di Chiara Cavalieri*
DAMASCO – Il presidente siriano Ahmad al-Sharaa ha ringraziato pubblicamente Turchia, Stati Uniti, Arabia Saudita e Qatar per il ruolo svolto nella revoca delle sanzioni imposte alla Siria dal Caesar Syria Civilian Protection Act, definendo la decisione “l’inizio di una nuova era” per il Paese dopo oltre un decennio di guerra e isolamento.

Il messaggio è arrivato attraverso un breve video pubblicato sulla piattaforma X, diffuso poche ore dopo la firma del National Defense Authorization Act (NDAA) del 2026 da parte del presidente statunitense Donald Trump, atto che ha formalmente posto fine al regime sanzionatorio introdotto nel 2019 contro il precedente governo di Bashar al-Assad.
“Grande popolo siriano, oggi è il primo giorno della Siria senza sanzioni”, ha dichiarato Sharaa parlando dalle pendici del Monte Qasioun, a Damasco. “Questa giornata è il frutto della vostra pazienza e dei vostri sacrifici durati 14 anni”.
Il presidente ha ricordato le vittime del conflitto, citando coloro che hanno subito attacchi chimici, i milioni di siriani costretti all’esilio, chi ha perso la vita tentando di attraversare il mare e “il sangue dei martiri che ha irrigato questa terra fino al raggiungimento di questa vittoria”.
Sharaa ha espresso un ringraziamento “profondo e speciale” al presidente Donald Trump e ai membri del Congresso degli Stati Uniti per aver accolto l’appello del popolo siriano e aver deciso la revoca delle sanzioni, riconoscendo l’impatto umano, sociale ed economico delle misure restrittive.
Parole di gratitudine sono state rivolte anche al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e all’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, per l’impegno diplomatico che ha contribuito alla svolta internazionale sul dossier siriano. Il leader di Damasco ha inoltre ringraziato i Paesi arabi, islamici ed europei che hanno sostenuto la Siria durante la guerra e nel processo di rimozione delle sanzioni.
Un sostegno significativo è arrivato anche dal mondo islamico. La Lega Musulmana Mondiale ha infatti accolto con favore l’abrogazione del Caesar Act, definendola un passaggio “fondamentale” per il futuro della Siria. In una dichiarazione ufficiale, il segretario generale Muhammad bin Abdul Karim Al-Issa ha affermato che la decisione del presidente Donald Trump riflette il diritto della Siria di procedere lungo il suo nuovo percorso politico. Al-Issa ha espresso l’auspicio che gli sforzi del governo siriano riescano a soddisfare le aspirazioni del popolo in termini di stabilità e prosperità, elogiando al contempo il sostegno dell’Arabia Saudita a Damasco in questa fase critica.

Il ministro dell’Economia e dell’Industria Nidal al-Shaar ha affermato che l’abrogazione del Caesar Act non rappresenta soltanto un passaggio legale, ma la rimozione di una barriera pesante che per anni ha ostacolato l’economia siriana e gravato sulla vita quotidiana dei cittadini. In un messaggio pubblicato venerdì sulla sua pagina Facebook, al-Shaar ha sottolineato che la decisione apre orizzonti a lungo attesi, restituendo alla Siria un ruolo naturale nel contesto internazionale e offrendo al Paese un’opportunità eccezionale per rilanciare crescita e sviluppo. Il ministro ha descritto la fase attuale come un punto di svolta che richiede responsabilità, impegno e un cambiamento profondo di mentalità: dal semplice resistere al saper avere successo, dall’attesa delle opportunità alla loro creazione. Al-Shaar ha inoltre evidenziato la necessità di superare l’eredità dell’isolamento e della chiusura, costruendo uno Stato normale con un popolo libero e fiducioso, capace di competere e interagire con il mondo su basi di parità e rispetto reciproco.

Secondo il ministro, questa trasformazione richiede uno sforzo nazionale ampio e organizzato per ricostruire la fiducia della comunità internazionale e dimostrare che la Siria può essere un partner affidabile e un ambiente sicuro per gli investimenti. Ha infine sottolineato che tale impegno è una responsabilità condivisa da tutti i siriani, in patria e all’estero, e che ogni azione e iniziativa contribuirà a porre le basi di una nuova fase storica di autentica rinascita economica e nazionale.
Il Caesar Act, approvato nel 2019, consentiva agli Stati Uniti di imporre sanzioni economiche e restrizioni sui visti a individui ed entità – siriane e straniere – accusate di sostenere i settori militare, dell’intelligence, dell’aviazione e dell’energia del regime di Assad, oltre a chiunque fornisse beni, servizi o tecnologie utili alle operazioni militari.
Bashar al-Assad, al potere per quasi 25 anni, è fuggito in Russia nel dicembre scorso, ponendo fine al dominio del Partito Baath, al governo dal 1963. A gennaio si è insediata la nuova amministrazione di transizione guidata da Ahmad al-Sharaa, ora chiamata a gestire una fase decisiva di ricostruzione, riconciliazione nazionale e reinserimento della Siria nel contesto regionale e internazionale.
La revoca delle sanzioni rappresenta un passaggio chiave per il futuro economico e politico del Paese, aprendo la strada a una possibile ripresa e a nuovi equilibri geopolitici in Medio Oriente.
*L’autrice e’ Presidente della Associazione Italo-Egiziana Eridanus – Analista geopolitica- vice presidente Centro Studi UCOI- UCOIM.
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