di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Il capo del Servizio di Intelligence Generale Egiziano, il generale Hassan Rashad, ha incontrato al Cairo il vicepresidente palestinese Hussein al-Sheikh e il capo dell’intelligence palestinese Majid Faraj, in un quadro di coordinamento politico e di sicurezza di alto livello tra Egitto e Autorità Palestinese.

Secondo fonti informate, l’incontro rientra negli sforzi egiziani volti a consolidare la stabilità nei territori palestinesi, con particolare attenzione alla fase successiva all’attuale cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
I temi al centro del colloquio
Il confronto ha affrontato una serie di dossier sensibili, tra cui:
- il monitoraggio dell’attuazione dei termini del cessate il fuoco in corso a Gaza;
- le disposizioni amministrative e di sicurezza per la fase di transizione nel territorio, incluso il possibile ruolo di un comitato palestinese indipendente;
- il rafforzamento del coordinamento della sicurezza tra l’Autorità Nazionale Palestinese e le parti regionali;
- i meccanismi per la ricostruzione di Gaza e la riorganizzazione del quadro politico interno palestinese.
Il ruolo del Cairo
L’incontro si inserisce in una serie di consultazioni e visite che alti esponenti palestinesi stanno svolgendo al Cairo dalla fine del 2025, a conferma del ruolo centrale dell’Egitto come mediatore e coordinatore nella questione palestinese-israeliana, soprattutto dopo il vertice di Sharm el-Sheikh del 2025 e l’annuncio del piano dell’ex presidente statunitense Donald Trump sul cosiddetto “giorno dopo” a Gaza.

Gli sforzi egiziani attuali sono focalizzati sull’evitare il collasso degli accordi esistenti dopo la conclusione della prima fase del cessate il fuoco, sul superamento del rinvio israeliano all’avvio della seconda fase e sulla facilitazione dell’ingresso degli aiuti umanitari.
Il Cairo punta inoltre a sostenere la riunificazione delle istituzioni palestinesi sotto l’egida dell’Autorità Nazionale Palestinese e a coordinarsi con Stati Uniti e partner arabi per il finanziamento della ricostruzione, con stime che oscillano tra i 50 e i 70 miliardi di dollari.
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