Roberto Roggero – La nuova strategia Stars&Stripes per la difesa nazionale, secondo il decreto presidenziale denominato appunto National Defense Strategy 2026 datato 23 gennaio, snobba l’Europa, mettendola in secondo piano, per far posto a priorità di più largo respiro, anzitutto Cina e Russia, come conferma anche il capo del Dipartimento della Guerra, Pete Hegseth.
Il “biondo” Donald apre l’anno con una dura presa di posizione: “Troppo a lungo il governo americano si è dimenticato di mettere gli americani e i loro interessi concreti al primo posto. Il Dipartimento non sarà distratto da interventismo, guerre infinite, cambiamenti di regime e ricostruzione di nazioni. Appoggeremo una politica di pace attraverso la forza, difenderemo la madrepatria e garantiremo che i nostri interessi nell’Emisfero occidentale siano tutelati. Terremo a bada la Cina nell’area indopacifica non col muro contro muro ma mostrando la nostra forza. Aumenteremo la condivisione delle responsabilità con alleati e partner nel mondo. E ricostruiremo la base industriale della difesa americana come parte della rinascita della nostra industria”.
La Strategia stabilisce: “L’area indopacifica rappresenterà presto oltre la metà dell’economia globale. Sicurezza, libertà e prosperità degli americani sono quindi collegati direttamente alla capacità di commerciare in una posizione di forza nell’area. Se fossero la Cina, o chiunque altro, non importa, a dominare quest’ampia e cruciale regione del mondo, sarebbe in grado di bloccare l’accesso americano al centro di gravità economica mondiale, con effetti duraturi sui progetti di sviluppo del nostro Paese, inclusa la nostra capacità di reindustrializzarci”.
Che dire quindi a chiunque in Europa avesse pensato che in questi 25 anni la Cina fosse un’opportunità?
Il decreto presidenziale prosegue: “Non vogliamo strangolare né umiliare o dominare la Cina. Vogliamo assicurarci che né Pechino né altri possano dominare noi o i nostri alleati. È possibile avere una pace dignitosa in termini favorevoli agli americani che i cinesi possono accettare».
Per quanto riguarda la Russia, il “biondo” Donald dichiara che: “Resterà una minaccia continua ma gestibile per i membri del fianco Est della Nato per il futuro prevedibile. La guerra in Ucraina dimostra che Mosca ha ancora profonde riserve di potenza militare e industriale e ha la determinazione a sostenere una lunga guerra alle sue porte”.
Per quanto riguarda l’arsenale atomico: “Il Dipartimento farà sì che le forze armate americane saranno pronte a difendere la madrepatria contro minacce russe. E il Dipartimento continuerà a giocare un ruolo vitale nella Nato stessa, anche se calibreremo le forze americane e la loro attività nel teatro europeo per commisurare meglio alla minaccia russa agli interessi americani così come alle capacità dei nostri alleati. Mosca non è in posizione per estendere la sua egemonia sull’Europa, la Nato nel Vecchio continente straccia i russi su scala economica, popolazione e pertanto potenza militare latente. Allo stesso tempo, anche se l’Europa resta importante, ha una quota più piccola e decrescente di potere economico globale. Condividere le responsabilità con gli alleati significa che Canada e Messico hanno un peso maggiore nella difesa delle Americhe, e Washington vuole Groenlandia, dominio sul Golfo d’America (con evidente riferimento a Cuba – ndr) e Canale di Panama. L’Europa si deve assumere in prima battuta la responsabilità della sua difesa convenzionale. Il Dipartimento incentiverà e aiuterà gli alleati Nato nella difesa convenzionale europea con un aiuto americano critico ma più limitato”.
Questo significa che la UE dovrà spendere cifre sempre maggiori in armamenti, per altro totalmente inutili, e cooperare sul piano industriale con gli Stati Uniti, ovvero sarà costretta ad acquistare armamenti americani, abbandonando gradatamente, ma inevitabilmente, tutte le velleità di missioni di pace all’estero.
Insomma, il “biondo” Donald lascerà operative le basi più importanti come Ramstein in Germania, e Aviano in Italia, ma con notevoli riserve perché la priorità stabilita dal nuovo Defense Strategy Act 2026 fa scalare i rapporti con il Vecchio Continente sempre più in basso, ma comunque dipenderà sempre da Washington in materia di difesa e di energia. Una sorta di scacco matto, checché ne dicano alla Commissione Europea…
