ROMA – Sotto il cielo di febbraio, tra le mura eleganti della residenza dell’Ambasciatore iraniano, il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio a un racconto millenario che si fa presente. Non è stata solo una ricorrenza diplomatica; il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica è fiorito come un giardino persiano nel cuore della Capitale, un rito di appartenenza dove la storia ha incontrato la visione e l’accoglienza si è fatta arte.
La serata è stata un mosaico di volti e linguaggi. Accolti con la proverbiale cortesia che distingue la tradizione persiana, hanno varcato la soglia della residenza ambasciatori di nazioni lontane, rappresentanti delle missioni diplomatiche, figure di spicco della politica e del pensiero, oltre a imprenditori e personalità della cultura. Questo crocevia di mondi ha trasformato la cerimonia in un salotto universale, dove il dialogo tra i popoli ha trovato una casa accogliente, testimoniando che la diplomazia è, prima di tutto, un incontro tra esseri umani.

Quando l’Ambasciatore Mohammad Reza Sabouri ha preso la parola, la stanza è stata avvolta dal peso e dalla grazia di un popolo che non ha mai smesso di camminare. Il suo discorso non è stato un semplice bilancio, ma un’invocazione alla dignità nazionale. Ha ricordato quel 1979 in cui l’anima di una nazione si risvegliò, scegliendo di essere l’unica artefice del proprio destino.
Nelle sue parole, l’indipendenza è risuonata non come un isolamento, ma come una fortezza dello spirito; la giustizia non come un concetto astratto, ma come il pane quotidiano di una Repubblica che ha saputo estrarre oro dalla pietra, procedendo con coerenza tra le tempeste delle sanzioni e le ombre dei conflitti.
Il racconto dell’Ambasciatore si è poi trasformato in un arazzo di successi concreti, tessuti con il filo della necessità. Ha parlato di una nazione che, pur cinta d’assedio da “ingiuste sanzioni”, ha saputo far fiorire la conoscenza tecnologica e la cura medica, portando l’acqua della vita e il farmaco della speranza anche nelle terre più lontane. È l’immagine di un’economia che si fa resiliente, un corpo che impara a respirare anche quando l’aria è rarefatta.
Il cuore della celebrazione ha trovato il suo culmine nel momento del convivio, dove l’ospitalità iraniana — celebre nel mondo come un sacro dovere dell’anima — si è manifestata in tutta la sua generosità. Le tavole, imbandite con maestria, hanno offerto un viaggio sensoriale tra i sapori di una terra generosa.

Il profumo del riso allo zafferano, la delicatezza delle erbe aromatiche e la sapienza di ricette tramandate nei secoli hanno parlato agli ospiti più di mille trattati. In questo scambio di sapori, il “buon cibo” è diventato uno strumento di pace: attorno al tavolo, le tensioni internazionali si sono sciolte nel calore dell’accoglienza, ricordando a ogni presente che la condivisione del pane è l’antico gesto che unisce l’umanità intera.
Con voce ferma, Sabouri ha attraversato i passaggi più oscuri: la memoria della “guerra dei dodici giorni” e la denuncia delle interferenze esterne. Ma proprio qui la poesia del discorso si è fatta scudo: l’invito al dialogo e al multilateralismo è risuonato come la vera via per la stabilità. La serata ha poi trovato il suo completamento nelle immagini di un filmato, che ha mostrato i volti e i luoghi di un Iran che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.
Infine, lo sguardo si è posato sull’Italia. Due civiltà antiche, Roma e la Persia, che si riconoscono nell’amore per il bello e per la sapienza. L’Ambasciatore ha auspicato un rafforzamento della cooperazione, convinto che il rispetto reciproco sia la bussola per navigare il futuro.
Gli ospiti hanno lasciato la residenza portando con sé non solo un augurio di prosperità, ma il sapore di un’accoglienza che sa di casa e il ricordo di una nazione-fenice che celebra il suo quarantasettesimo anno non come un traguardo, ma come l’ennesima aurora di un cammino eterno verso la propria, purissima luce.
