Non solo la Repubblica Popolare Cinese, ma tutto il resto del mondo socialista autentico e serio, condanna l’aggressione all’Iran da parte dei regimi di Trump e Netanyahu.
Il Premier socialista spagnolo Pedro Sanchez, oltre a condannare “l’azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che pone le basi per un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile”, ha negato al regime USA l’uso delle sue basi di Rota e Moron per le operazioni belliche contro l’Iran.
Il Premier socialista slovacco Robert Fico ha dichiarato, attraverso un video sui social, che “Con l’attacco all’Iran assistiamo all’ennesima dimostrazione del totale collasso dell’ordine mondiale e del completo disprezzo del diritto internazionale. I grandi e i potenti fanno quello che vogliono. L’ONU è impotente e noi piccoli possiamo solo stare a guardare e lamentarci”.
Egli ha altresì aggiunto che “Ancora una volta si dimostra quanto l’UE sia insignificante, quanto nessuno la prenda sul serio. Nessuno ci ha preso sul serio a Gaza, in Venezuela, ora in Iran. L’unica cosa che alcuni attori dell’UE sono in grado di fare è fomentare la guerra in Ucraina”.
Il leader socialista britannico, ex leader laburista, Jeremy Corbyn, oltre a condannare l’attacco all’Iran e chiedere la difesa del diritto internazionale, ha scritto sui social che “Permettendo alle forze statunitensi di utilizzare le basi britanniche per bombardare l’Iran, Keir Starmer sta riecheggiando l’obbedienza di Tony Blair a Washington, trascinando la Gran Bretagna in un’altra guerra costosa, catastrofica e illegale”.
Il leader socialista de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, oltre a richiedere una commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Epstein e i suoi ricatti a livello internazionale, ha dichiarato sui social: “L’escalation della guerra scatenata da Trump e Netanyahu sta portando a una conflagrazione su larga scala. Deve cessare. La Francia non deve intervenire militarmente. Deve fare tutto il possibile per garantire un cessate il fuoco immediato. In Medio Oriente, la Francia deve dichiarare inequivocabilmente: giù le mani dal Libano!”, inoltre ha dichiarato che “La guerra di Netanyahu e Trump contro l’Iran causerà ovviamente uno shock economico molto grave. Prezzi del petrolio e del gas? Certo, certo. Ma che dire del conseguente impatto su tutti i settori che dipendono da essi? E anche dell’impatto potenzialmente catastrofico sulle bolle finanziarie globali”.
Preoccupazione anche da parte del Sen. Democratico statunitense di orientamento socialista Bernie Sanders, il quale nei giorni scorsi ha dichiarato: “Il Presidente Trump, insieme al suo alleato israeliano di estrema destra Benjamin Netanyahu, ha avviato una guerra illegale, premeditata e incostituzionale. Tragicamente, Trump sta giocando d’azzardo con vite e ricchezze americane per realizzare l’ambizione decennale di Netanyahu di trascinare gli Stati Uniti in un conflitto armato con l’Iran. La Costituzione degli Stati Uniti è chiara. È il Congresso che dichiara guerra, non un Presidente che agisce unilateralmente. Il Senato deve riunirsi immediatamente e votare una risoluzione sui poteri di guerra in sospeso, che sosterrò con forza. Inoltre, questo attacco contro l’Iran è una chiara violazione del diritto internazionale e creerà maggiore instabilità in un mondo già pericoloso. Se gli Stati Uniti e Israele possono lanciare un attacco contro una nazione sovrana, lo può fare qualsiasi altro Paese. La forza non fa il diritto. Crea anarchia internazionale, morte, distruzione e miseria umana. Al popolo americano è stata detta una bugia sul Vietnam. Al popolo americano è stata detta una bugia sull’Iraq. Oggi gli viene detta di nuovo una bugia, e ancora una volta saranno le persone comuni a pagarne il prezzo. Il popolo del nostro Paese, indipendentemente dalle sue convinzioni politiche, non vuole una guerra senza fine. Vuole un lavoro dignitoso, un’assistenza sanitaria e una casa che possa permettersi. Vuole che i suoi figli ricevano un’istruzione eccellente. Non dobbiamo permettere a Trump di costringerci a un’altra guerra insensata. Nessuna guerra con l’Iran”.
Preoccupato anche l’ambasciatore brasiliano Celso Amorim, il quale ha affermato che il Brasile “deve prepararsi allo scenario peggiore, poiché il conflitto con l’Iran potrebbe aggravarsi”.
E anche il socialista e comunista Partito Iraniano del Tudeh, bandito in Iran, così come lo sono tutti i partiti comunisti e socialisti, dai tempi della Rivoluzione khomeinista, è intervenuto, con un comunicato critico sia nei confronti del regime iraniano che di quelli di USA e Israele: “In seguito agli attacchi aggressivi del regime criminale di Netanyahu e dell’imperialismo statunitense sul suolo iraniano, Ali Khamenei, leader supremo del regime e dittatore che negli ultimi trentasette anni, attraverso politiche distruttive e l’ideologia reazionaria dell'”Islam politico”, ha spinto il Paese sull’orlo della guerra e della distruzione, insieme a numerosi membri della sua famiglia e stretti collaboratori, nonché ad alcuni comandanti della Guardia Rivoluzionaria e repressori del popolo, sono stati uccisi.
Negli ultimi trentasette anni, in qualità di Guida Suprema assoluta, Ali Khamenei ha determinato le principali politiche economiche e la direzione politica del Paese ed è stato il principale responsabile della sanguinosa e violenta repressione di ogni protesta contro le politiche distruttive della Repubblica Islamica. Adottando politiche economiche volte a garantire gli interessi del grande capitale, ha trascinato decine di milioni di iraniani nella povertà e nella miseria. La sua famiglia e i suoi stretti collaboratori hanno inoltre saccheggiato la ricchezza e le risorse del Paese. La morte della Guida Suprema del regime può segnare l’inizio di sviluppi che aprono la strada al governo del popolo sul proprio destino e sulla propria vita e all’alba della libertà e della giustizia nel Paese. Allo stesso tempo, sappiamo che l’imperialismo statunitense e i suoi alleati regionali, in particolare il governo razzista di Netanyahu, e i loro agenti iraniani come Reza Pahlavi, nutrono sinistri piani per distruggere il paese e le sue capacità, per trasformare l’Iran in una semi-colonia statunitense nella regione o per coinvolgere l’Iran in prolungate guerre civili etnico-religiose (come in Libia o in Siria), con l’obiettivo di distruggere completamente la sovranità nazionale e frammentare l’Iran.(…)
Oggi, la richiesta della maggioranza del nostro popolo è la completa trasformazione del sistema politico fondato sull’istituzione reazionaria della Tutela del Giurista (Velayat-e Faqih), la completa separazione tra religione e governo e il passaggio a un sistema basato sulla libertà e su strutture democratiche ed elettive scelte dal popolo per realizzare i diritti democratici, le libertà e la giustizia sociale.
(…)
Sarà il popolo iraniano a decidere il futuro dell’Iran!
Libertà per tutti i prigionieri politici, ideologici e civili!
Viva la pace, sia salda la sovranità nazionale, avanti verso l’istituzione di un governo nazionale e democratico!”.
Chissà, purtuttavia, se l’ultima parola sarà lasciata al popolo oppure, come è facile immaginare in questo momento, sarà lasciata alla sopraffazione e al sopruso dei nuovi colonizzatori…
Luca Bagatin
