di Chiara Cavalieri
GAZA – L’Alto rappresentante delle Nazioni Unite per la Striscia di Gaza, Nikolay Mladenov, ha dichiarato che la priorità attuale nella gestione del territorio è individuare soluzioni pratiche e immediate per alleviare le sofferenze della popolazione e rispondere ai bisogni primari.
In un’intervista rilasciata al Cairo News Channel, Mladenov ha sottolineato l’importanza di rafforzare il comitato tecnocratico palestinese incaricato di assumere responsabilità civili, amministrative e di sicurezza nella Striscia, definendolo lo strumento chiave per garantire l’efficacia degli aiuti umanitari e avviare una fase di rapida ripresa.

Un comitato con pieni poteri civili e di sicurezza
Secondo Mladenov, il comitato sarà autorizzato a gestire tutte le questioni civili e di sicurezza, fornire servizi essenziali alla popolazione, coordinare la distribuzione degli aiuti umanitari e supervisionare la fase iniziale della ripresa, con uno sguardo futuro al processo di ricostruzione.
Ha evidenziato che il comitato dispone di competenze tecniche adeguate per affrontare rapidamente i problemi più urgenti, sottolineando che la capacità di produrre risultati concreti in tempi brevi è fondamentale per ricostruire la fiducia dei cittadini, duramente provati dalle condizioni attuali.
Responsabilità sul campo e condizioni di sicurezza
Mladenov ha insistito sulla necessità di una responsabilizzazione effettiva sul terreno, basata su una comprensione realistica delle condizioni di sicurezza, amministrative e umanitarie. Solo in questo modo, ha affermato, il comitato potrà affrontare le sfide quotidiane e dimostrare la propria credibilità.

Ha inoltre dichiarato che lavorerà con i mediatori internazionali per creare le condizioni necessarie affinché il comitato possa operare, sottolineando l’importanza di garantire risorse adeguate e capacità operative reali.
Il ruolo delle Nazioni Unite nella fase successiva
Riguardo al proprio ruolo, Mladenov ha spiegato di fungere da collegamento tra il Consiglio per la pace, istituito sulla base del piano Trump e della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, e il comitato tecnico incaricato dell’amministrazione di Gaza.
“Il nostro compito non è sostituirci al comitato – ha chiarito – ma sostenerlo, guidarlo e assisterlo, collaborando con i mediatori e tutte le parti interessate per consentirgli di assumersi pienamente le proprie responsabilità”.
Un processo complesso, ma un’opportunità storica
Mladenov ha riconosciuto che il percorso sarà complesso e difficile, data la molteplicità degli attori coinvolti e la gravità della situazione sul terreno. Tuttavia, ha definito questa fase un’opportunità unica per il popolo palestinese e in particolare per gli abitanti della Striscia di Gaza, dopo anni di sofferenze e instabilità.
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