Discorso di S.E. Mohammad Reza Sabouri
Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia
In occasione del 47° anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica Roma, Febbraio 2026
Gentili Signore e Signori,
Cari ospiti,
È per me un grande onore essere oggi qui con voi in occasione del quarantasettesimo anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica dell’Iran. Desidero quindi ringraziare gli Ambasciatori e i rappresentanti delle missioni diplomatiche , le personalità del mondo politico e culturale, gli imprenditori e tutti i presenti.
La Rivoluzione Islamica dell’Iran ha rappresentato l’espressione della volontà di un popolo che, nel 1979, puntando sulla propria fede, identità storica e il desiderio di indipendenza, ha posto fine a un regime che anteponeva interessi esterni alla volontà nazionale. Essa non ha segnato soltanto un cambiamento politico, ma l’avvio di un percorso fondato sulla sovranità nazionale, sulla partecipazione popolare e sul recupero della dignità e dell’indipendenza del popolo iraniano. Fin dall’inizio, la Repubblica Islamica dell’Iran ha orientato il proprio cammino sui principi di indipendenza, libertà, giustizia e rifiuto di ogni forma di dominazione, proseguendo con coerenza e continuità , nonostante le numerose sfide e pressioni significative.
Nel corso degli ultimi cinque decenni, pur in un contesto regionale e internazionale complesso, l’Iran ha saputo conseguire risultati rilevanti facendo affidamento sulle proprie capacità interne, sulla coesione sociale e su risorse umane qualificate. In ambito scientifico e tecnologico, la posizione dell’Iran nella produzione di conoscenza è cresciuta costantemente, con lo sviluppo di imprese innovative e progressi significativi nelle tecnologie avanzate e nel settore sanitario.
Anche sul piano economico e produttivo, nonostante le ingiuste sanzioni e le difficoltà dell’economia globale, si registrano segnali di crescita della produzione industriale, di aumento delle esportazioni non petrolifere e di un graduale orientamento verso un’economia più diversificata e resiliente. Parallelamente, nel campo dei servizi sociali e delle infrastrutture, l’estensione della copertura sanitaria, l’ampia autosufficienza nella produzione di farmaci, i progressi dell’ edilizia abitativa, il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile e lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione hanno contribuito efficacemente al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
In politica estera, la Repubblica Islamica dell’Iran ha perseguito una linea equilibrata, fondata su una diplomazia dinamica e su un ‘interazione intelligente, rafforzando le relazioni con i Paesi vicini, con le potenze emergenti e attraverso una partecipazione attiva alle principali organizzazioni regionali e internazionali. L’Iran si considera un attore responsabile e indipendente, in grado di influire a livello regionale e globale e ha sempre sostenuto il multilateralismo, il dialogo e la cooperazione come strumenti essenziali per garantire la pace, la stabilità e lo sviluppo sostenibile.
Negli ultimi anni, tuttavia, la Repubblica Islamica dell’Iran ha dovuto affrontare pressioni economiche, politiche e di sicurezza complesse e a più livelli. Le sanzioni illegittime unilaterali, imposte al di fuori del quadro del diritto internazionale, non hanno soltanto colpito l’economia iraniana, ma hanno anche indebolito le fondamenta della fiducia ,della cooperazione e del multilateralismo nel sistema internazionale, e lungi dall’ aver costituito uno strumento per la risoluzione delle controversie, si sono trasformate in un ostacolo al dialogo , producendo gravi conseguenze economiche e umanitarie per le popolazioni.

Nonostante le pressioni, la Repubblica islamica dell’ Iran ha continuato a privilegiare la diplomazia, il dialogo e le soluzioni pacifiche, ribadendo che il rispetto per la sovranità nazionale e per gli interessi reciproci sono fondamento della democrazia e che pertanto un negoziato condotto attraverso minacce, intimidazioni e richieste di concessioni unilaterali e illegittime non può essere efficace.
