Nel 2024 il Brasile ha registrato uno dei migliori cali di povertà ed estrema povertà degli ultimi decenni, con milioni di cittadini che hanno superato la soglia economica critica. Il dato, certificato dall’Istituto brasiliano di statistica (IBGE), segna un ritorno ai livelli più bassi dal 2012, riflettendo sia la ripresa post-pandemica che l’effetto di politiche sociali rafforzate e programmi di trasferimento di reddito. L’analisi evidenzia però come rimangano profonde disuguaglianze interne, soprattutto legate a razza e territorio, e come la lotta alla povertà non sia ancora conclusa.
Negli ultimi anni il Brasile ha assistito a un’evoluzione sociale significativa: secondo i dati più recenti dell’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE), nel 2024 la quota della popolazione che vive sotto la soglia di povertà — definita a livello internazionale come reddito inferiore a 6,85 USD al giorno in termini di parità di potere d’acquisto — è scesa al 23,1 %, il livello più basso da quando è iniziata la serie storica nel 2012. Ciò significa che circa 8,6 milioni di persone sono uscite dalla condizione di povertà tra il 2023 e il 2024, un calo rilevante che segna una tendenza consolidata di riduzione della povertà nel Paese.
Anche la povertà estrema, la forma più intensa di privazione economica, ha registrato una diminuzione significativa: dal 4,4 % al 3,5 %, corrispondente a circa 1,9 milioni di persone che hanno superato la soglia di estrema povertà nello stesso periodo. Questi non sono solo numeri, ma vite migliorate, con accesso più stabile a beni di prima necessità, istruzione e servizi sanitari essenziali.
L’IMPATTO DELLE POLITICHE SOCIALI E DI REDISTRIBUZIONE
Il calo della povertà e dell’estrema povertà in Brasile è frutto di un mix di politiche sociali mirate, rafforzamento dei programmi di protezione sociale e dinamiche macroeconomiche. Il programma Bolsa Família — il principale schema di trasferimento di reddito condizionato per famiglie a basso reddito — è stato reintrodotto e ampliato sotto l’amministrazione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva dopo essere stato temporaneamente sostituito da altri schemi. Questo provvedimento ha fornito un sostegno diretto alle famiglie vulnerabili, contribuendo non solo a incrementare il reddito disponibile ma anche a dare accesso a servizi essenziali e a ridurre la dipendenza da pratiche economiche precarie.
Parallelamente, programmi storici come Fome Zero — lanciato originariamente da Lula nei primi anni 2000 e oggi integrato in strategie più ampie di sicurezza alimentare e lotta alla povertà — hanno agito come pilastri di una politica di welfare che combina assistenza diretta, rapido accesso a cibo e sostegno alla produttività familiare.
Se queste misure sociali non fossero state implementate, il tasso di povertà estrema sarebbe stato molto più alto nel 2024 e saremmo di fronte ad una tragedia sociale.
LA DINAMICA DEL REDDITO E IL MERCATO DEL LAVORO
Con una riduzione della disoccupazione e un leggero aumento dei salari reali, la partecipazione alla forza lavoro remunerata ha contribuito a migliorare la condizione economica di vaste fasce di popolazione. Anche se persistono forti disparità tra regioni, con il Nord e il Nord-Est che continuano a mostrare tassi di povertà più elevati rispetto al Sud e al Sud-Est, i trend indicano che una maggiore inclusione nel mercato formale del lavoro ha rafforzato la capacità delle famiglie di superare la soglia di povertà monetaria.

Un altro elemento rilevante è il ruolo delle donne e dei gruppi razziali marginalizzati, che storicamente affrontano tassi di povertà più alti. I dati IBGE mostrano che le donne nere e di razza mista sono sovrarappresentate tra i poveri, indicando che la lotta alla povertà richiede non solo interventi economici generali ma anche strategie mirate per affrontare le disuguaglianze strutturali.
POVERTÀ, INEGUAGLIANZA ED ESPERIENZA REGIONALE
Nonostante i progressi, va comunque segnalato che il quadro sociale brasiliano rimane segnato da una profonda ineguaglianza. La distribuzione del reddito resta fortemente sbilanciata, con il Brasile che continua a registrare uno dei tassi di disuguaglianza più alti del mondo secondo misure come l’indice di Gini.
La disparità si riflette anche nella geografia interna: aree urbane come São Paulo e Rio de Janeiro beneficiano di economie più dinamiche e opportunità occupazionali, mentre le regioni rurali e periferiche soffrono di infrastrutture carenti e minori opportunità di accesso a servizi di base. Questo contrasto evidenzia come la riduzione della povertà monetaria, pur significativa, non si traduce automaticamente in pari condizioni di benessere e accesso alle opportunità per tutta la popolazione. Le politiche attuate dal Presidente Lula hanno visibili effetti, la strada è quella giusta, ma va percorsa con estrema determinazione.
