A cura di : Chiara Cavalieri
IL CAIRO- La Lega Araba ha annunciato il suo benvenuto ufficiale all’accordo di cessate il fuoco globale e alla piena integrazione delle Forze Democratiche Siriane (SDF) nelle strutture amministrative e militari dello Stato siriano, definendo l’intesa un passaggio fondamentale e irreversibile nel processo di ricostruzione dello Stato e nel rafforzamento della sovranità siriana su tutti i suoi territori.

Veicoli e personale dell’esercito siriano – Foto d’archivio / Ministero della Difesa siriano
In una dichiarazione formale, il Segretariato generale della Lega Araba ha descritto l’accordo come “un passo importante ed essenziale” nel percorso di costruzione del nuovo Stato siriano, sottolineando il valore del partenariato nazionale richiamato dal recente decreto presidenziale di Damasco. Secondo la Lega, l’intesa contribuisce in modo diretto al consolidamento delle istituzioni nazionali, al ripristino dell’autorità centrale e alla chiusura di una delle più complesse fratture generate dal conflitto.
La Lega Araba ha inoltre ribadito il proprio pieno e incondizionato impegno a sostenere tutto ciò che rafforzi sovranità, stabilità, integrità territoriale e sicurezza della Repubblica araba siriana, sottolineando la necessità di proseguire e intensificare gli sforzi arabi congiunti per accompagnare la Siria nella delicata fase di stabilità politica, sicurezza e ricostruzione dopo oltre un decennio di guerra.
L’accordo storico firmato da Ahmed al-Sharaa
La dichiarazione della Lega Araba è giunta il giorno successivo alla firma di uno storico accordo tra il presidente siriano Ahmed al-Sharaa e le SDF, che ha sancito una svolta politica e militare senza precedenti nel nord-est della Siria.
L’accordo prevede:
- un cessate il fuoco immediato e completo su tutti i fronti;
- il passaggio amministrativo e militare dei governatorati di Raqqa e Deir ez-Zor al controllo del governo centrale;
- l’integrazione delle istituzioni civili di Hasakah nelle strutture statali;
- il controllo statale di tutti i giacimenti di petrolio e gas e dei valichi di frontiera;
- l’integrazione individuale degli elementi militari e di sicurezza delle SDF nei Ministeri della Difesa e dell’Interno, previa verifica di sicurezza;
- la riduzione della presenza militare nelle città e la creazione di forze di sicurezza locali affiliate al Ministero dell’Interno.
Secondo fonti politiche e militari regionali, l’intesa pone fine di fatto allo stato di separazione amministrativa e militare nel nord-est della Siria, durato oltre dieci anni, e rappresenta il più grande progresso politico e militare dalla caduta del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2014.
Il pieno sostegno dell’Egitto: unità, sovranità e istituzioni
In questo quadro di rinnovata convergenza araba, un ruolo centrale è stato assunto dall’Egitto. In una dichiarazione ufficiale, il Ministero degli Affari Esteri dell’Egitto ha accolto con favore l’accordo di cessate il fuoco tra il governo siriano e le SDF, definendolo un’opportunità fondamentale per contribuire alla preservazione dell’unità dello Stato siriano, al rafforzamento della sua sicurezza e stabilità e alla salvaguardia della sovranità e dell’integrità territoriale.

Il Cairo ha ribadito la propria posizione ferma e costante a sostegno dell’unità della Siria, sottolineando l’importanza di rafforzare le istituzioni statali nazionali affinché possano adempiere pienamente alle proprie responsabilità nella tutela della stabilità, nella protezione dei diritti e nella gestione delle risorse del popolo siriano. Secondo la diplomazia egiziana, solo istituzioni forti e inclusive potranno garantire il ripristino della sicurezza, il miglioramento delle condizioni umanitarie e di vita e l’avvio concreto di una fase di normalizzazione.
Sicurezza per tutte le componenti e coesione nazionale
La dichiarazione egiziana ha inoltre posto l’accento sulla necessità di garantire sicurezza e stabilità sostenibili a tutte le componenti della società siriana, assicurando la tutela dei diritti di tutti i cittadini e rafforzando la coesione nazionale, elemento ritenuto indispensabile per evitare nuove tensioni e frammentazioni interne.

Nel contesto della lotta al terrorismo, Il Cairo ha sottolineato l’urgenza di proseguire e intensificare gli sforzi regionali e internazionali per contrastare il terrorismo in tutte le sue forme, affrontando in modo deciso la questione dei combattenti terroristi stranieri, considerata un fattore chiave non solo per la sicurezza della Siria, ma per la stabilità dell’intera regione mediorientale.
Una soluzione politica globale e il ritorno della Siria nel mondo arabo
La posizione dell’Egitto si inserisce pienamente nella linea tracciata dalla Lega Araba, che mira a sostenere una soluzione politica globale, sostenibile e inclusiva alla crisi siriana, capace di rispondere alle aspirazioni legittime del popolo siriano in termini di sicurezza, stabilità e sviluppo.
Il sostegno arabo all’accordo si colloca nel più ampio contesto del graduale ritorno della Siria nel sistema arabo, dopo la sospensione della sua appartenenza alla Lega Araba nel 2011, la ripresa della partecipazione ai vertici arabi nel maggio 2023 e il pieno reinserimento seguito al grande cambiamento politico avvenuto a fine 2024.
L’accoglienza dell’accordo da parte della Lega Araba e il sostegno esplicito dell’Egitto segnano così una svolta storica: la Siria torna progressivamente al centro del mondo arabo come Stato unitario, sovrano e riconosciuto, aprendo una nuova fase di stabilizzazione regionale dopo oltre un decennio di conflitto.
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