DELCY E LA CIA: SE IL “TRADIMENTO” È L’UNICA STRADA PER NON AFFONDARE (CON BUONA PACE DEI COMPLOTTISTI)
Mentre i “puristi” della rivoluzione da tastiera sorseggiano il loro caffè parlando di tradimento, la storia vera corre veloce tra le stanze di Caracas. I fatti, quelli che i fan di Telegram ignorano per non rovinarsi la narrazione, sono questi: giovedì 15 gennaio 2026, il Direttore della CIA John Ratcliffe è atterrato in Venezuela per incontrare Delcy Rodríguez.

Due ore di colloquio faccia a faccia. Non un “intrigo”, ma un vertice tra la donna che oggi regge il destino del Paese e l’uomo che rappresenta la potenza che tiene prigioniero Nicolás Maduro.
Il realismo contro la favoletta
Di cosa parliamo, dunque?
Parliamo di una Presidente ad interim che, mentre definisce l’arresto di Maduro un “sequestro illegittimo”, si siede allo stesso tavolo con chi lo ha eseguito. È schizofrenia? No, si chiama gestione del disastro.
I fatti dicono che persino il Wall Street Journal e la stessa CIA considerano Delcy Rodríguez l’unica figura capace di garantire la stabilità ed evitare il collasso totale.
Mentre i complottisti vedono “accordicchi segreti”, la realtà mostra una leader che negozia su petrolio, minerali e sicurezza nazionale per evitare che il Venezuela diventi un cumulo di macerie occupato militarmente.
Il veleno del “Sospetto di Genere”
Ed è qui che l’analisi diventa velenosa. Se un generale uomo avesse incontrato Ratcliffe per mediare il rilascio di Maduro o la fine delle sanzioni, i nostri “esperti” parlerebbero di eroica diplomazia. Ma siccome a parlare è Delcy Rodríguez, scatta il riflesso condizionato del sessismo geopolitico:
* “È al soldo degli americani!”
* “Ha venduto Maduro per la poltrona!”
* “È la talpa della CIA!”
Nessuno che analizzi il fatto che, in questo momento, la Rodríguez sta giocando una partita a scacchi con una pistola puntata alla tempia (quella di Trump, che ha già dichiarato di voler “governare” il Paese). Parlare con la CIA non è un piacere, è l’unico modo per tenere i canali aperti quando il tuo predecessore è in una cella a Brooklyn.
La diplomazia non è un post su Facebook
Quelli che gridano al tradimento sono gli stessi che non capiscono che la politica internazionale è fatta di zone grigie. Delcy Rodríguez ha ottenuto persino l’apertura di Trump, che l’ha definita una persona “fantastica” con cui lavorare.
È un tradimento? O è la capacità di una donna di rendersi indispensabile proprio ai suoi nemici, garantendo la sopravvivenza delle istituzioni venezuelane contro il rischio di una guerra civile o di una frammentazione stile Libia?
La notizia dell’incontro con la CIA è la prova finale: il “tradimento” di cui parlano i complottisti è solo la loro incapacità di accettare che una donna possa gestire il potere con più pragmatismo e ferocia di quanto i loro schemi ideologici permettano.
Cari analisti da bar, la Rodríguez non sta “tradendo” con il rossetto: sta trattando con il nemico perché è l’unica rimasta con gli attributi per farlo. Il resto è solo rumore di fondo per chi preferisce le favole alla cruda, sporca e necessaria Realpolitik.
