Nel panorama della geopolitica contemporanea, la guerra ha cambiato volto. Accanto ai conflitti armati convenzionali, le potenze egemoniche occidentali — in primis gli Stati Uniti — ricorrono sistematicamente a uno strumento di coercizione apparentemente incruento ma devastante nei suoi effetti a lungo termine: la guerra economica. Le sanzioni unilaterali, i blocchi finanziari e gli embarghi commerciali vengono cinicamente spacciati per alternative “pacifiche” alla forza militare. In realtà, essi costituiscono una forma di terrorismo di Stato su larga scala, un assedio sistematico volto a strangolare la sovranità dei popoli che rifiutano di sottomettersi ai diktat neocoloniali.
È in questo scenario di sopraffazione che si inserisce con urgenza la nascita e la mobilitazione di PASS (People Against Sanctions & Siege), una rete internazionale di resistenza e solidarietà il cui portale ufficiale è attivo all’indirizzo www.passmovement.com.
L’illusione della “pressione mirata”: chi colpiscono realmente le sanzioni?
La narrazione ufficiale dei governi occidentali dipinge le sanzioni economiche come misure chirurgiche, progettate unicamente per colpire le élite politiche e i governi non allineati. Si tratta di una menzogna strumentale e smentita dai fatti.
Nella realtà materiale dei fatti, le sanzioni colpiscono brutalmente e selettivamente la popolazione civile. Quando un Paese viene tagliato fuori dal circuito bancario internazionale (come il sistema SWIFT), quando vengono bloccate le importazioni di materie prime, pezzi di ricambio e generi alimentari, a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori, i bambini, gli anziani e i malati cronici.
- La crisi umanitaria: L’impossibilità di effettuare transazioni finanziarie impedisce l’acquisto di medicinali salvavita, apparecchiature mediche e presidi ospedalieri essenziali.
- Il collasso sociale: L’inflazione galoppante, la svalutazione drastica della moneta locale e la distruzione del tessuto produttivo generano disoccupazione di massa, povertà endemica e la distruzione sistematica della dignità del lavoro.
Le sanzioni non rovesciano i governi: servono piuttosto a sfinire le società civili, alimentando il malcontento artificiale e cercando di piegare per fame ciò che non si è potuto sottomettere con la politica o con la diplomazia.
Da Cuba all’Iran: la globalità di un unico disegno imperiale
La portata universale della campagna promossa da PASS risiede nella sua capacità di connettere vertici geografici differenti ma uniti dallo stesso copione repressivo. Perché il movimento si batte contemporaneamente per realtà come Cuba e l’Iran?
- Il caso di Cuba: Da oltre sessant’anni, l’isola caraibica subisce un embargo economico, commerciale e finanziario feroce e unilaterale da parte degli Stati Uniti, condannato ripetutamente a quasi unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un blocco criminale che mira a impedire a un popolo sovrano di scegliere il proprio modello di sviluppo sociale e umano, soffocandone ogni risorsa economica.
- Il caso dell’Iran: La Repubblica Islamica dell’Iran è bersaglio da decenni di sanzioni finanziarie e tecnologiche draconiane, concepite per paralizzare il settore energetico, isolare i circuiti commerciali e impedire alla popolazione di beneficiare pienamente delle proprie risorse nazionali.
Sebbene storie, culture e contesti istituzionali siano profondamente diversi, il modus operandi dell’imperialismo occidentale è identico: l’assedio economico totale. Si tratta di una violazione flagrante del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che configurano le sanzioni unilaterali come veri e propri crimini contro l’umanità.
La risposta dei popoli: l’urgenza di sostenere e diffondere PASS
Di fronte a questa strategia di dominio globale, l’indifferenza o la rassegnazione non sono opzioni percorribili. La solidarietà internazionale deve trasformarsi in azione concreta, coordinata e militante.
La piattaforma PASS (People Against Sanctions & Siege) offre uno strumento fondamentale di aggregazione, controinformazione e lotta politica. Attraverso il sito www.passmovement.com, attivisti, intellettuali, giuristi e cittadini di tutto il mondo possono trovare appelli tradotti in molteplici lingue, materiali di campagna e spazi di coordinamento operativo.
È nostro dovere morale e politico:
- Promuovere e diffondere i contenuti e gli appelli del movimento sui nostri canali di informazione, sui social network e nelle riviste di geopolitica e filosofia.
- Denunciare pubblicamente la natura criminale delle sanzioni, smascherando la retorica umanitaria con cui l’Occidente giustifica il blocco dei Paesi sovrani.
- Partecipare attivamente alle iniziative, compilando i moduli di attività e inserendo risorse utili nella sezione “Materials” del sito, per costruire una solida rete globale di resistenza contro ogni forma di assedio economico.
Spezzare le catene delle sanzioni significa difendere il principio cardine dell’autodeterminazione dei popoli, della giustizia sociale e della pace tra le nazioni. Sostenere PASS significa scegliere da che parte stare: dalla parte dei popoli che lottano per la propria dignità.
