Roma, 9 Dicembre 2025 – Si è tenuta alle ore 18,00, presso la Casa Russa a Roma, la conferenza “Le tombe russe nel Cimitero Acattolico di Roma nello specchio della storia: destini, epoche, eredità”.
L’incontro, inaugurato dall’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, è stato un momento di profonda riflessione sull’eredità storica russa a Roma, toccando temi che spaziano dalla diplomazia alla politica internazionale.
L’Ambasciatore Alexey Paramonov ha aperto il convegno sottolineando il ruolo della storia nel lavoro diplomatico:
«Uno dei principi fondanti della società umana è la conservazione della memoria sull’esperienza delle generazioni precedenti… I diplomatici lo sanno particolarmente bene. I contatti tra paesi e popoli si basano in gran parte sulla tradizione e sul precedente storico.»
Paramonov ha ricordato che i rapporti tra Russia e gli Stati italiani si sviluppano attivamente dal XV secolo (con contatti che risalgono persino al XII-XIII secolo), lasciando un ricco patrimonio materiale e umano.
Il Cimitero del Testaccio: Un “Luogo Sacro”
Il discorso dell’Ambasciatore della Federazione Russa Alexey Paramonov
Il cuore del discorso si è concentrato sul Cimitero Acattolico di Roma. L’Ambasciatore lo ha definito per i diplomatici russi un “luogo sacro”. Tra le 6.000 sepolture, ve ne sono circa settecento di russi illustri, tra cui il grande artista Karl Bryullov e figure storiche controverse come il Principe Felix Yusupov.
Il Cimitero accoglie anche diplomatici che hanno dato un contributo significativo ai rapporti russo-italiani, come l’Ambasciatore Anatolij Krupenskij e il Ministro della Giustizia Conte Nikolaj Murav’ev. In onore di questi predecessori, ha ricordato l’Ambasciatore, il cimitero di Testaccio è la sede annuale delle cerimonie commemorative per la Giornata del Lavoratore Diplomatico Russo (10 febbraio).
Ha poi ripercorso la storia del Cimitero, evidenziando le regole severe imposte dalla Chiesa Cattolica romana fino al 1870, quando fu consentito seppellire gli acattolici liberamente, senza la scorta dei gendarmi e senza divieti sui simboli religiosi.
L’Ambasciatore ha sottolineato che, con un decreto governativo, dal 2011 la Casa Russa a Roma è direttamente responsabile dell’organizzazione, del restauro e del mantenimento delle tombe russe di valore storico-memoriale. Ha espresso gratitudine all’amministrazione del Cimitero e alla sua Direttrice, Yvonne Mazurek, per la collaborazione.
Il momento più teso del discorso ha riguardato il Comitato di Amministrazione del Cimitero Acattolico, composto dagli Ambasciatori di numerose nazioni (tra cui Russia, Regno Unito, USA e Germania).
L’Ambasciatore Paramonov ha duramente criticato quelli che ha definito “tentativi di politicizzazione” delle riunioni. Ha accusato apertamente l’ex Ambasciatore del Regno Unito (fino all’autunno 2024) di aver utilizzato la piattaforma per avanzare “sentenze politiche” contro la Russia.
«Ogni riunione iniziava con la tradizionale reprimenda dell’Ambasciatore del Regno Unito riguardo ‘l’aggressione non provocata’ della Russia contro l’Ucraina,» ha denunciato. Ha aggiunto che l«a prova di tali tentativi è il fatto che i membri del Comitato dei Paesi occidentali hanno respinto l’invito a partecipare alla conferenza odierna.»
Nonostante le tensioni politiche, l’Ambasciatore ha voluto concludere lodando il lavoro di ricerca sul patrimonio della diaspora:
Ha salutato il contributo di Elena Scamacca del Murgo e Mikhail Talalay per lo studio sulla famiglia principesca Ščerbatov.
Ha reso omaggio a Vanda Gasperovič, definendo “inestimabile” il suo lavoro di ricerca raccolto nel libro “Il Cimitero del Testaccio a Roma” (2000).
Ha ricordato la Professoressa Rita Giuliani della Sapienza, il cui lavoro è portato avanti dalla figlia, la scrittrice Chiara Di Meo, anch’essa relatrice al convegno.

La Direttrice della Casa Russa, Daria Puskhova, che è stata insostituibile moderatrice di tutto l’incontro, ha raccontato come la Casa russa si impegni costantemente nella conservazione delle tombe dei russi illustri e ha mostrato anche le immagini degli interventi di conservazione.
La parola è poi passata alla Direttrice del cimitero, Yvonne Mazurek, che ha spiegato con quanta cura i russi mantengano il loro patrimonio e come siano gli unici che finanzino da anni questi interventi che non solo non sono semplici ma sono realizzati nel rispetto dei vincoli che investono tutta la struttura tutelata dalla Soprintendenza. Ha mostrato le foto delle tombe e del giardino anche dall’alto, un polmone verde al centro dell’Urbe. A seguire, Wanda Gasperovich ha raccontato le origini del cimitero e ha elencato alcuni dei russi illustri che vi sono sepolti, mentre Chiara Di Meo ha approfondito la storia del patrimonio russo nel Cimitero, in particolare raccontando l’arte dei pittori illustri che giacciono a Testaccio.
Presentazione del Libro della Principessa Scherbatoff

La seconda parte del convegno ha ospitato la presentazione del libro “Rosario della mia memoria. Appunti della principessa V. Scherbatoff”, pubblicato in Russia nel 2024. Il volume è stato definito una “nuova parola” nella letteratura memorialistica dell’emigrazione russa, offrendo uno sguardo intimo sulla vita di grandi contemporanei.
Hanno discusso l’opera e l’eredità degli Scherbatoff:
Elena Scammacca del Murgo, autrice della traduzione e ricercatrice sull’immigrazione russa in Italia.
Alessandra Jatta, traduttrice e giornalista, in rappresentanza della famiglia Olsufiev.
Michail Talalay, curatore scientifico del libro, storico e ricercatore delle relazioni culturali russo-italiane, ha infine illustrato la figura del principe Sergej Aleksandrovič Shcherbatov – pensatore, mecenate, artista e memorialista che trascorse l’ultima parte della sua vita nella Città Eterna.
