Roberto Roggero – Non è mai stato un segreto che il marchio Starlink/Space-X di Elon Musk, fosse destinato a rivoluzionare gli equilibri tecnologici e strategici delle nuove guerre. E’ comunque un’arma a doppio taglio, perché se da un lato, l’interconnessione satellitare ha un enorme potenziale sullo sviluppo della strategia e della tattica in campo bellico, dall’altro limita pesantemente l’autonomia dei singoli Stati e governi. Elon Musk pilota i conflitti dal proprio ufficio, e così, quando ha deciso di bloccare le connessioni e i terminali russi, la conduzione delle operazioni in Ucraina si sono complicate non poco.
Non è chiaro però se Elon Musk abbia una sufficiente conoscenza di chi si trovava di fronte, tanto quanto conosce la propria tecnologia, perché dall’altra parte si trova un certo Vladimir Vladimirovič Putin, che non è certo uno sprovveduto, e ha prontamente attivato le proprie risorse, comunque ben conscio che non sia facile contrastare efficacemente il blocco. Azione che non si limita solo a dare una risposta alle mosse di Elon Musk, quanto a contrastarne l’egemonia in campo tecnologico, specialmente nel settore delle nuove frontiere belliche.
Per altro, Elon Musk è stato duramente criticato per l’interruzione di Starlink ad alcuni mezzi ucraini, ma sembra aver corretto il tiro con inaspettata veemenza. Provvedimento certamente dovuto alla trattativa con Mikhailo Fedorov, neo ministro della Difesa di Kiev, già ricchissimo imprenditore proprio in campo Hi-Tech ed ex ministro della Transazione Digitale.
Fedorov si è dimostrato un osso duro, perché sa muoversi nel proprio settore, che è anche quello di Musk, e ha saputo ottenere i giusti mezzi per mercanteggiare con lo scopo di dare all’Ucraina adatti mezzi tecnologici per contrastare le iniziative russe.
Com’è noto, le piattaforme Starlink e Space-X erano utilizzate sia da Mosca he da Kiev, ma il blocco applicato contro la Russia cambia gli equilibri e le dinamiche, almeno temporaneamente. Ed è comunque preoccupante come una terza parte esterna (Musk & Friends) possa condizionare l’andamento di un conflitto.
Rimane il fatto che, se Putin ha commesso un errore di valutazione, è stato quello che condividere la piattaforma Starlink, e comunque gli alti comandi di Mosca ne hanno adottato illegalmente l’utilizzo, contravvenendo alle sanzioni imposte da Washington ma, come dichiara il ministero della Difesa di Kiev, tutti i terminali operativi sono bloccati, ad eccezione di quelli ucraini, inseriti nell’elenco detto “White List”, con facoltà di operare direttamente blocchi nei confronti di piattaforme utilizzate da entità nemiche, con chiaro riferimento alla Russia, e in modo più pratico e veloce di quanto non si potrebbe fare con una tradizionale “Lista Nera”.
Il sistema satellitare di Starlink è da tempo un protagonista della guerra in Ucraina, garantendo la comunicazione militare più sicura e precisa che si possa ottenere attualmente. Praticità e disponibilità immediata fanno dimenticare i rischi, finché non è troppo tardi.
Le truppe russe lo usavano per comunicare, trovandosi oggi completamente isolate e tagliate fuori dai comandi e dalle indicazioni. La parte più critica dell’uso di Starlink da parte dei soldati russi riguarda però l’installazione sui droni, che garantisce precisione e massimo controllo negli attacchi. Non è tutto. Privati di Starlink, che invece continua a essere disponibile per gli ucraini, i soldati russi dovranno fare i conti con l’alto rischio di intercettazione delle comunicazioni.
Nella pratica, i soldati ucraini potrebbero interferire nelle comunicazioni al fronte con facilità, trovare gli avversari e anticiparne le intenzioni o quantomeno impedire loro qualsiasi forma di coordinamento interno. Nel frattempo, anche i comuni cittadini russi stanno facendo difficoltà a usare internet e comunicare.
Inutile dire che la Russia sperava da tempo di dotarsi di un sistema nazionale indipendente per non sottostare all’Occidente, ma non esiste ad oggi nessuna soluzione di pari livello. Il progetto Rassvet, in particolare, non potrà essere operativo prima del 2027, in quanto il lancio dei satelliti di Mosca è stato rimandato.
La narrativa in Russia cerca di tenere un certo contegno, alludendo ad altri servizi di comunicazione in uso dai militari, sebbene sia pacifico che non sono così diffusi né avanzati come Starlink.
In ogni caso, era necessario trovare soluzioni immediate, e memore dell’insegnamento, la Russia si è rivolta a nuovi fornitori che utilizzano le costellazioni di satelliti russe come Express o Yamal.
I sistemi satellitari nazionali saranno quindi impiegati per sostituire sul campo Starlink, più per trovare un’alternativa autonoma e sostenibile che per competere, visto che la connessione avrà probabilmente delle difficoltà in un simile teatro operativo. Facile poi pensare che parte dei terminali, nuovi o già in uso, saranno ancora utilizzati proprio come sono stati reperiti illegalmente fin dall’inizio.
