A tre anni di distanza da quel 7 ottobre 2023 che ha ridefinito gli equilibri geopolitici globali e riacceso con forza la centralità della causa palestinese, l’analisi degli eventi continua a interrogarsi sulla portata storica dell’Operazione Alluvione di al-Aqsa. Il testo che segue, tratto da un comunicato ufficiale diffuso dall’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran, offre una disamina dettagliata dei mutamenti politici, sociali e culturali scaturiti da quella data cruciale.
Un sentito ringraziamento va rivolto all’ autore originale del testo, Masoud Fayyazi, e all’Istituto Culturale Iraniano per la divulgazione culturale di testi e scritti, offerta al dibattito pubblico e, in particolare, al Direttore dell’Istituto, il Dott. Seyed Majid Emami, il cui impegno costante nella promozione del dialogo interculturale e della comprensione reciproca rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la diffusione di analisi approfondite sulle dinamiche dell’Asia Occidentale.
IL RICHIAMO CORANICO
I giudei (il termine, in questo caso, indica esclusivamente coloro che si opposero al Profeta a Medina e compirono azioni di sabotaggio) dicono: «La mano di Allah si è incatenata!». Siano incatenate le mani loro e siano maledetti per quel che hanno detto. Le Sue mani sono invece ben aperte: Egli dà a chi vuole. Quello che è stato fatto scendere su di te da parte del tuo Signore, certamente accrescerà in molti di loro la ribellione e la miscredenza. Abbiamo destato tra loro odio e inimicizia fino al giorno della Resurrezione. Ogni volta che accendono un fuoco di guerra. Allah lo spegne. Gareggiano nel seminare disordine sulla terra, ma Allah non ama i corruttori. (Sacro Corano, 5:64)
LA PORTATA STORICA DELL’OPERAZIONE
Sebbene l’ultima parola di giudizio su eventi tanto importanti, la cui eco riverbererà ancora a lungo nella memoria dell’uomo, spetti principalmente alla Storia – ed essa è un giudice assai paziente –, è innegabile che l’Operazione Alluvione di al-Aqsa, posta in essere dal fronte unito della Resistenza palestinese contro gli occupanti sionisti il 7 ottobre del 2023, abbia raggiunto dei traguardi significativi e di portata tale da non poter essere in alcun modo ignorati o celati. Segue un elenco contenente venti di questi successi, i quali sono sotto gli occhi di tutti e costituiscono, come detto, solo i risultati più immediati dell’Operazione:
I VENTI TRAGUARDI DELL’OPERAZIONE
1 – Il risveglio umano e globale senza precedenti contro Israele;
2 – La richiesta globale di ripristino dello Stato di Palestina;
3 – La trasformazione della condizione di aggredita della Resistenza in una questione popolare e politica su scala globale;
4 – Il fallimento dei cosiddetti Accordi di Abramo e dell’Accordo del Secolo;
5 – Lo smantellamento della deterrenza militare e di intelligence di Israele attraverso l’approccio «un palestinese, un voto»;
6 – La crescente popolarità dell’Asse della Resistenza;
7 – Il desiderio globale di un nuovo ordine efficace su scala internazionale;
8 – L’affermazione della necessità di tutelare i diritti dei palestinesi da parte dei politici quale prerequisito per una sicurezza e uno sviluppo economico sostenibili in Asia Occidentale;
9 – La migrazione di ritorno da Israele;
10 – La disintegrazione dell’ideale dell’utopia israeliana;
11 – La diffusione dell’avversione verso l’ideologia sionista;
12 – Il coinvolgimento militare dello Yemen contro Israele in qualità di sostenitore attivo della Palestina;
13 – La formazione di un innovativo esercito informatico e mediatico da parte dell’opinione pubblica a sostegno della Palestina;
14 – La globalizzazione dello slogan: «La Palestina dal fiume fino al mare»;
15 – Il rafforzamento di un piano democratico per risolvere lo status della Palestina basato sul principio «un palestinese, un voto»;
16 – Il superamento della natura di questione ideologica e arabo-centrica della causa palestinese grazie al sostegno umanitario alla Palestina da parte di non musulmani in tutto il mondo;
17 – Il rafforzamento dell’unità della Comunità islamica e della necessità di consolidare tale unità come fondamento e forza motrice di una Nuova Civiltà Islamica;
18 – La de-iranizzazione del confronto con Israele;
19 – Il fallimento morale dell’Occidente e dei suoi sostenitori, caratterizzato da doppi standard e reazioni contrastanti di fronte alle guerre in Ucraina e a Gaza;
20 – Il fallimento del progetto di Israele di diventare un crocevia economico internazionale.
GLI OBIETTIVI STRATEGICI E IL FUTURO DELLA RESISTENZA
Sebbene l’Operazione Alluvione di al-Aqsa fosse apparentemente null’altro che una mossa tattica volta a spianare la strada alla liberazione di uomini, donne e bambini palestinesi – detenuti da decenni in disumane carceri israeliane – e a rispondere all’estremismo del governo criminale di Netanyahu, in realtà essa mirava a precisi obiettivi strategici fondamentali, come si è potuto constatare sul medio e lungo termine.
Le suddette vittorie hanno rappresentato la concreta realizzazione degli elevati e ambiziosi obiettivi dell’Operazione, che rappresentano delle vittorie contro le atrocità perpetrate a Gaza dal regime infanticida sionista-israeliano. Nel corso della storia, la barbarie, la distruzione e la politica della terra bruciata non sono mai riuscite a prevalere sull’umanità, sull’identità, sulla ricerca di libertà e giustizia o sulle forze popolari, e lo stesso avverrà per la Palestina: dalle ceneri di una Gaza ferita ma vittoriosa sorgerà una nuova generazione della Resistenza, ancora più salda e decisa nella sua lotta di liberazione.
