Il direttore dei servizi di intelligence egiziani, il Gen. Hassan Rashad
I servizi egiziani intensificano i contatti diplomatici e il coordinamento regionale per evitare che la crisi tra Iran, Israele e gli Stati del Golfo si trasformi in una guerra su vasta scala.
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Nel pieno dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente, l’Egitto avrebbe avviato una serie di intense iniziative diplomatiche e di sicurezza nel tentativo di evitare che lo scontro tra Iran e i suoi avversari regionali si trasformi in una guerra su vasta scala.
Secondo quanto riportato da diverse fonti mediatiche israeliane, tra cui la piattaforma Bhol e il canale i24News, il Cairo starebbe monitorando attentamente l’evoluzione della crisi e lavorando attivamente per contenere l’escalation militare nella regione.
LE PREOCCUPAZIONI DEL CAIRO PER UN CONFLITTO ALLARGATO
Secondo le analisi citate dai media israeliani, una delle principali preoccupazioni dell’Egitto riguarda la possibile entrata in guerra di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti contro l’Iran, qualora gli attacchi iraniani contro i loro territori dovessero proseguire.

Riyadh e Abu Dhabi, che negli ultimi anni hanno avuto divergenze strategiche su diversi dossier regionali – in particolare sul conflitto in Yemen – avrebbero intensificato le consultazioni politiche e militari.
Un eventuale intervento diretto delle monarchie del Golfo potrebbe, secondo la valutazione attribuita al Cairo, trasformare la crisi in uno scontro prolungato tra gli Stati del Golfo e Teheran, con conseguenze destabilizzanti per l’intera regione.
L’Egitto ritiene infatti che, anche in presenza di pressioni militari, il sistema politico iraniano difficilmente collasserebbe nel breve periodo, essendo in grado di adattarsi alle nuove condizioni di conflitto.
IL RISCHIO DI UNA GUERRA MULTIFRONTE
Un ulteriore timore riguarda la possibilità che il conflitto si espanda coinvolgendo diversi teatri regionali.
Secondo le valutazioni riportate dalle fonti israeliane, l’ingresso diretto dei Paesi del Golfo nella guerra potrebbe portare a:
- un’intensificazione delle attività di Hezbollah in Libano
- un aumento delle operazioni armate da parte di gruppi a Gaza
- una possibile escalation delle milizie sciite in Iraq
- attacchi degli Houthi nello Yemen contro obiettivi nel Golfo
Uno scenario di questo tipo trasformerebbe il conflitto attuale in una crisi regionale su più fronti, con gravi implicazioni politiche, economiche e di sicurezza.
L’INIZIATIVA DIPLOMATICA EGIZIANA
Di fronte a questi rischi, il Cairo starebbe tentando di promuovere soluzioni politiche e diplomatiche per fermare l’espansione della guerra.
Secondo le stesse fonti, il capo dell’intelligence egiziana Hassan Rashad sarebbe in contatto con alti funzionari statunitensi nel tentativo di favorire una de-escalation.
Parallelamente, l’Egitto avrebbe chiesto a Turchia, Qatar e Sultanato dell’Oman di esercitare pressioni diplomatiche anche su Washington affinché si lavori per una rapida fine delle ostilità.
Il Cairo avrebbe inoltre espresso la propria disponibilità a facilitare canali di comunicazione con l’Iran, con l’obiettivo di evitare che vengano colpite infrastrutture energetiche strategiche nella regione.
IL RUOLO DEL MINISTERO DEGLI ESTERI EGIZIANO
Nel frattempo il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel-Aty ha avviato una serie di contatti con i suoi omologhi nella regione.

Durante telefonate con i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Oman, Bahrein, Giordania e Iraq, Abdel-Aty ha sottolineato la necessità di contenere i rapidi e pericolosi sviluppi della crisi regionale.
Il Cairo ha espresso piena solidarietà agli Stati arabi che sono stati oggetto di attacchi, definendo tali azioni “inaccettabili e ingiustificate”.
Allo stesso tempo, il ministro egiziano ha ribadito l’importanza di privilegiare il dialogo e le soluzioni diplomatiche, nel rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
RAFFORZATA LA PRONTEZZA MILITARE
Parallelamente agli sforzi diplomatici, l’Egitto avrebbe rafforzato il proprio dispositivo di sicurezza.
Secondo le fonti israeliane, l’esercito egiziano avrebbe:
- dispiegato ulteriori equipaggiamenti militari nel Sinai settentrionale e nelle aree di confine
- richiamato parte delle forze di riserva
- portato le unità operative al massimo livello di allerta
- sospeso i congedi per alcuni livelli di comando
Queste misure sarebbero parte di una più ampia valutazione strategica della sicurezza nazionale alla luce dell’instabilità regionale.
IL CAIRO COME MEDIATORE REGIONALE
Secondo gli osservatori citati dai media israeliani, le iniziative egiziane rifletterebbero un tentativo del Cairo di rafforzare il proprio ruolo di mediatore regionale.
La scelta di coordinarsi contemporaneamente con i Paesi del Golfo, la Giordania e l’Iraq avrebbe una duplice finalità:
- rafforzare l’unità araba di fronte alle minacce alla sovranità regionale
- costruire un quadro di coordinamento politico capace di prevenire uno scontro aperto
Gli analisti evidenziano inoltre come la posizione egiziana combini una chiara condanna degli attacchi contro gli Stati arabi con un invito al dialogo con Teheran, nel tentativo di mantenere aperta la strada alla mediazione.
IL RISCHIO DI UN CONFLITTO REGIONALE
In un Medio Oriente già attraversato dalle crisi di Gaza, Yemen, Libano e Iraq, un’ulteriore escalation tra Iran e i suoi avversari potrebbe generare una guerra regionale difficile da contenere.
Per questo motivo, secondo le valutazioni riportate dalle fonti israeliane, il Cairo sta cercando di impedire che l’attuale escalation si trasformi in un conflitto multilaterale.
La strategia egiziana sembrerebbe quindi mirare non solo a esprimere solidarietà agli Stati arabi colpiti, ma anche a costruire un quadro politico regionale capace di limitare l’espansione della crisi.
In una fase in cui gli equilibri del Medio Oriente appaiono sempre più fragili, il ruolo diplomatico dell’Egitto potrebbe rivelarsi decisivo nel tentativo di evitare che le tensioni attuali degenerino in un confronto regionale su vasta scala.
@RIPRODUZIONE RISERVATA.
