Lo scorso 28 Mordad 1332, corrispondente al 19 agosto 1953, si è rinnovato l’anniversario di una delle ferite più profonde inferte dall’imperialismo occidentale al Sud Globale. Non si tratta semplicemente di commemorare una ricorrenza cronologica, ma di analizzare lucidamente l’operazione clandestina congiunta – battezzata in codice Operazione Ajax dalla CIA e Operation Boot dall’Intelligence britannica – che rovesciò con la forza il governo costituzionale e legittimo del Primo Ministro Mohammad Mossadeq. Quel 28 Mordad segnò la brutale interruzione del primo esperimento democratico e antimimperialista del Medio Oriente contemporaneo.
LA NAZIONALIZZAZIONE DEL PETROLIO: L’ULTIMO AFFRONTO ALL’EGEMONIA BRITANNICA
Al centro del conflitto vi era la sovranità economica e il controllo delle risorse energetiche. Per decenni, la Anglo-Iranian Oil Company (precursore della moderna BP) aveva depredato le ricchezze petrolifere dell’Iran, lasciando al popolo iraniano briciole e condizionando pesantemente la politica interna del Paese. L’ascesa al potere di Mossadeq e la storica legge di nazionalizzazione del petrolio del 1951 rappresentarono l’atto di riscatto definitivo: l’affermazione che le ricchezze del sottosuolo appartenevano legittimamente a chi abitava quelle terre, e non alle cancellerie di Londra o alle corporazioni straniere.
AGGRESSIONE IMPERIALE E SOFFOCAMENTO DELLA DEMOCRAZIA POPOLARE
L’Inghilterra, inizialmente isolata e colpita economicamente dal boicottaggio internazionale imposto da Teheran, trovò negli Stati Uniti di Dwight D. Eisenhower il socio ideale per rovesciare il tavolo. Attraverso una massiccia campagna di destabilizzazione interna, corruzione di funzionari, finanziamento di bande armate e manipolazione mediatica, i servizi segreti anglo-americani orchestrarono il colpo di Stato.
Il 28 Mordad non spense soltanto un governo: distrusse sul nascere la prospettiva di un’evoluzione democratica autonoma. Il ripristino forzato della monarchia assolutista dello Scià Mohammad Reza Pahlavi – un regime poliziesco e filo-occidentale – garantì il ritorno del petrolio nelle mani delle multinazionali straniere, inaugurando decenni di repressione feroce che avrebbero inevitabilmente preparato il terreno alla rivoluzione del 1979.
UNA LEZIONE CHE APPARTIENE AL PRESENTE
Rievocare il 28 Mordad significa denunciare il doppio standard della geopolitica globale: ogni qualvolta un paese sovrano tenta di sottrarsi al ricatto neocoloniale per gestire autonomamente il proprio destino e le proprie ricchezze, l’asse occidentale ricorre alla sovversione, alle sanzioni o alla forza militare. La lezione di quella giornata continua a risuonare con drammatica attualità nel mondo contemporaneo, ricordando che la difesa della sovranità nazionale e dell’indipendenza economica resta l’atto politico più rivoluzionario contro ogni forma di dominio imperiale.
