Roberto Roggero – Costituzione della Repubblica Italiana, Art.11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Il nuovo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) fotografa un mondo che corre verso il riarmo. Nel quinquennio 2021-2025, infatti, il volume dei trasferimenti internazionali di armamenti è cresciuto quasi del 10% (9,2% per la precisione) rispetto al periodo 2016-2020. E al centro di questa escalation ci sono l’Europa e anche l’Italia, che compie un balzo in avanti nella classifica dei maggiori Paesi esportatori di armi passando dal decimo al sesto posto, dietro solo a Stati Uniti, Francia, Russia, Germania e Cina.
Anche le importazioni di armi nel cosiddetto “vecchio continente” sono però aumentate, toccando il +210% negli ultimi 5 anni, più che triplicate, fino a rappresentare il 33% degli acquisti militari globali. Un dato che riporta il continente, per la prima volta dagli anni Sessanta, al primo posto nel mondo per acquisizioni di armamenti.
Tra il 2021 e il 2025, infatti, l’Italia ha aumentato le proprie esportazioni del 157% rispetto al 2016-2021. E oltre la metà delle esportazioni italiane è stata destinata al Medio Oriente (59%), mentre il 16% è andato in Asia e Oceania e il 13% in Europa.
Il primo paese destinatario delle forniture è l’Ucraina, che ha ricevuto il 9,7% di tutte le forniture di armi a livello globale. Dopo, in graduatoria, ci sono India, Arabia Saudita, Qatar e Pakistan.
A fare da padrone agli esportatori sono gli Stati Uniti, che hanno fornito il 42% di tutti i trasferimenti internazionali di armi nel periodo 2021-2025, in aumento rispetto al periodo 2016-2020 (36%). Gli Stati Uniti hanno esportato armi in 99 stati nel periodo 2021-2025. Molti dei quali in Europa, che ha accresciuto le importazioni dagli USA del 217%.
“Sebbene le tensioni e i conflitti in Asia e Oceania e in Medio Oriente continuino a guidare importazioni di armi su larga scala, il forte aumento dei flussi di armi verso gli Stati europei ha fatto crescere i trasferimenti globali di quasi il 10%, ha spiegato Mathew George, direttore del programma sui trasferimenti di armi del Sipri. Le consegne all’Ucraina dal 2022 sono il fattore più evidente, ma anche la maggior parte degli altri stati europei ha iniziato a importare significativamente più armi per rafforzare le proprie capacità militari di fronte alla percezione di una crescente minaccia dalla Russia”.
