di Chiara Cavalieri*
GAZA- Un nuovo passaggio diplomatico si è svolto oggi, lunedì 12 gennaio, nel complesso e fragile processo di stabilizzazione della Striscia di Gaza. Secondo una fonte del Ministero degli Esteri turco, si è tenuto un incontro internazionale online dedicato alla preparazione della seconda fase del piano di pace per Gaza, con la partecipazione di Stati Uniti, Turchia, Egitto e Qatar.
La fonte ha precisato che all’incontro ha preso parte il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, e che la riunione rappresenta la prosecuzione del vertice svoltosi a fine dicembre a Miami, dove erano già state discusse le linee guida politiche e operative per la gestione della fase successiva del cessate il fuoco.

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per consolidare l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre tra Israele e il Movimento di resistenza islamico Hamas, un’intesa che resta estremamente fragile. Il rappresentante di Hamas, Ghazi Hamad, ha infatti dichiarato che l’esercito israeliano avrebbe violato il cessate il fuoco oltre 900 volte, mentre le autorità locali di Gaza parlano di circa 440 morti e oltre 1.200 feriti dall’entrata in vigore dell’accordo.
Il processo politico è sostenuto anche sul piano internazionale. A metà novembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione, presentata dagli Stati Uniti, a sostegno del piano globale del presidente Donald Trump per la risoluzione della crisi di Gaza. La risoluzione è stata approvata con 13 voti a favore, mentre Russia e Cina si sono astenute.

Il piano americano prevede la creazione di una amministrazione internazionale temporanea per la Striscia di Gaza, l’istituzione di un “Consiglio di Pace” guidato da Trump e un mandato rigoroso per l’invio di forze di stabilizzazione internazionali, da dispiegare in coordinamento con Israele ed Egitto. L’obiettivo dichiarato è garantire sicurezza, ricostruzione e una transizione politica che impedisca il ritorno al conflitto armato.
Tuttavia, secondo diversi media, l’avvio concreto della seconda fase del piano è in ritardo a causa della rigidità delle parti e delle accuse reciproche di violazione del cessate il fuoco. Le tensioni sul terreno continuano a minare la fiducia necessaria per procedere verso una gestione politica e internazionale della Striscia.
Fonti della stampa araba riferiscono inoltre della possibilità di un nuovo vertice multilaterale che potrebbe riunire Paesi arabi, Turchia, Israele e Stati Uniti, con l’obiettivo di dare il via all’attuazione pratica della seconda fase dell’accordo.
Sul piano internazionale, non mancano però le perplessità. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che l’ulteriore attuazione del piano di pace di Trump appare incerta e problematica, alla luce delle dichiarazioni di Israele e Hamas sulle continue violazioni dei termini dell’iniziativa.

Il vertice online di oggi conferma che Gaza resta al centro di una delicata partita diplomatica globale, nella quale Stati Uniti, Egitto, Turchia e Qatar cercano di mantenere in vita un processo di pace che, sul terreno, rimane estremamente fragile e costantemente sotto minaccia.
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