Il Cairo punta su risorse strategiche, intelligenza artificiale e cooperazione araba per costruire la sovranità mineraria del futuro
di Chiara Cavalieri*
Il CAIRO- L’Egitto si prepara a una svolta storica nel settore delle risorse naturali. Il ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie, Karim Badawi, ha annunciato che nel primo trimestre del 2026 il Paese avvierà la prima indagine aerea completa delle risorse minerarie degli ultimi 40 anni, segnando l’inizio di una nuova fase di sviluppo economico e industriale.

L’annuncio è stato fatto a margine della decima riunione consultiva dei Ministri arabi delle risorse minerarie, tenutasi nell’ambito della Conferenza mineraria internazionale di Riyadh, presieduta dal ministro saudita Bandar bin Ibrahim Al-Khorayef, con la partecipazione dei rappresentanti dei Paesi arabi e del Segretario generale dell’Organizzazione araba per lo sviluppo industriale, la standardizzazione e l’attività mineraria, Adel Al-Saqr.
Una nuova architettura per il settore minerario
Badawi ha spiegato che l’indagine aerea rappresenta la pietra angolare del piano statale per rilanciare il comparto minerario egiziano. Un ruolo chiave è stato svolto dalla trasformazione della Mineral Resources Authority in autorità economica, che ha garantito maggiore flessibilità operativa e ha reso più rapido ed efficiente il rilascio delle licenze agli investitori interessati all’esplorazione e allo sfruttamento delle risorse.

Questo cambiamento ha reso l’Egitto più competitivo e attraente per i capitali stranieri, in un momento in cui i minerali strategici sono diventati centrali nella geopolitica globale.
Cooperazione araba e integrazione dei dati
Il ministro ha sottolineato l’importanza di unificare gli sforzi arabi nel campo dell’esplorazione e della prospezione, promuovendo lo scambio di competenze tecniche e tecnologiche per garantire uno sfruttamento sostenibile e ottimale delle risorse della regione.
In questo quadro, Badawi ha elogiato il ruolo dell’Organizzazione araba nel coordinare l’azione comune e ha evidenziato il valore del “Sistema di orientamento minerario per i Paesi arabi”, che mira a creare un ambiente legislativo flessibile e attrattivo per gli investimenti.
L’Egitto ha già tradotto questa visione in pratica con il lancio di un sistema unificato di licenze minerarie e con il progetto di collegare la “Piattaforma araba per i minerali del futuro” alla nuova piattaforma digitale egiziana in fase di sviluppo, per garantire uno scambio continuo di dati e opportunità di investimento tra gli operatori della regione.
Risorse minerarie e sicurezza strategica
Badawi ha posto l’accento sulla transizione energetica globale, che impone agli Stati arabi una vera e propria “responsabilità storica”. La regione non dispone solo di vaste risorse, ma anche delle chiavi della futura sovranità mineraria, soprattutto per quanto riguarda i minerali vitali e rari.
Il ministro ha invitato i Paesi arabi a superare la semplice estrazione delle materie prime e a puntare sulla localizzazione delle industrie basate sui minerali strategici, attraverso una cooperazione araba integrata che trasformi il settore minerario in un pilastro della sicurezza nazionale ed economica condivisa.
Intelligenza artificiale e nuove opportunità
Nel suo intervento finale, Badawi ha elogiato l’iniziativa araba per l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore minerario, sottolineando che essa può ridurre i costi di esplorazione, limitare i rischi di investimento e aprire nuovi orizzonti per i giovani e le startup.
Con questa strategia, l’Egitto non punta solo a scoprire nuove risorse, ma a diventare uno dei poli regionali della nuova economia mineraria, in un mondo sempre più dipendente da metalli e minerali critici per l’energia, la tecnologia e la sicurezza.
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