Il mondo è testimone, in queste ore, di un crimine che non ha precedenti nel XXI secolo. Nelle prime ore di oggi, gli Stati Uniti hanno sferrato un’aggressione militare diretta contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Questa non è un’operazione “anti-droga” né una missione “umanitaria”. È un atto di guerra che ha come uniche cause una volontà coloniale, un saccheggio pianificato delle risorse naturali del Paese.
Siamo senza parole di fronte al rapimento, perché di rapimento si tratta, un reato che viene perseguito in ogni parte del mondo, di un capo di Stato e di suoi familiari. Orchestrato per strozzare la sovranità di un popolo.
I bombardamenti su Caracas e su obiettivi “strategici” in Venezuela costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e della sovranità di ogni nazione. È un atto di terrorismo di Stato perpetrato dalla più grande potenza militare del pianeta contro un Paese pacifico.
Questo dimostra che nessun paese è al sicuro, se ha idee diverse dall’amministrazione statunitense.
Siamo di fronte ad un tentativo di genocidio culturale e politico. Al di là dell’obiettivo, dichiarato e chiarissimo, di appropriarsi delle immense risorse naturali del Venezuela, il fine ultimo è quello di distruggere un modello politico, quello bolivariano, cancellando l’identità rivoluzionaria di un popolo. Cercando di imporre con la forza militare un regime neo liberale che risponda, con servilismo, ai desiderata di Washington.
Esigiamo e chiediamo un’azione immediata:
Da parte delle Nazioni Unite e dagli organismi internazionali: un’immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale per condannare inequivocabilmente l’aggressione statunitense e imporre sanzioni urgenti e pesanti contro Washington;
dai Governi e dai Parlamenti del Mondo: la rottura immediata di ogni relazione diplomatica o commerciale con l’amministrazione statunitense che non condanni apertamente questo crimine. La difesa del Venezuela è la difesa della pace mondiale. Come detto nessun governo legittimo che non sia succube dell’amministrazione statunitense, è al sicuro.
Chiediamo inoltre l’immediata liberazione del Presidente Nicolas Maduro e dei suoi familiari.
BRICS & FRIENDS
La redazione

Osservazione lucida e condivisibile di un fatto di “crimine autorizzato” messo in atto impunemente dagli USA.
Illustrazione lucida e coraggiosa di un evento criminoso messo in atto impunemente dagli USA.
C’è da aver paura, non tanto per il caso specifico, quanto per la sua replicabilità. La “morbidezza” delle reazioni internazionali, in cui addirittura un Macron è più duro di tanti (ed è tutto dire) ci dice che la punibilità dei sistemi politici non allineati al sistema statunitense potrebbe diventare la norma. Sotto attacco non è Maduro o il Venezuela e basta, ma tutto quello che pensa, ragiona, elabora strategie politiche ed amministrative diverse nel “giardino di casa” è passibile di arresto e di processo davanti ad un giudice federale. Preoccupano, ancor di più, il servilismo europeo e italiano. Di fronte ad un fatto così grave ci si nasconde dietro i diritti umani (che nel caso specifico vengono calpestati abbondantemente) e la “transizione democratica”. Un modo come un altro per gettare la palla in calcio d’angolo …