Ro. Ro. – La decisione del colosso CK-Hutchinson Ports, leader mondiale con base a Hong Kong, di cedere la propria rete globale al consorzio guidato da MSC e dal Black Rock Fund, in coordinamento con l’altro colosso cinese Cosco, si è riacceso il conflitto commerciale sulla gestione degli scali marittimi.
Circolano diverse notizie contrastanti su questo particolare business a numerosi zeri, ad esempio che CK Hutchinson sarebbe stata venduta tramite la lottizzazione dei porti gestiti, con diverse quote, per bilanciare l’influenza del traffico cinese e americano. In poche parole, in gioco c’è il controllo mondiale del settore logistico marittimo.
Altra notizia riguarda la cancellazione della concessione di due porti al controllo del gruppo capeggiato dal miliardario Li Ka Shing da parte della Corte Suprema di Panama, che tenta di reagire alla pressione del biondo “Donald”, il quale ovviamente vuole un nuovo assetto che favorisca gli Stati Uniti nella gestione degli scali marittimi nella zona del Canale che collega Pacifico e Atlantico. Si tratta dei porti di Cristobal e Balboa, della Panama Company, a sua volta controllata da CK-Hutchinson, che sarebbero stati “rubati” dopo che sarebbe stati provati episodi di malversazione nella gestione dei contratti e somme non versate. La concessione di 25 anni garantita nel 2021 è stata dichiarata incostituzionale, aprendo dunque alla necessità per il gruppo di trovare una via d’uscita.
Il verdetto della Corte di Panama offre una buona sponda a Washington, che arriva poco dopo il rilancio dell’assertività americana nel “cortile di casa”, dal raid in Venezuela del 3 gennaio alla pubblicazione della National Defense Strategy 2026, che rende operativo il “corollario Trump” alla dottrina Monroe e favorisce l’espansionismo e l’interventismo americano dove si considerino minati gli interessi nazionali.
La presenza di due concessioni cinesi nel Canale di Panama è stata ritenuta dalla Corte Suprema del Paese una specie di questo tipo, anche se nei giorni precedenti CK-Hutchison aveva detto chiaramente di essere pronta a inserire le concessioni di Balboa e Cristobal tra quelle da vendere in lotti guidati da BlackRock e MSC, garantendo a Cosco la primazia negli scali africani. Lo strappo di Panama cambia la geografia dell’intero affare.
MSC, gruppo del magnate Gianluigi Aponte, re della logistica italiana, e il colosso dell’asset management Black Rock, tramite il fondo controllato Global Infrastructure Partner, avevano promosso un’operazione a cavallo tra finanza e geopolitica dal valore di 23 miliardi di dollari.
Il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha nel frattempo nominato la danese Maersk garante dell’operatività temporanea dei due scali, in un curioso triangolo: l’azienda che batte la bandiera di un Paese minacciato da Trump per le mire sulla Groenlandia, su cui The Donald vuole che gli Usa esercitino crescente influenza, è oggi l’antemurale per ridurre la presenza cinese nella strategica via d’acqua, nel quadro di un piano di sicurezza economica e nazionale americana che mira a tenere ogni influenza allogena fuori dall’emisfero occidentale.
Cina fuori dal Canale di Panama? Non è ancora detto. “Pechino ha investito ingenti somme a Panama da quando il Paese ha revocato il riconoscimento diplomatico di Taiwan nel 2017”, ricorda il Financial Times, e ora lo scenario è quello di una crisi politico-diplomatica, mentre si ritiene che “Panama potrebbe offrire una concessione separata per ciascun terminal, per evitare di affidare entrambi i porti allo stesso operatore”, e non è detto che dopo la cacciata di Ck Hutchison, di cui si attende l’entrata in operatività, non possa essere un consorzio con la cinese Cosco a subentrare.
Chiaramente la sfida logistica globale ne esce ricondizionata: come proseguirà l’asse MSC-BlackRock nel suo affare globale? E CK-Hutchison avrà la stessa volontà di cedere gli scali a livello globale? Cosa farà Panama per destreggiarsi tra USA e Cina? Per i mari passano commerci, influenza politica, potere. Siamo nel pieno di una partita a scacchi le cui conseguenze sono ancora tutte da scrivere.
