Il Cairo diventa il perno energetico del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente post-sanzioni
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO– Domenica sera l’Egitto ha avviato una delle operazioni geopolitiche più importanti degli ultimi anni nel Mediterraneo orientale:
ha iniziato a pompare gas naturale verso il Libano attraverso l’Arab Gas Pipeline, pochi giorni dopo aver avviato forniture analoghe verso la Siria.
Il flusso attuale è di circa 50 milioni di piedi cubi al giorno verso Beirut e altrettanti verso Damasco, per un totale di 100 milioni di piedi cubi al giorno.
Un volume sufficiente a tenere accese le centrali elettriche dei due Paesi durante i mesi più critici dell’inverno.

Il Cairo torna hub energetico regionale
Questa operazione riporta l’Egitto nel ruolo che storicamente gli compete:
quello di hub energetico del mondo arabo orientale.
Il gas non proviene esclusivamente dai giacimenti egiziani, ma da una sofisticata architettura logistica:
il Cairo importa gas naturale liquefatto (GNL), che viene rigassificato dalla nave Energius Force attraccata nel porto giordano di Aqaba, e poi inviato via gasdotto verso Siria e Libano.
Il primo carico è arrivato la scorsa settimana.
Un secondo carico da 3,5 miliardi di piedi cubi è previsto entro la fine di gennaio.
Chi paga e chi decide
Il modello è politicamente raffinato:
- l’Egitto sostiene i costi della nave di rigassificazione
- Siria e Libano pagano il gas
- la Giordania riceve tariffe di transito
- gli Stati Uniti supervisionano e autorizzano
Washington ha infatti allentato parti del Caesar Act, consentendo forniture energetiche a fini umanitari, aprendo di fatto una breccia nel regime di sanzioni contro Damasco.
Siria: elettricità al collasso, Egitto come ancora di salvezza
La crisi energetica siriana è devastante:
secondo la compagnia elettrica nazionale, la carenza supera l’80% del fabbisogno reale.
Il Cairo ha appena firmato due memorandum d’intesa con Damasco per la fornitura di:
- gas naturale
- prodotti petroliferi
È il primo pilastro concreto della ricostruzione post-sanzioni.
Libano: il ritorno della luce
Per il Libano, questa operazione è vitale.
Il Paese è paralizzato da anni da blackout cronici.
Il gas egiziano può consentire alle centrali di riprendere una produzione continua, con effetti immediati sull’economia, sugli ospedali e sulla sicurezza nazionale.
La Giordania come corridoio strategico
Il Cairo ha rinnovato per altri sei mesi il contratto di noleggio della nave di rigassificazione di Aqaba.
In cambio, Amman incassa tariffe di transito, rafforzando il proprio ruolo di corridoio energetico tra Egitto e Levante.
La fine dell’isolamento siriano
Questo progetto è la prima applicazione pratica dell’accordo energetico tra Egitto e Libano del 2022, bloccato per anni dalle sanzioni USA.
Ora, con le deroghe umanitarie, la Siria torna operativamente collegata ai flussi energetici regionali.
Parallelamente, Damasco ha anche avviato un accordo con la Turchia per importare 2 miliardi di metri cubi di gas all’anno, creando un sistema multipolare di approvvigionamento.
Conclusione: nasce un nuovo ordine energetico arabo
L’Egitto non sta solo vendendo gas.
Sta ricostruendo un ordine regionale.
Controllando:
- infrastrutture
- flussi
- rigassificazione
- e diplomazia
Il Cairo diventa il regolatore energetico del Levante.
Siria e Libano ottengono elettricità.
La Giordania guadagna transiti.
Gli Stati Uniti ottengono stabilità.
E l’Egitto consolida ciò che oggi è evidente:
è il cuore energetico e geopolitico del nuovo Medio Oriente.
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