Roberto Roggero – L’informazione mainstream, come di consueto, ha tentato in ogni nodo di insabbiare la questione, ma la verità, anche in questo caso, comincia a diffondersi per opera delle teste pensanti ancora attive, e della libera informazione indipendente.
Il riferimento è alla vicenda della diffusione di un messaggio in lingua Farsi, ovvero iraniano, all’inizio delle operazioni di guerra, alla fine del febbraio scorso.
Alcuni radio-operatori e radio-amatori di provata esperienza, sono riusciti a risalire alla fonte del messaggio, che non è in Iran, come è stato propagandato, ma in un’area militare segreta situata all’interno della base americana di Patch Barracks a Boblingen, a una quindicina di chilometri da Stoccarda, in Germania, e si chiama semplicemente “Station V32”.
Per risalire all’origine del segnale, sono state effettuate diverse triangolazioni, nonché analisi tecniche della natura del segnale e della frequenza, che hanno rivelato l’esistenza di un impianto a onde corte, nascosto nella foresta fra le installazioni militari dell’esercito tedesco, la Panzer Kaserne, e la base americana dove ha sede il 52° Battaglione americano Segnalazione Strategica. Ma c’è di più: la particolare dinamica della trasmissione, fa pensare in modo insistente a un fondamentale contributo della Central Intelligence Agency

Mentre le informazioni sui colloqui fra Washington e Teheran (con la mediazione del Pakistan, riempiono i notiziari, insieme alle minacce di operazioni terrestri di imminente esecuzione nell’Iran meridionale, che potrebbero cominciare, secondo la Casa Bianca, il 6 aprile, e mentre dalla Repubblica Islamica si susseguono le smentite sul “cambio di regime” che sarebbe già avvenuto, come ha dichiarato Donald “il biondone”, prendono sempre più forma reale le ipotesi sulle dimensioni e la dinamica che, nell’aggressione all’Iran, avrebbe avuto la CIA. Il messaggio in Farsi, a tutti gli effetti, sarebbe stata una comunicazione in codice destinata agli informatori in Medio Oriente, se non direttamente in territorio iraniano, sull’imminenza dell’attacco.
Era stata anche avanzata l’ipotesi che la fonte del messaggio fosse stata il Mossad, e ovviamente esiste un certo collegamento fra le due agenzie, americana e israeliana, la pare che la parte del leone sia stata fatta dalla CIA, la quale avrebbe da tempo informatori operativi all’interno della Repubblica Islamica o nei Paesi limitrofi, come d’altra parte il Mossad, di cui alcuni agenti sono stati smascherati e condannati a morte per spionaggio.
In ogni caso, le notizie trapelate rivelano che il 52° Strategic Signal Batallion, di base a Boblingen, presso la caserma americana Patch Barracks, è compreso nell’organico della 2a Brigata Special Signal, delegata alle comunicazioni operative su canali sicuri e protetti, con la gestione di dotazioni informatiche all’avanguardia per le forze NATO in Europa e Africa, per altro area di competenza del CENTCOM, comando in capo per le operazioni americane della regione mediorientale (con sede in Qatar), in Egitto e appunto Arica centrale e settentrionale, e da dove si sta anche sovrintendendo alle operazioni contro l’Iran.
Il 52° Strategic Signal, noto anche come “Wired for War” (cablato per la guerra), è inoltre l’unità responsabile del controllo comando missione per diversi avamposti, e fornisce servizi di comunicazione e intelligence strategica, ed è specializzata nella manutenzione di linee telefoniche, telegrafiche e reti dati avanzate per comando e controllo.
La Stazione V32 è quindi una centrale radio, in grado di trasmette numerazioni e codici in lingua Farsi, specificatamente per operazioni di controspionaggio, che è stata inserita nell’organico delle unità con massima copertura in occasione dell’aggressione all’Iran. Le verifiche di analisti e programmatori indipendenti hanno scoperto che trasmette su frequenza 7910 kHz, alle 02:00 e alle 18:00. In particolare, la trasmissione delle 18:00 è in sostanza una replica di quella precedente. Le comunicazioni contengono uno standard fisso di sei messaggi, ciascuno della durata di 20 minuti, per un totale di due ore.

Tecnicamente, i messaggi hanno sempre lo stesso format: iniziano con la parola “Tavajjoah” (Attenzione) ripetuta tre volte, poi segue un gruppo di cinque cifre, sempre uno dei valori conosciuti, ovvero 64096, 11050, 56173, quindi segue una seconda intestazione con un gruppo di altri cinque numeri, seguito da 181 gruppi di cinque cifre non accoppiati, per una durata di circa 20 minuti. Tale schema viene ripetuto per ciascuno dei sei messaggi della trasmissione.
Sono presenti anche segnali acustici a frequenza doppia, certificati dalle analisi come “camuffati”, e provenienti dal un trasmettitore modello Harris Falcon L3, un tipo di apparecchiatura militare americana, in genere utilizzata per comunicazioni cifrate, che emette tonalità tipiche riconoscibili da un orecchio esperto, quando operano in modalità non crittografata, come avviso acustico per un canale non protetto.
Il messaggio intercettato sarebbe stato registrato 12 ore dopo l’avvio degli attacchi all’Iran, lo scorso 28 febbraio, quindi, il 2 marzo successivo, sono iniziate trasmissioni regolari con i sei messaggi a gruppi, con una durata compresa fra i 12 e 15 minuti, e con una durata complessiva di circa 90 minuti, e con operatori diversi o un sistema elaborato con l’intelligenza artificiale per sintesi vocale, dato che numeri e codici sono pronunciati con inflessioni variabili e segnali vocali tipici della IA, fra un messaggio e l’altro e fra un gruppo numerico e il successivo.
Dopo l’azione di disturbo, V32 ha sospeso le trasmissioni, per riapparire il 6 marzo utilizzando una nuova frequenza 7842 kHz.
Il 16 marzo, nuova trasmissione, su frequenza 7842 kHz. Il 18 marzo ancora messaggi, ma sulla frequenza originale 7910 kHz, con una nuova versione basata sulla classica riproduzione automatizzata di campioni vocali preregistrati, e con interferenza di un disturbatore, di chiara provenienza iraniana, e quindi rivelatrice del fatto che a Teheran avevano intercettato le trasmissioni e hanno organizzato una risposta. Il 20 marzo, nuova trasmissione e nuova ondata di disturbo.
Stando alle analisi tecniche, e tenendo in debita considerazione le ipotesi avanzate da alcuni ex agenti della stessa CIA, pare che comunque, in occasione della guerra all’Iran, la stazione V32 sia passata al diretto controllo di Langley.
D’altra parte, la guerra in Iran e il “blocco di Internet” imposto dalla leadership di Teheran, sono scenario ideale per cui la CIA potrebbe aver pianificato questa operazione, impiegando un metodo antiquato ma ancora efficiente.
