
ROMA, 25 Gennaio 2026 – Di fronte all’Ambasciata di Cuba a Roma oggi si è celebrato un atto di accusa durissimo contro l’imperialismo. Non è stata solo una manifestazione di solidarietà, ma un momento di profonda riflessione politica sulla sovranità dei popoli e sul prezzo altissimo che le nazioni libere devono pagare per la loro indipendenza e autonomia.
Il sacrificio dei 32 cubani: un monito contro la barbarie
Il fulcro politico della giornata è stato il ricordo vibrante e doloroso dei 32 cubani assassinati a Caracas. Queste vite spezzate sono diventate il simbolo dell’aggressione imperialista che non accetta la libera scelta dei popoli. Caduti mentre difendevano la sovranità del Venezuela e cercavano di impedire il rapimento del Presidente Nicolás Maduro, i 32 martiri rappresentano l’essenza stessa dell’internazionalismo socialista.
Il nuovo Ambasciatore di Cuba, Jorge Luis Cepero Aguilar, è intervenuto con un discorso di altissimo spessore politico, ricordando come quel sangue versato a Caracas gridi giustizia e obblighi tutti i rivoluzionari a non arretrare di un millimetro nella lotta contro le ingerenze straniere. Il messaggio dell’Ambasciatore è stato chiaro: la sovranità di Cuba e del Venezuela è un confine invalicabile che l’imperialismo non riuscirà mai a violare senza trovare una resistenza eroica.
L’intervento di Olga Lidia Priel Herrera e la sovranità dei popoli
Un momento centrale dell’evento è stato l’intervento di Olga Lidia Priel Herrera, Presidentessa dell’Associazione Culturale PARA UN PRÍNCIPE ENANO di Jesi/Filottrano. Olga Lidia ha parlato con forza della necessità storica di difendere una Cuba che sia pienamente autonoma, sovrana e socialista. Nel suo discorso ha collegato il sacrificio dei 32 cubani assassinati alla battaglia quotidiana contro il Bloqueo e contro le costanti minacce di Donald Trump, sottolineando che l’indipendenza non è un regalo, ma un diritto che si difende ogni giorno nelle piazze e con la coerenza politica.
Secondo quanto emerso dall’intervento della Presidentessa, la sovranità popolare è l’unica base su cui costruire un futuro degno, libero dal giogo neoliberista e dalle mani sporche di sangue di chi orchestra golpe e omicidi politici in America Latina.
Un fronte compatto per il socialismo indipendente
La piazza è stata animata da un fronte unitario che ha visto la partecipazione massiccia del Partito Comunista, del Partito della Rifondazione Comunista e della Rete dei Comunisti. Insieme a loro, le voci del Primo Segretario Politico dell’Ambasciata, Damián Delgado Vázquez, e dell’eroe della Repubblica di Cuba Fernando González Llort (ICAP), hanno ribadito che l’isola non è sola.
Hanno partecipato con convinzione:
* ANPI Provinciale di Roma, GalleriArt di Napoli, ANAIC e l’Associazione Culturale Conaci.
* Le forze sindacali di CGIL (con SPI e Camera del Lavoro) e USB (Unione Sindacale di Base), unite nel denunciare come l’aggressione ai popoli sovrani sia anche un’aggressione alla classe lavoratrice mondiale.
Un impegno solenne per il futuro
La giornata, che ha visto anche un passaggio simbolico in Piazza San Pietro davanti a Papa Leone XIV, si è chiusa con la consapevolezza che la lotta per una Cuba socialista, autonoma e libera da imperialismo è più viva che mai. Il sangue dei 32 assassinati a Caracas è la linfa che nutre oggi questa nuova ondata di resistenza. La promessa solenne è quella di continuare a lottare per la dignità delle future generazioni, con lo spirito puro e instancabile racchiuso nel nome dell’associazione guidata da Olga Lidia Priel Herrera: PARA UN PRÍNCIPE ENANO.


