Yury Ushakov
Il recente colloquio in videoconferenza tra Vladimir Putin e Xi Jinping, durato ottantacinque minuti di serrato confronto, non è stato solo un atto di cortesia diplomatica in vista del Capodanno Lunare, ma una vera e propria “sessione di pianificazione strategica” in un momento di estrema volatilità globale. Yury Ushakov, braccio destro di Putin per la politica estera, ha rivelato i dettagli tecnici e politici di questo incontro, che delinea una cooperazione “schiena contro schiena” tra le due superpotenze.
È stata fornita, naturalmente, l’interpretazione simultanea e i leader, in modo amichevole e fiducioso, hanno riassunto i risultati dell’anno passato e discusso approfonditamente i piani per lo sviluppo delle relazioni Russia-Cina nell’anno in corso. Grande attenzione è stata rivolta anche alle questioni internazionali più urgenti, data la situazione estremamente tesa e volatile emersa in diverse regioni del mondo.
In relazione al tema della Sicurezza e Coordinamento la prima grande novità emersa dal colloquio riguarda la decisione dei due leader di istituzionalizzare un sistema di consultazione permanente e immediata. Putin e Xi hanno concordato che il dialogo personale deve essere supportato da una rete di comunicazione costante che coinvolga: i rispettivi Consigli di Sicurezza; i Ministeri degli Esteri; le Agenzie di Difesa.
L’obiettivo dichiarato da Ushakov è garantire un “allineamento fulmineo” degli approcci diplomatici e militari, un meccanismo di risposta rapida, specialmente sulle questioni più sensibili, per rispondere in tempo reale alle sfide globali. Questo coordinamento è stato preceduto, il 1° febbraio, dalle consultazioni a Pechino tra Sergei Shoigu e Wang Yi, i cui esiti sono stati la base della discussione tra i due Presidenti.

Riguardo al Disarmo e Stabilità Strategica, uno dei temi più critici affrontati è stato la scadenza (avvenuta il 5 febbraio 2026) del Trattato New START sulla riduzione delle armi strategiche offensive. Putin ha informato Xi della mancanza di una risposta ufficiale da parte degli Stati Uniti alla proposta russa di estendere i limiti quantitativi delle armi strategiche. In questo scenario, il leader russo ha ribadito che Mosca agirà in modo “equilibrato e responsabile”, ma ha trovato in Xi un alleato nel condannare l’incertezza americana, riaffermando la visione comune di un mondo multipolare basato sulla stabilità strategica e non sul dominio unilaterale.
Un passaggio fondamentale del colloquio ha riguardato il rapporto con gli Stati Uniti. Ushakov ha riferito che entrambi i leader intravedono una “finestra di opportunità” nei contatti avviati con l’amministrazione di Donald Trump.
Xi Jinping ha espresso il suo pieno sostegno ai colloqui in corso ad Abu Dhabi (gruppo trilaterale sulla sicurezza).
Vladimir Putin ha condiviso le sue valutazioni sugli sforzi per una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina, trovando nel leader cinese un interlocutore attento e solidale con la necessità di una sicurezza continentale indivisibile.
In merito alla Cooperazione Economica e Innovazione, è stato rilevato che sul piano economico, nonostante lievi fluttuazioni, l’interscambio bilaterale si è stabilizzato sopra la soglia dei 200 miliardi di dollari. Putin e Xi hanno formulato nuovi compiti prioritari.
In campo energetico, il rafforzamento della Russia come principale fornitore di petrolio e gas via gasdotto per la Cina.
In relazione alla Intelligenza Artificiale (AI), la Russia ha sostenuto l’iniziativa di Xi per la creazione di un’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione sull’IA, segnando un fronte comune contro il monopolio tecnologico occidentale.
Un tema molto importante è stato quello della Liberalizzazione dei visti: è stato espresso un forte apprezzamento per il regime “visa-free”, volto a potenziare il turismo e gli scambi commerciali.

Riguardo alla politica estera, è stata ribadita l’importanza della cooperazione presso piattaforme multilaterali come ONU, SCO, BRICS, APEC e G20. Le parti hanno riaffermato la rotta comune per la creazione di un ordine mondiale multilaterale giusto basato sul diritto internazionale. Mosca e Pechino lavorano in coordinamento; è stato sottolineato che le posizioni sulla stragrande maggioranza delle questioni internazionali sono simili o coincidono pienamente.
I due leader hanno agito, inoltre, come coordinatori di una vasta area di influenza discutendo le posizioni in merito ad importanti aree regionali come l’Iran, l’America Latina e Taiwan.
Riguardo alla Repubblica Islamica dell’Iran, Putin ha riferito del suo incontro al Cremlino con Ali Larijani, coordinando con Xi la posizione sulla tensione nel Golfo.
Per quando concerne l’America Latina i due leader si sono trovati in totale accordo sul mantenimento della cooperazione con Venezuela e Cuba.
Putin, poi, sulla situazione con Taiwan, ha ribadito l’impegno ferreo alla politica di “Una sola Cina”, sostenendo Pechino contro le interferenze esterne.
Il futuro prossimo vedrà un’agenda fittissima: Xi Jinping ha invitato Putin in Cina per una visita ufficiale nella prima metà del 2026; il Presidente russo parteciperà, altresì al Vertice APEC di Shenzhen a novembre; i due leader hanno proclamato il 2026 e il 2027 come gli “Anni Incrociati della Cooperazione nell’Istruzione”, un progetto volto a cementare il legame tra le nuove generazioni dei due Paesi.
Vladimir Putin e Xi Jinping hanno notato ancora una volta che il partenariato globale e la cooperazione strategica tra i nostri due Paesi sono a un livello senza precedenti, si basano sull’uguaglianza e sul mutuo beneficio, non sono diretti contro terze parti e non sono soggetti a considerazioni politiche a breve termine. Russia e Cina si sostengono a vicenda su questioni chiave che riguardano i rispettivi interessi nazionali. Di fronte alle sfide esterne, Mosca e Pechino agiscono, come dicono i gli amici cinesi, “schiena contro schiena” e possono contare l’uno sull’altro.
I leader hanno espresso soddisfazione per il fatto che l’anno scorso Russia e Cina abbiano degnamente celebrato gli anniversari della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica e nella Guerra di Resistenza contro l’aggressione giapponese. Si deve sottolineare che Xi Jinping è stato l’ospite principale a Mosca per la parata del Giorno della Vittoria il 9 maggio, mentre Vladimir Putin è stato l’ospite principale agli eventi commemorativi a Pechino il 3 settembre. Sia la Russia che la Cina intendono continuare a sostenere la verità storica e preservare la memoria dell’eroismo dei nostri padri e nonni in quegli anni duri.
Le parole finali di Ushakov chiariscono l’intento politico: il nesso Russia-Cina non è un’alleanza aggressiva, ma un “fattore stabilizzante” che agisce nell’interesse della Maggioranza Globale (i paesi non allineati all’Occidente). In un’atmosfera definita “genuinamente amichevole”, il colloquio si è concluso con l’impegno a proteggere la “verità storica” della Seconda Guerra Mondiale, ponendo le basi per un 2026 di crescita condivisa e difesa comune dei propri interessi nazionali.
