Mentre le cronache internazionali si infiammano per i colpi di mano geopolitici che scuotono l’equilibrio mondiale, esiste un’altra forma di resistenza e di affermazione che passa attraverso l’arte, il commercio e la fiera rivendicazione della propria identità. Ad Algeri, presso il Palais des Expositions (SAFEX), si apre il 7 Gennaio prossimo (fino al 12 Gennaio) la 22ª edizione del Salon International de la Femme (EVE), un evento che quest’anno assume i contorni di un vero manifesto politico per un’Algeria che rivendica il proprio spazio nel nuovo ordine multipolare attraverso il talento e l’imprenditoria femminile. Dietro la maestosità di questa manifestazione agisce il World Trade Center Algiers, un’istituzione che fin dal 2002 ha saputo declinare il concetto di commercio globale in chiave squisitamente nazionale, fungendo da sportello unico e incubatore di sovranità per permettere alle imprese locali di competere sui mercati internazionali senza smarrire la propria anima.
La storia di questo festival, iniziata nel 2005, ha visto una crescita esponenziale che lo ha portato a coincidere oggi con Yennayer 2976, il Capodanno Berbero. Questa sovrapposizione temporale non è casuale: celebrare la forza produttiva della donna durante la festa della terra e della rinascita Amazigh significa ribadire che il progresso sociale dell’Algeria è indissolubilmente legato alle sue radici più antiche. Il Salone non è solo uno spazio espositivo ma un ecosistema completo che abbraccia settori strategici come l’agroalimentare, dove la produzione nazionale sfida le importazioni, e l’industria degli elettrodomestici innovativi, dove la donna viene riconosciuta come consumatrice influente e decisore strategico per l’economia domestica e nazionale.
La filosofia dell’evento si riassume nel nome EVE, un acronimo che definisce l’eleganza come cura del dettaglio e rispetto per il “Made in Bladi“, un termine che in arabo evoca il legame profondo con il suolo e l’orgoglio patriottico di chi produce nella propria terra. Questa varietà di competenze spazia dalla profumeria e cosmetica naturale, che valorizza le materie prime locali, fino al settore delle Start-up guidate da giovani donne che propongono soluzioni tecnologiche ed eco-responsabili in linea con gli standard di innovazione globale del blocco BRICS. Anche l’artigianato vive qui una stagione di resistenza culturale, trasformando l’arte ancestrale della ceramica, del cuoio e dei tessuti della Cabilia in un prodotto vivo e competitivo, capace di generare quell’indipendenza finanziaria che è la vera base della sovranità politica.

L’impatto sociale di EVE 2026 risiede nella sua capacità di scardinare i vecchi stereotipi attraverso una rete capillare di scuole di formazione presenti in fiera, che trasformano il padiglione da luogo di consumo a laboratorio di emancipazione intellettuale. All’interno di questo scenario, il programma delle conferenze rappresenta il cuore pulsante e il salto di qualità definitivo verso una “fabbrica di consapevolezza”. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è dirompente: far uscire la visitatrice dal cliché di semplice consumatrice per elevarne il livello di coscienza. Le giornate di studio affrontano temi cruciali, partendo dall’imprenditoria e dai dispositivi statali di microcredito come la NESDA e l’ANGEM, per passare alla gestione dello stress e del carico mentale attraverso discipline come la psicologia dei colori e lo yoga applicato alla produttività.

Particolare attenzione viene dedicata alla conciliazione tra maternità e carriera, analizzando il diritto al lavoro e le sfide delle madri di bambini con disabilità, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per l’autonomia familiare e professionale. Il ciclo si conclude con un focus sulla salute preventiva e la nutrizione strategica, sottolineando il legame inscindibile tra vissuto emotivo e benessere fisico. Questo denso percorso di riflessione trasforma il Salone EVE nel centro nevralgico di un’Algeria che non vuole solo consumare ma capire e guidare, confermando che la vera forza di un popolo parte sempre dalla coscienza di chi ne custodisce la vita. Mentre i grandi della terra discutono di confini e sanzioni, esiste un popolo di donne che ogni giorno tesse la trama di una nuova economia basata sulla bellezza, sul coraggio e, soprattutto, sulla libertà.
Per maggiori dettagli consultare il sito dell’Evento: https://www.saloneve.dz/index.php



