Il nuovo organismo palestinese avvia il suo operato con una misura economica straordinaria per alleviare la crisi umanitaria e sostenere la resilienza della popolazione civile.
A cura di : Chiara Cavalieri
GAZA- Il nuovo Comitato Tecnocratico palestinese ha adottato la sua prima decisione ufficiale per migliorare le condizioni di vita dei residenti della Striscia di Gaza, annunciando l’esenzione totale da tutte le tasse e le imposte legate ai servizi locali. Una misura straordinaria, pensata per alleviare i crescenti oneri economici che gravano sulla popolazione palestinese in uno dei contesti umanitari più complessi al mondo.
La decisione prevede anche l’esenzione completa da imposte e tributi per i settori commerciale e industriale, riconoscendo le difficili condizioni economiche e produttive in cui versa il territorio, colpito da crisi strutturali, blocchi, instabilità e emergenze umanitarie prolungate.
Secondo quanto dichiarato dal Comitato, la misura rientra in una strategia più ampia volta a sostenere la resilienza della popolazione palestinese, garantire la continuità dei servizi essenziali e contribuire ad attenuare le conseguenze della crisi economica che colpisce la Striscia di Gaza.
Il Comitato Tecnocratico è stato ufficialmente costituito il 14 gennaio 2026, grazie alla mediazione della Repubblica Araba d’Egitto, dello Stato del Qatar e della Repubblica di Turchia, ed è guidato dal dott. Ali Abdel Hamid Shaath. La sua formazione è stata definita dai mediatori come uno sviluppo strategico per il rafforzamento della stabilità e per il miglioramento della situazione umanitaria nel territorio.

In una dichiarazione congiunta, i mediatori avevano sottolineato come la nascita del Comitato rappresentasse un passaggio fondamentale per l’attuazione della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, secondo il piano annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con l’obiettivo di consolidare la tregua e prevenire una nuova escalation del conflitto.
Fonti informate hanno inoltre rivelato i dettagli del meccanismo operativo con cui il Comitato gestirà l’amministrazione del settore, inclusi i rapporti con gli attuali dipendenti dei ministeri e delle istituzioni governative, la gestione degli stipendi e la ristrutturazione amministrativa e di sicurezza.
Secondo le informazioni emerse, i membri del Comitato stanno completando un programma di formazione amministrativa e protocollare predisposto dal Comitato del Quartetto, ma le autorità egiziane avrebbero sollecitato un rientro rapido nella Striscia di Gaza per avviare quanto prima le attività operative. Il ritorno del Comitato dovrebbe avvenire attraverso il valico di Rafah, in concomitanza con la riapertura del passaggio e l’avvio del flusso di aiuti umanitari.
Le fonti indicano che il Comitato ha ottenuto l’approvazione diretta degli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Wittkopf per avviare la cooperazione con il personale già in servizio nei ministeri di Gaza, con la possibilità di integrare anche dipendenti dell’Autorità Nazionale Palestinese o personale esterno, in base alle esigenze operative, garantendo in ogni caso il pagamento di stipendi e indennità.
I comuni continueranno a operare con gli attuali consigli e personale, con la garanzia del pagamento degli stipendi e del coinvolgimento nei progetti infrastrutturali. I responsabili settoriali del Comitato avranno pieni poteri nella riorganizzazione amministrativa, professionale e di sicurezza.
Sul piano della sicurezza, il maggiore generale Sami Nasman, Commissario per la sicurezza e gli interni, coordinerà il lavoro con il Ministero dell’Interno, la polizia e le agenzie specializzate, avviando un processo di ristrutturazione amministrativa e tecnica del settore.
È stato inoltre definito un meccanismo per la gestione dei dipendenti contestati da Israele, volto a garantire la tutela dei loro diritti finanziari attraverso pensionamenti anticipati o soluzioni alternative.
All’interno del Comitato è stato raggiunto un consenso su un approccio nazionale palestinese, fondato su professionalità, interesse pubblico e neutralità politica nella gestione delle istituzioni governative e dei rapporti con i dipendenti.
La decisione di esentare i residenti della Striscia di Gaza da tutte le tasse e le imposte sui servizi locali rappresenta quindi non solo una misura economica, ma un atto politico e simbolico, che segna l’inizio operativo del Comitato Tecnocratico con un messaggio chiaro: alleggerire il peso della crisi sulla popolazione civile e ricostruire le basi minime di una vita dignitosa.
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