Putin and Cuban Foreign Minister Bruno Rodríguez Parrilla. Photo: Grigoriy Sisoev, ”Rossiya Segodnya“
Mentre Mosca veniva avvolta da una fitta nevicata, il 18 febbraio 2026 le mura del Cremlino hanno ospitato
un incontro che profuma di storia e di futuro multipolare. Il Presidente Vladimir Putin ha ricevuto il Ministro
degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, giunto in Russia non solo come capo della diplomazia, ma
come inviato speciale della Presidenza cubana. Un incontro che non è stato solo un passaggio formale, ma la
riaffermazione di un’amicizia che, come dichiarato dallo stesso Putin, «si è forgiata attraverso la storia».
L’atmosfera dell’incontro è stata segnata da parole di profonda stima. Putin ha voluto sottolineare
immediatamente la natura unica del rapporto tra i due popoli, dichiarando:
«Le relazioni tra i nostri paesi sono speciali e sono state forgiate dalla storia. Siamo sempre stati al fianco di
Cuba nella sua lotta per l’indipendenza e per il diritto a seguire il proprio percorso di sviluppo».
A queste parole ha fatto eco il Ministro Rodríguez Parrilla, che nonostante il clima rigido della capitale russa,
ha voluto sottolineare il calore umano e politico dell’accoglienza:
«Sono arrivato a Mosca, dove fa molto freddo e nevica abbondantemente, eppure ho sentito il calore di una
vera amicizia. Il popolo cubano nutre un profondo affetto e un’alta considerazione per il popolo russo».
Dietro la cortesia diplomatica si muovono dossier di vitale importanza. Cuba sta attraversando un periodo
complesso, descritto dal Ministro come un vero e proprio “assedio energetico”. In questo senso, i possibili
accordi discussi nel segreto delle stanze del Cremlino puntano a tre pilastri fondamentali:

Sicurezza Energetica: La Russia si conferma il partner strategico per la fornitura di idrocarburi, essenziali per
stabilizzare la rete elettrica dell’isola, messa a dura prova dalle sanzioni.
Infrastrutture e Trasporti: Prosegue il piano di ammodernamento delle ferrovie cubane e dei siti metallurgici,
con l’impiego di tecnologie e capitali russi.
De-dollarizzazione e Circuiti MIR: Sulla scia dell’agenda BRICS, si lavora per rendere il sistema di pagamento
russo MIR lo standard per il turismo e il commercio nell’isola, permettendo a Cuba di aggirare il blocco
finanziario internazionale.
L’incontro di febbraio non nasce nel vuoto, ma è il consolidamento di un percorso iniziato con forza l’anno scorso,
quando il Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez visitò Mosca. In quell’occasione, la delegazione cubana e
quella russa avevano gettato le basi per una cooperazione a lungo termine che oggi vede i suoi primi frutti
tangibili.
La continuità di questo rapporto è garantita dal costante dialogo con l’Esercito e con il Generale d’Armata
Raúl Castro, a cui Putin ha rivolto un saluto affettuoso.
Il Centenario di Fidel: Putin e l’eredità del Líder Máximo

Il 2026 rappresenta però, sopra ogni cosa, un ponte ideale verso la memoria storica. Durante il colloquio, Putin
ha lanciato un annuncio carico di simbolismo: «Quest’anno segneremo il centenario della nascita di Fidel Castro,
e lo faremo insieme».
Fidel Castro, nato il 13 agosto 1926, non è per Putin un semplice alleato del passato, ma l’archetipo del leader
che non si piega. Il rapporto tra i due, fondato su una profonda affinità elettiva, si basa sulla difesa della
sovranità nazionale contro ogni ingerenza esterna. Putin vede in Fidel il precursore della ribellione
all’unipolarismo, un titano che ha saputo trasformare una piccola isola in una potenza morale globale.
Celebrare il centenario di Fidel “insieme” significa, per il Cremlino, rivendicare l’eredità di un uomo che ha
sconfitto la “fine della storia”. Putin ha spesso citato la tempra di Castro come esempio di dignità, ricordandolo
come un uomo coraggioso che guardava dritto negli occhi il futuro.

Per la Russia di oggi, Fidel è l’icona dei BRICS ante-litteram: la sua visione di un mondo in cui il “Sud Globale”
coopera senza interferenze coloniali è oggi il cuore della strategia russa. Il centenario sarà dunque un manifesto
politico, celebrato con mostre e cerimonie solenni per dimostrare che le nazioni hanno il diritto di vivere
«secondo le proprie regole».
Questa rinnovata sintonia poggia su basi solidissime gettate proprio l’anno scorso, durante la storica
visita di Stato del Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez a Mosca. Quel vertice del 2025 non fu solo
cerimoniale, ma segnò il cambio di passo definitivo: fu allora che vennero firmati i protocolli d’intesa per la
ristrutturazione del debito cubano e per l’invio massiccio di grano e fertilizzanti russi. Vedere oggi il Ministro
Rodríguez Parrilla al Cremlino è la conferma che gli impegni presi da Díaz-Canel l’anno scorso si sono
trasformati in cantieri aperti e forniture energetiche costanti.
Mentre il Ministro Rodríguez Parrilla rientra a L’Avana, resta l’immagine di un’alleanza che vede Cuba come la
sentinella di libertà nel Golfo del Messico, un tassello fondamentale in quel mosaico di nazioni che stanno
scrivendo una nuova pagina della storia globale. Fidel Castro, nel suo centenario, continua a volare alto,
guidando ancora una volta il dialogo tra Mosca e i Caraibi in un mondo che non accetta più padroni.
Presenti all’incontro:
Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa.
Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro degli Esteri della Repubblica di Cuba (Inviato Speciale).
Delegazioni diplomatiche e consiglieri per la sicurezza nazionale di entrambi i paesi.
