Dialogo inclusivo, stabilità regionale ed economia al centro dell’intervento del presidente egiziano al World Economic Forum
A cura di: Chiara Cavalieri
Davos (Svizzera). Nel corso della sua partecipazione al World Economic Forum di Davos, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha rivolto un articolato messaggio politico e strategico ai Paesi arabi della regione, con particolare riferimento a Siria, Libano, Libia, Sudan e Somalia, ribadendo il ruolo dell’Egitto come attore di equilibrio e stabilità nel Medio Oriente e nel Nord Africa.
Durante una sessione di dialogo a margine dei lavori del Forum, Al-Sisi ha sottolineato la necessità di coinvolgere tutti i siriani nel processo politico, affermando che solo un dialogo inclusivo e una partecipazione reale di tutte le componenti della società possono portare a una soluzione globale e sostenibile della crisi siriana.
Non ingerenza e ricostruzione dello Stato
Il presidente egiziano ha ribadito il principio cardine della politica estera del Cairo: la non ingerenza negli affari interni degli Stati, evidenziando che l’Egitto lavora attivamente per sostenere il ripristino delle istituzioni statali nei Paesi colpiti da conflitti e instabilità.
Secondo Al-Sisi, l’obiettivo è permettere a ogni Paese di ricostruire lo Stato sotto una legittima guida nazionale, capace di affrontare le crisi interne senza interferenze esterne che rischiano di aggravare le divisioni. In questo quadro, l’Egitto si propone come facilitatore e sostenitore di percorsi di stabilizzazione, non come attore egemonico.
Libano: segnali positivi e speranza di stabilità
Un passaggio significativo è stato dedicato al Libano, dove il presidente egiziano ha affermato che “le cose stanno andando per il verso giusto”, esprimendo l’auspicio che il Paese dei Cedri possa ritrovare stabilità, crescita e centralità regionale.
Al-Sisi ha inoltre sottolineato che ogni Paese presenta specificità politiche, sociali e confessionali che devono essere rispettate, avvertendo che soluzioni imposte dall’esterno rischiano di complicare ulteriormente situazioni già fragili.
Il ruolo regionale dell’Egitto
Nel suo intervento, il presidente ha rimarcato che l’Egitto ha svolto e continua a svolgere un ruolo positivo nel prevenire l’escalation delle crisi regionali, mantenendo una linea politica basata su responsabilità, moderazione e impegno per la stabilità.
“Sosteniamo tutti i nostri fratelli nella regione per garantire indipendenza e stabilità”, ha dichiarato Al-Sisi, ribadendo che la sicurezza regionale è un presupposto indispensabile per qualsiasi prospettiva di sviluppo.
Sisi parla al mondo dell’economia egiziana e del Canale di Suez
Accanto ai temi geopolitici, l’intervento del presidente egiziano a Davos ha dedicato ampio spazio alla situazione economica dell’Egitto e alle prospettive di sviluppo del Paese.
Al-Sisi ha spiegato che l’Egitto è riuscito ad attuare un programma completo di riforme economiche, fondato su un pacchetto integrato di misure che hanno rafforzato la stabilità finanziaria e monetaria e creato basi solide per la crescita futura.
Settore privato e attrazione degli investimenti
Il presidente ha sottolineato che lo Stato ha dato priorità assoluta al rafforzamento del ruolo del settore privato, considerato partner chiave nello sviluppo nazionale. L’ambiente degli investimenti, ha affermato, è in costante miglioramento, con l’obiettivo di attrarre capitali locali e stranieri.
“Il mercato egiziano rappresenta un vasto campo ricco di promettenti opportunità di investimento”, ha dichiarato Al-Sisi, citando le riforme strutturali, le infrastrutture avanzate e una forza lavoro giovane e dinamica come principali punti di forza del Paese.
Riforme, sviluppo sostenibile e visione nazionale
L’Egitto, ha assicurato il presidente, proseguirà nel suo ambizioso percorso di sviluppo, sostenuto da una chiara visione nazionale orientata allo sviluppo sostenibile e inclusivo, capace di coniugare crescita economica e stabilità sociale.
Nel contesto della politica estera, Al-Sisi ha ribadito che il Cairo continuerà a svolgere un ruolo attivo nel consolidamento della sicurezza e della stabilità, sia a livello regionale sia internazionale, partendo dalla convinzione che la stabilità sia il pilastro della prosperità.
Il Canale di Suez e l’impatto della guerra a Gaza
Uno dei passaggi più rilevanti ha riguardato il Canale di Suez. Il presidente ha rivelato che l’Egitto ha perso circa 9 miliardi di dollari di entrate dirette a causa degli sviluppi legati alla guerra a Gaza, in particolare negli ultimi due anni.
Nonostante ciò, Al-Sisi ha rivendicato il ruolo positivo dell’Egitto nel tentativo di fermare il conflitto e facilitare l’arrivo degli aiuti umanitari, sottolineando che la stabilità della regione è anche una questione economica globale, vista l’importanza strategica del Canale per il commercio mondiale.
Il giudizio del FMI e le prospettive future
Secondo quanto riferito dal presidente, il Fondo Monetario Internazionale ritiene che l’economia egiziana sia sulla giusta traiettoria, auspicando che l’Egitto continui a rappresentare un fattore di stabilità regionale.
Al-Sisi ha infine ricordato gli esiti del vertice di Sharm el-Sheikh, sottolineando la necessità di consolidare il cessate il fuoco a Gaza e di capitalizzare i risultati diplomatici raggiunti.
Infrastrutture e preparazione al futuro
Il presidente ha concluso evidenziando i grandi investimenti infrastrutturali realizzati dall’Egitto: una rete moderna di porti, strade e ferrovie, lo sviluppo del Canale di Suez e un piano complessivo per rendere il Paese sempre più attrattivo per gli investitori.
“Abbiamo preparato l’Egitto per il futuro”, ha affermato Al-Sisi, sottolineando che energia, incentivi e infrastrutture sono oggi strumenti concreti per sostenere la crescita e rafforzare il ruolo del Paese nello scenario regionale e internazionale.
@RIPRODUZIONE RISERVATA.
