In una settimana di intensa attività diplomatica a Mosca, il Presidente Vladimir Putin ha ospitato due dei principali attori della scacchiera mediorientale: il neoeletto Presidente siriano Ahmed al-Sharaa e lo “stretto alleato” emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Gli incontri, avvenuti tra il 28 e il 29 gennaio 2026, hanno delineato una strategia russa volta a consolidare la ricostruzione siriana e a potenziare la cooperazione tecnologica e umanitaria con il Golfo.
L’incontro con la Siria: verso l’unificazione territoriale
Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino il Presidente della Repubblica Araba di Siria, Ahmed al-Sharaa. 28 gennaio 2026, ore 19:40 – Il Cremlino, Mosca
Il 28 gennaio, Putin ha ricevuto Ahmed al-Sharaa in un momento cruciale per Damasco. Al centro del dialogo, il ripristino dell’integrità territoriale e la crescita economica bilaterale, che ha segnato un +4%. Putin ha espresso un forte sostegno politico, sottolineando la profondità storica del legame:
«Le relazioni russi-siriane hanno profonde radici storiche. le relazioni russi-siriane hanno profonde radici storiche. I legami diplomatici furono stabiliti formalmente già nel 1944, con la firma di un accordo mentre ancora infuriava la Seconda Guerra Mondiale. In tutti i decenni successivi, le nostre relazioni bilaterali sono rimaste costantemente forti, senza un solo capitolo oscuro».
Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino il Presidente della Repubblica Araba di Siria, Ahmed al-Sharaa. 28 gennaio 2026, ore 19:40 – Il Cremlino, Mosca
Putin ha poi affermato che dopo vari incontri di delegazioni russe in Siria:
«…abbiamo in programma una serie di iniziative promettenti, che spaziano dall’industria agli affari umanitari, inclusi sport, medicina e costruzioni. Siamo consapevoli delle significative necessità di ricostruzione in Siria e i nostri operatori economici, in particolare nel settore edile, sono pronti a impegnarsi in questo lavoro congiunto».
Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino il Presidente della Repubblica Araba di Siria, Ahmed al-Sharaa. 28 gennaio 2026, ore 19:40 – Il Cremlino, Mosca
Da parte sua, il Presidente siriano ha mostrato gratitudine per il ruolo di Mosca nella stabilità regionale, citando la resilienza russa con una punta di lirismo:
«Venendo dall’aeroporto oggi, ho visto molta neve e mi è tornato in mente che, storicamente, ci sono stati molti tentativi di conquistare Mosca. Eppure la resilienza del popolo, e persino il clima, hanno aiutato a respingere quegli sforzi.»
Ha poi aggiunto:
«La Russia, naturalmente, gioca un ruolo fondamentale in Siria, contribuendo alla stabilizzazione non solo nel nostro Paese ma nell’intera regione. La nostra regione ha un grande bisogno di stabilità».
L’asse strategico con gli Emirati: Tecnologia e mediazione
Vladimir Putin ha tenuto colloqui al Cremlino con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in visita ufficiale in Russia. 29 gennaio 2026, 18:10 – Il Cremlino, Mosca
Il giorno seguente, il 29 gennaio, il Cremlino si è vestito a festa per accogliere Mohamed bin Zayed Al Nahyan. L’incontro ha evidenziato come gli UAE non siano solo un partner commerciale (1,5 milioni di turisti russi nel 2025), ma un mediatore fondamentale nei conflitti globali, inclusa la crisi ucraina.
I colloqui sono iniziati in formato allargato con la partecipazione delle delegazioni dei due paesi, seguiti da un incontro a quattr’occhi tra i due leader durante una colazione ufficiale. L’agenda ha coperto aree chiave della cooperazione multiforme Russia-UAE, la situazione in Medio Oriente e altre questioni internazionali.
Vladimir Putin ha tenuto colloqui al Cremlino con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in visita ufficiale in Russia. 29 gennaio 2026, 18:10 – Il Cremlino, Mosca
Putin ha aperto i colloqui con toni di grande familiarità:
“Vostra Altezza, mio caro amico, sono felice di vederLa a Mosca. Quest’anno celebreremo i 55 anni di relazioni diplomatiche. Gli Emirati sono il nostro principale partner commerciale nel mondo arabo e il nostro interscambio cresce costantemente.
Apprezziamo molto la cooperazione negli investimenti: il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti e la Fondazione Mubadala hanno realizzato oltre 60 progetti. Anche il turismo è in forte ascesa: nei primi nove mesi del 2025, 1,5 milioni di russi hanno visitato il Suo Paese (+18%).
Vorrei riconoscere gli sforzi degli Emirati riguardo alla crisi ucraina, incluso il contributo per rendere possibile lo scambio di prigionieri. Le sono personalmente grato per aver facilitato i colloqui trilaterali sulla sicurezza tenutisi la scorsa settimana ad Abu Dhabi. Resta poi fondamentale il nostro dialogo sul Medio Oriente e sulla creazione di uno Stato palestinese vitale che coesista in pace con Israele».
Mohamed bin Zayed ha risposto confermando la volontà di guardare al futuro, citando l’importanza degli accordi economici siglati recentemente:
«I legami tra Emirati e Russia poggiano su un’eredità di oltre cinquant’anni. L’accordo sui servizi e gli investimenti firmato lo scorso agosto, insieme a quello con l’Unione Economica Eurasiatica, rafforzerà ulteriormente la nostra cooperazione economica.
Desidero ribadire che gli Emirati sostengono pienamente ogni sforzo mirato a trovare soluzioni politiche e diplomatiche ai conflitti, per contribuire alla pace e alla stabilità regionale e internazionale».
La “Nuova Realtà” di Mosca
Vladimir Putin ha tenuto colloqui al Cremlino con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in visita ufficiale in Russia. 29 gennaio 2026, 18:10 – Il Cremlino, Mosca
Questi colloqui mostrano una Russia tutt’altro che isolata, capace di muoversi tra le necessità di ricostruzione della Siria e le ambizioni high-tech degli Emirati (con la russa Yandex in prima linea nel Golfo). In entrambi i casi, la creazione di uno Stato Palestinese vitale e la stabilità del mercato energetico sono rimasti i pilastri su cui Mosca intende costruire la sua “nuova realtà” diplomatica nel 2026.
Figura di spicco nel panorama del giornalismo culturale, con un focus dialogo e collaborazione tra civiltà, essenziale per la rivista BRICS & Frinds. Le sue analisi esplorano l’influenza di storia, arte e cultura nel definire equilibri internazionali e rapporti con le potenze emergenti. Promuove attivamente la diplomazia culturale, enfatizzando il rispetto reciproco e il ruolo costruttivo dei Paesi BRICS nell’ordine mondiale multipolare. L’importanza del suo impegno è stata riconosciuta a livello internazionale con il Media Award Honest View 2025 a Mosca, un premio che ne attesta l’integrità e la visione obiettiva. La sua prospettiva è cruciale per comprendere come cultura e strategia si uniscano nel definire i nuovi scenari globali.