Roberto Roggero – E’ stato inaugurato ufficialmente il progetto solare Obelisk, nel governatorato di Qelam in Egitto. Un passo fondamentale nell’evoluzione della produzione di energia, sia per dimensioni che per contesto territoriale. La centrale fotovoltaica di Qena, la più grande dell’Africa, è il primo reale collegamento con la zona più industriale del Delta del Nilo e del Cairo. Sorge a una settantina di chilometri da Luxor, in un territorio che offre le condizioni climatiche ideali per la produzione di energia, e in un’area con forte aumento demografico.
Obelisk è un riuscito esperimento nella produzione di grandi quantità di energia da fonti rinnovabili, con una capacità di 1,1 gigawatt e, notevole dal punto di vista del progresso tecnico, il sistema di batterie da 100 megawatt x 200 megawattora, per lo stivaggio di energia a garanzia di funzionamento costante anche in caso di intermittenza, ovvero esercitare la distribuzione anche in fasce orarie di maggiore richiesta, spalmando la quantità erogata su scala nazionale e quindi ottenendo una maggiore stabilità del sistema.
A realizzare e gestire la struttura, l’azienda svedese Scatec, che in Egitto è in attività da diverso tempo, e che fornirà l’energia alla EETC, Egyptian Eletricity Transmission Company, con un contratto a lungo termine e naturalmente rinnovabile. L’iniziativa comprende anche progetti approvati per futuri grandi investimenti nei settori collegati.
In sostanza, Obelisk fornirà energia a oltre 1,6 milioni di abitazioni, con riduzione del consumo di gas e risparmi altrettanto notevoli nell’ordine di diversi miliardi di dollari, calcolati nel termine minimo di attività dell’impianto, che è di 25 anni, calcolando e comprendendo anche i normali interventi di manutenzione.
In questo senso, la centrale non rappresenta soltanto un passo avanti nella produzione di energia pulita, ma un intervento strutturale sul modello energetico nazionale.
Obelisk ha ricevuto un finanziamento di 150 milioni di dollari dalla Banca Europea Investimenti (EIB), Banca Europea per la Ricostrzione, e complessivamente uno stanziamento di oltre 600 milioni di dollari, con la partecipazione della Banca Africana per lo Sviluppo e British International Investment, con il supporto di sovvenzioni, prestiti agevolati e una garanzia dell’Unione Europea.
Dal punto di vista della cooperazione internazionale, Obelisk avvicina le sponde del Mediterraneo, sostenendo anche sicurezza energetica e decarbonizzazione e in ambito finanziario è elemento di stabilità e credibilità nell’abbassamento del valore del costo di capitale nell’Hi-Tech, favorendone l’accesso.
La partnership Egitto-UE compie un passo notevole nella transizione energetica, specialmente perché ben coordinata a livello gestionale e organizzativo.
La realizzazione della centrale ha richiesto il lavoro di oltre cinquemila tecnici, ingegneri e manodopera, con competenze in un settore ad alta tecnologia. La prima fase è stata portata a termine in soli tredici mesi dalla firma del Power Purchase Agreement, in un periodo di sfide internazionali su larga scala: adeguamento delle reti di trasmissione, gestione dell’accumulo energetico e integrazione di capacità produttive in rapida trasformazione. Modello di sviluppo per sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità economica e sociale. Un riferimento importante non solo per l’Egitto, ma per l’intero continente, dove la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente e progetti di questa scala possono contribuire a definire nuovi equilibri, soprattutto considerando quanto mai aperta la questione della GERD, la grande diga etiope sul Nilo Azzurro…