Nel contesto di questi sforzi diplomatici, il popolo iraniano ha dovuto fronteggiare un’amara realtà: un’aggressione militare e un conflitto durato dodici giorni, condotto contro l’ Iran con la partecipazione del regime sionista e il sostegno diretto degli Stati Uniti d’ America che ha rappresentato una grave violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale e che ha inflitto un duro colpo alla credibilità della diplomazia e del dialogo a livello globale. Questa guerra non ha prodotto i risultati prefissati dai suoi promotori e anche questa esperienza ha dimostrato che il popolo iraniano non cede alle pressioni e alle minacce.
Dopo il fallimento sul piano militare , si è assistito a un cambio di strategia: si è tentata la via della destabilizzazione interna, attraverso la strumentalizzazione di difficoltà economiche e sociali e la trasformazione di legittime proteste in disordini e violenze; uno scenario perseguito con guida e supporto esterni. La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre distinto tra il diritto alla protesta pacifica e azioni organizzate volte a compromettere l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale, Quanto accaduto in tali circostanze non è stato un sostegno alle rivendicazioni popolari, bensì un tentativo mirato di trasferire il confronto dal fronte militare all’ interno della società iraniana.
In questo contesto, il Governo della Repubblica Islamica dell’Iran è pienamente consapevole dei propri obblighi in materia di diritti umani, inclusa la tutela del diritto alle manifestazioni pacifiche, e ha adottato tutte le misure necessarie per garantire la massima moderazione nella gestione dei disordini, restando al contempo fedele al proprio dovere fondamentale di proteggere i cittadini e di salvaguardare l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Il popolo iraniano, grazie alla propria consapevolezza, vigilanza e esperienza storica, ha dimostrato ancora una volta che non permetterà ai nemici di questa terra di sfruttare reali difficoltà economiche come strumento di divisione, violenza e destabilizzazione. La coesione sociale e la vigilanza nazionale rappresentano il capitale più prezioso dell’Iran di fronte a progetti interventisti e a forme di guerra ibrida.
Oggi la Repubblica Islamica dell’Iran continua a essere oggetto di campagne simultanee di natura militare, politica e mediatica da parte degli Stati Uniti e del regime sionista. Pretese eccessive e approcci non costruttivi da parte degli Stati Uniti d’America non solo non hanno contribuito alla soluzione delle questioni esistenti, ma hanno alimentato ulteriore sfiducia, instabilità e profonde fratture nelle relazioni internazionali. Le conseguenze negative di tali politiche non si limitano all’Iran, ma incidono sulla sicurezza e sugli interessi collettivi a livello regionale e globale.
La Repubblica Islamica dell’Iran, pur rimanendo fermamente impegnata a favore della pace, della diplomazia e di un dialogo equo, ribadisce il proprio diritto legittimo a difendere la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale. Dichiariamo con chiarezza che di fronte a qualsiasi azione militare o minaccia contro il popolo iraniano, risponderemo in modo deciso, proporzionato e deterrente. Tale prontezza non nasce da una volontà di escalation, bensì dall’esigenza di preservare una pace duratura e sostenibile e di prevenire il ripetersi di avventure costose.
In conclusione, desidero sottolineare che la Repubblica Islamica dell’Iran è un Paese dalla lunga storia, responsabile e rispettoso dei principi del diritto internazionale. L’Iran tende la mano della cooperazione a tutti i Paesi che credono nel rispetto reciproco e nella giustizia e, al tempo stesso, è determinato a difendere i propri diritti e interessi legittimi.
Le relazioni tra la Repubblica Islamica dell’Iran e la Repubblica Italiana sono storicamente fondate sul rispetto reciproco, sul dialogo e sui mutui interessi. Guardiamo con favore al rafforzamento della cooperazione, in particolare nei settori economico, industriale e commerciale, convinti che esistano ampie potenzialità per sviluppare partenariati equilibrati e reciprocamente vantaggiosi, a beneficio delle relazioni tra l’Iran e l’Europa.
Concludo invitandoVi alla visione di un breve filmato sugli eventi recenti in Iran. Vi ringrazio ancora una volta per la vostra presenza e auguro ai popoli e ai governi della Repubblica Islamica dell’Iran e della Repubblica Italiana pace, stabilità, progresso e prosperità.
Grazie a tutti
