di Chiara Cavalieri
MOSCA- La Russia rafforza la propria leadership globale nel settore nucleare civile attraverso un nuovo accordo strategico che coinvolge anche il mondo arabo. La società statale russa Rosatom ha annunciato infatti che l’Agenzia araba per l’energia atomica parteciperà al progetto del reattore di ricerca multiuso MBIR, considerato il più potente al mondo nel suo genere e progettato per operare con neutroni veloci.
La collaborazione segna un passo significativo nel consolidamento dei rapporti scientifici e tecnologici tra Mosca e numerosi Paesi arabi, in un momento in cui l’energia nucleare torna al centro delle strategie internazionali per la sicurezza energetica e lo sviluppo sostenibile.

UN ACCORDO STRATEGICO PER GLI USI PACIFICI DELL’ENERGIA NUCLEARE
Secondo quanto comunicato da Rosatom, l’Autorità araba e l’International Reactor Research Center, organismo che guida il progetto, hanno firmato un accordo di cooperazione con la parte russa nel campo degli usi pacifici dell’energia nucleare.
La società russa ha spiegato che l’intesa “getta le basi per lo sviluppo di competenze di ricerca di grande importanza e per il rafforzamento della struttura organizzativa e giuridica”, contribuendo così al raggiungimento di obiettivi strategici nei settori dell’energia, della sicurezza alimentare e del miglioramento della qualità della vita nei Paesi membri dell’Autorità araba.
IL REATTORE MBIR: UN COLOSSO DELLA RICERCA NUCLEARE
Il reattore MBIR (Multi-purpose Fast Neutron Research Reactor) è attualmente in costruzione presso un sito Rosatom nel centro scientifico di Dimitrovgrad, nella regione di Ulyanovsk, nella Russia sudoccidentale.
Con una capacità termica di 150 megawatt e una potenza elettrica di 55 megawatt, MBIR rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo a lungo termine della base sperimentale dell’industria nucleare russa.
Secondo Mosca, il progetto garantirà il mantenimento della leadership russa nelle tecnologie innovative dei reattori per i prossimi cinquant’anni, ponendo le basi per nuove generazioni di sistemi nucleari avanzati.
NASCE UN CENTRO DI RICERCA INTERNAZIONALE
Attorno al reattore MBIR è in fase di costituzione un vero e proprio centro internazionale di ricerca, guidato dal consorzio International Center for Research Based on MBIR Reactor.
Tra i membri chiave già aderenti figurano:
- l’Istituto congiunto per la ricerca nucleare
- l’Istituto di fisica nucleare dell’Accademia delle scienze uzbeka
- la società cinese Shanghai Zidan International
L’ingresso dell’Autorità araba in questo quadro rafforza la dimensione multilaterale del progetto e amplia la partecipazione scientifica dei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.
Secondo quanto riportato dalla stampa russa, il reattore veloce più potente al mondo dovrebbe essere avviato nel 2028 ed stato recentemente istituito anche un consiglio consultivo incaricato di definire il programma scientifico delle attività sul reattore.
Il presidente del consiglio consultivo, Stepan Kalmykov, ha spiegato che diversi Paesi potranno entrare nel progetto e condurre ricerche sulla nuova infrastruttura, secondo condizioni di cooperazione stabilite nell’ambito del centro stesso.

Questo conferma che MBIR non è solo un’iniziativa russa, ma un hub globale destinato a diventare uno dei principali poli scientifici per la ricerca nucleare avanzata nei prossimi decenni.
L’AGENZIA ARABA PER L’ENERGIA ATOMICA
L’Agenzia araba per l’energia atomica è un’organizzazione scientifica specializzata che opera nell’ambito della Lega degli Stati arabi, dedicandosi alla scienza nucleare e alle sue applicazioni pacifiche.
L’agenzia conta 14 Stati membri, tra cui:
Bahrein, Egitto, Giordania, Iraq, Yemen, Kuwait, Libano, Libia, Mauritania, Palestina, Arabia Saudita, Sudan, Siria e altri Paesi arabi impegnati nello sviluppo di competenze nucleari civili.
UNA COOPERAZIONE CHE RIDISEGNA GLI EQUILIBRI TECNOLOGICI
L’accordo tra Rosatom e l’Agenzia araba si inserisce in un quadro geopolitico più ampio, dove la cooperazione scientifica e tecnologica diventa strumento di influenza strategica e di costruzione di nuove alleanze.
Per i Paesi arabi, la partecipazione a un progetto di tale portata rappresenta un’opportunità per accedere a infrastrutture di ricerca avanzata, formare competenze specialistiche e rafforzare la propria autonomia energetica nel lungo periodo.
Per la Russia, invece, MBIR diventa un simbolo della sua capacità di guidare grandi programmi scientifici globali, anche al di fuori dell’orbita occidentale.
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