Ro. Ro. – E’ accertato ormai che qualcuno, probabilmente più di uno, all’interno dei vertici del governo venezuelano e dell’esercito, abbia barattato Nicolas Maduro con chissà quale contropartita, vendendo di fatto il deposto presidente alla CIA, rendendo così possibile il blitz della Delta Force a Caracas, cogliendo la coppia presidenziale nel sonno, impacchettati e portati a New York.
Di certo, una delle persone che ha rivelato abitudini, tempi, modi, minuto per minuto la vita di Nicolas Maduro alla CIA, si chiama Hugo Armando Carvajal Barrios (FOTO), più noto come El Pollo, alto ufficiale ed ex capo dell’intelligence militare venezuelana, che lo stesso Maduro aveva allontanato con l’accusa di tradimento. Barrios, arrestato dall’intelligence americana, ha evidentemente negoziato, accettando di formalizzare le accuse di narcotraffico a carico dell’ex presidente e di sé stesso, accuse fino a oggi considerate il pretesto che ha mascherato un vero e proprio colpo di stato per impossessarsi delle prime riserve di petrolio del pianeta.
Per molto tempo fra i più stretti collaboratori di Nicolas Maduro, l’ex capo dello spionaggio militare venezuelano, Armando Carvajal Barrios, oggi compare in un tribunale americano e formalizza le accuse contro il suo ex comandante.
Carvajal Barrios si è dichiarato volontariamente colpevole negli Stati Uniti di reati analoghi a quelli di cui è accusato Maduro, con la sentenza attesa dalla fine del giugno 2025, due mesi prima dell’inizio della campagna di massima pressione di Donald Trump sul Venezuela, e mossa evidente di una strategia calcolata al millesimo, e un tempo insolitamente lungo, che sembra indicare la sua disponibilità a testimoniare contro il suo ex capo. La testimonianza di El Pollo potrebbe andare a danno di Maduro e rafforzare le tesi americane nel presentare legami fra Maduro e i cartelli della droga, che Trump ha più volte sbandierato ai quattro venti, fino all’immigrazione illegale e altri motivi politici Di fatto, i più “pericolosi criminali” venezuelani sono oggi in stato di arresto e in custodia delle autorità americane.
Cosa ci si può attendere da una testimonianza di El Pollo? In una lettera aperta, indirizzata a Donald Trump e al popolo americano, scritta dal carcere in cui si trova, lo stesso Carvajal Barrios ha accusato il governo venezuelano di essere coinvolto nel traffico di stupefacenti, nella criminalità organizzata e in operazioni di intelligence all’interno degli Stati Uniti. Una vera e propria lobby criminale, costruita durante l’era di Hugo Chavez, che controlla una rete di narcotraffico a guida strettamente militare e profondamente radicata all’interno dello Stato.
Carvajal Barrios è fondamentale per le accuse dell’amministrazione americana, che oltre al narcotraffico riguardano terrorismo e traffico di armi. Il 66enne Carvajal Barrios, già uomo chiave di Hugo Chavez, aveva partecipato alla pianificazione del fallito colpo di stato del 1992 che portò entrambi in carcere. Dopo Chavez si è schierato con Maduro, inizialmente con notevole zelo. Quando l’economia venezuelana è crollata, e l’opposizione a Maduro ha preso slancio, El Pollo ha voltato le spalle a Maduro, e l’ex presidente non ha digerito. Lo ha accusato di tradimento quindi cacciato dall’esercito e di fatto esiliato. Nel 2023 in Spagna, El Pollo è stato fermato con mandato di arresto internazionale americano, estradato negli Stati Uniti, processato e, dopo l’ammissione di colpevolezza, attende la sentenza, che evidentemente è già stata scritta e sarà certamente l’ergastolo. Testimoniando contro Maduro potrebbe ottenere uno sconto di pena come collaboratore di giustizia, o quantomeno condizioni più favorevoli. Nel frattempo, Nicolas Maduro e la moglie sono arrivati al tribunale federale di New York, a Manhattan. Forse una sentenza è già pronta anche per la ex coppia presidenziale…?
