Roberto Roggero – Ali Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran, ha sottolineato la profonda intensità delle relazioni bilaterali fra Sultanato dell’Oman e Iran. Ha osservato che questi legami si fondano su una storia comune e su stretti legami, e stanno progredendo efficacemente per servire gli interessi reciproci.
In un’intervista esclusiva con Oman TV, ha affermato che il suo incontro a Muscat con il Sultano dell’Oman sottolinea una visione chiara e condivisa per il miglioramento delle relazioni bilaterali. La discussione ha anche riguardato lo stato delle relazioni amichevoli a livello regionale e internazionale.
Larijani ha evidenziato i suoi incontri con diversi funzionari omaniti per esaminare questioni comuni, dossier condivisi e interessi reciproci da entrambe le prospettive, in linea con gli interessi più ampi della Regione, e ha ribadito il ruolo fondamentale del Sultanato dell’Oman nel promuovere condizioni idonee per il dialogo fra Iran e Stati Uniti, descrivendolo come “altamente positivo”. Ha inoltre attribuito ciò alla precisa comprensione degli interessi regionali da parte dell’Oman, alla sua conoscenza dei precedenti percorsi negoziali e alla sua visione lungimirante, che gli consente di svolgere un ruolo di mediazione costruttivo ed efficace.
Riguardo al round negoziale USA-Iran ospitato a Muscat, e monitorato a livello internazionale, Larijani ha spiegato che il processo negoziale nella fase precedente ha registrato progressi graduali. Ha affermato la disponibilità dell’Iran a impegnarsi nei colloqui ogni qual volta siano realistici, osservando che la posizione dell’Iran nel primo round è stata positiva. Ha suggerito che la fase successiva potrebbe offrire opportunità per una de-escalation strategica o, quantomeno, per un riposizionamento politico, a seconda degli esiti del dialogo.
Sulla questione se questi colloqui rappresentino un reale cambiamento nella gestione della controversia Teheran-Washington o costituiscano semplicemente una gestione della crisi, ha fatto riferimento a numerose affermazioni sollevate dalla parte americana. Ha indicato che il successo nei negoziati sul nucleare potrebbe aprire la strada all’estensione delle discussioni ad altre aree, sebbene abbia avvertito che è prematuro presumere che altre controversie saranno affrontate in questa fase.
Larijani ha poi sottolineato che l’Iran ha sempre considerato la guerra come soluzione inefficace ai disaccordi bilaterali e che le controversie regionali dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo. Ha affermato che il ricorso alla forza da parte di alcune parti è stato, ed è un errore, che complica i negoziati creando ostacoli.
Riguardo alla possibilità che questi colloqui definiscano le future relazioni fra Iran e Stati Uniti, ha ritenuto che sia troppo presto per dirlo, spiegando che gli sviluppi sono ancora in una fase iniziale e che la fase successiva definirà la direzione generale. Ha inoltre osservato che il successo dei negoziati dipende dalla reale volontà politica da entrambe le parti. L’adesione a un quadro ragionevole e realistico porterebbe al successo, mentre l’introduzione di richieste aggiuntive porterebbe al fallimento. Se l’obiettivo degli Stati Uniti è impedire all’Iran di acquisire armi nucleari, ha affermato che questo obiettivo è raggiungibile, ma collegarlo ad altre questioni complicherebbe il processo.
Riguardo alle tempistiche, ha chiarito che non esiste un calendario fisso. L’Iran cerca soluzioni chiare senza indugi e le questioni in gioco sono risolvibili senza lunghi colloqui, a condizione che ci sia serietà.
Riguardo alle prospettive di successo, Larijani ha evitato di speculare sulle variabili politiche, ma ha affermato che, se entrambe le parti rispettano le posizioni dichiarate, la soluzione è possibile. Ha allo stesso tempo sottolineato il ruolo fondamentale ed essenziale dell’Oman nel facilitare questi negoziati.
Riguardo alla possibilità di separare i colloqui dagli sviluppi politici e militari regionali, ha affermato che le attuali controversie regionali sono una fonte primaria di tensione. Affrontarle contribuirebbe a ripristinare la stabilità e la pace nella regione, mentre gli interventi militari e l’acuirsi delle tensioni non fanno che complicare il panorama e ostacolare lo sviluppo.
Nel valutare l’attuale politica statunitense nei confronti dell’Iran, ha osservato che l’approccio tradizionale di Washington è diventato più realistico. In precedenza, gli Stati Uniti collegavano il dossier nucleare alle questioni militari e missilistiche, mentre ora l’attenzione è prevalentemente rivolta al dossier nucleare: un approccio razionale, a suo avviso. Ha ribadito che le questioni militari sono separate dalla questione nucleare e che la risoluzione del dossier nucleare è un passo fondamentale e fondamentale.
Larijani ha osservato che, sebbene alcuni Stati facciano ancora fatica a comprendere le attuali tensioni, molte divergenze possono essere risolte attraverso il dialogo. Ha aggiunto: “In questo contesto, credo che Israele svolga un ruolo di primo piano nell’inasprire le tensioni e creare crisi nella regione”, citando le recenti dichiarazioni di Netanyahu negli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano e sulle scadenze imposte, che potrebbero potenzialmente creare ulteriori complicazioni.
Riguardo ai principali ostacoli alla costruzione di una fiducia sostenibile, ha individuato le accuse degli Stati Uniti sulle ambizioni nucleari dell’Iran come l’ostacolo fondamentale. L’Iran, ha sottolineato, dichiara chiaramente di non voler dotarsi di armi nucleari e gli Stati Uniti potrebbero adottare misure reciproche per affrontare le preoccupazioni in sospeso. Ha osservato che gli Stati della regione hanno raggiunto un livello avanzato nell’affrontare pacificamente i propri problemi, prevenendone l’escalation, uno sviluppo che ha descritto come di fondamentale importanza.
Riguardo al ruolo che gli attori regionali e internazionali possono svolgere nel ridurre le tensioni, ha affermato che la maggior parte dei paesi della regione ricerca sinceramente calma e stabilità. Tuttavia, alcuni mostrano scarsa volontà di porre fine alle tensioni esistenti. Ha invitato gli stati della regione a riconoscere questa dinamica per aprire la strada alla riconciliazione e all’auspicata tranquillità.
Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran ha concluso il suo intervento affermando che il Sultanato dell’Oman e le nazioni della regione possiedono solide basi per il progresso. Sono dotati di abbondanti risorse e capacità diversificate e ospitano popoli con un grande potenziale di integrazione. L’uso prudente di queste energie e il rafforzamento della cooperazione regionale sono fondamentali per guidare la regione verso un autentico sviluppo e un progresso espansivo nel periodo a venire.
