del programma Nan Tian Men è il gigantesco vettore spaziale battezzato Luan Niao, ovvero una vera e propria piattaforma operativa spaziale, una portaerei stellare, alimentata da reattori nucleari a fusione che dovrebbe stazionare nell’orbita terrestre, con in dotazione i caccia Xuan Nu che possono operare con o senza pilota, a velocità superiore a Mach 8, cioè otto volte la velocità del suono. In pratica, secondo il cosiddetto Numero di Mach, cioè il rapporto fra velocità di flusso locale di un fluido (o di un oggetto solido rispetto al fluido) e velocità del suono nel fluido stesso, più o meno 9.900-10mila km all’ora. Per non parlare dell’armamento in dotazione e la integrazione operativa con droni di supporto.
Gli equipaggi, sempre secondo la presentazione del progetto, dovrebbero essere i robot umanoidi detti Cheng Ying, in tutto e per tutto unità da combattimento autonome, coordinate da un supercomputer. La base terrestre del progetto Nan Tian Men sarebbe stata progettata fra Shangai e Lingang, dove si possono già osservare modellini di hangar futuristici, centri di comando e installazioni lunari, che ricordano la serie di telefilm UFO Shado degli anni Settanta.
In pratica, una risposta a ciò che gli Stati Uniti vorrebbero a loro volta rendere operativo, cioè la SDI, Strategic Defense Initiative, ideata negli anni Ottanta da Ronald Reagan, meglio nota appunto come Star Wars.
