L’intelligence israeliana appoggia apertamente i manifestanti contro il regime di Teheran
di Chiara Cavalieri*
TEHERAN- Il Mossad, il servizio di intelligence israeliano, ha rivolto un appello diretto ai manifestanti iraniani, invitandoli a intensificare le proteste contro il regime e dichiarando apertamente il proprio sostegno “sul campo”.
Il messaggio è stato diffuso attraverso l’account ufficiale del Mossad sulla piattaforma X, accompagnato dalla pubblicazione di video delle manifestazioni in corso in diverse città iraniane.

“I REGIMI CADONO QUANDO LA PAURA VIENE SPEZZATA”
Nel suo messaggio, il Mossad utilizza un linguaggio esplicitamente politico e rivoluzionario:
“La storia dimostra che i regimi non cadono perché vengono persuasi. Cadono quando la paura viene infranta, quando le persone si rifiutano di rinunciare al proprio futuro e quando generazioni decidono che la libertà vale il sacrificio supremo.”
Parole che vanno ben oltre la tradizionale ambiguità dei servizi di intelligence e che configurano un chiaro sostegno morale e strategico al movimento di protesta iraniano.
“IL POPOLO DI ISRAELE È AL FIANCO DEL POPOLO IRANIANO”
Il messaggio prosegue con un passaggio altamente simbolico:
“Il popolo di Israele è al fianco del popolo dell’Iran. La libertà non viene mai data. Viene presa. È giunto il momento. Siamo con voi.”
Una narrazione che separa nettamente il regime iraniano dalla popolazione, tentando di costruire un ponte diretto tra società civili storicamente contrapposte dalla geopolitica mediorientale.

“NON SOLO A PAROLE, MA SUL CAMPO”
A rendere l’intervento ancora più dirompente è stata una dichiarazione successiva, trasmessa dalla radio dell’esercito israeliano in lingua ebraica, nella quale il Mossad ha affermato:
“Non solo da lontano o a parole, ma siamo con voi anche sul campo.”
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito internazionale, sollevando interrogativi su supporto operativo, cyber-attività, intelligence indiretta e guerra ibrida.
IRAN: PROTESTE IN ESPANSIONE E SCONTRI CON LE FORZE DI SICUREZZA
Le dichiarazioni del Mossad arrivano mentre l’Iran è attraversato da una nuova ondata di proteste, innescata dall’aumento del costo della vita e dal peggioramento delle condizioni economiche.
Secondo le informazioni disponibili:
- Studenti di almeno dieci università hanno aderito alle manifestazioni
- A Hamedan è stata incendiata una sede dei Pasdaran (IRGC)
- Un membro delle forze Basij sarebbe rimasto ucciso
- Almeno 13 agenti di sicurezza risultano feriti
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato ad “ascoltare le richieste legittime” dei manifestanti, segnale di una pressione interna sempre più difficile da contenere.

GUERRA PSICOLOGICA E NUOVO FRONTE REGIONALE
L’intervento pubblico del Mossad segna un salto di qualità nella guerra psicologica contro Teheran. Non più solo operazioni coperte, ma una sfida aperta sul piano narrativo, rivolta direttamente alla popolazione iraniana.
In un Medio Oriente già segnato da conflitti multipli, questa presa di posizione rischia di:
- Irrigidire ulteriormente il regime iraniano
- Rafforzare la repressione interna
- Internazionalizzare il fronte della protesta
Ma dimostra anche quanto Israele consideri l’instabilità interna iraniana un fattore strategico centrale.
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