L’IMPERO CONTRO LA LEGGE: LA DERIVA DI TRUMP E IL CROLLO DELL’ORDINE MONDIALE
Non è più solo una questione di schieramenti politici o di simpatie rivoluzionarie. Ciò a cui stiamo assistendo, dalle stanze dell’Air Force One alle macerie simboliche di Caracas, è la trasformazione della superpotenza americana in uno “Stato canaglia” di proporzioni globali. Donald Trump non sta solo minacciando Cuba, Colombia o Iran; sta dichiarando guerra al concetto stesso di Diritto Internazionale, sostituendo la forza della legge con la legge della forza.
Il Bullismo come Dottrina: Oltre la Destra e la Sinistra
Le recenti minacce di Trump hanno suscitato un allarme che travalica i confini della militanza. Anche negli ambienti liberali e nelle istituzioni internazionali che solitamente guardano a Washington come a un garante, cresce il terrore per una presidenza che considera i trattati come carta straccia. Quando Trump minaccia la Colombia di Petro definendola una “fabbrica di cocaina” per giustificare un intervento militare, o quando dichiara che Cuba è “pronta a cadere” sotto il peso di un assedio illegale, sta violando il principio cardine della Carta delle Nazioni Unite: la sovranità territoriale.
Le critiche più feroci arrivano ora anche da quegli analisti che definiscono questa politica la “Putinizzazione della politica estera USA”. Si tratta di un esercizio di potere nudo, privo di qualsiasi giustificazione legale, che trasforma i vicini in protettorati e i partner in sudditi. Anche i liberali più moderati denunciano come Trump stia distruggendo quel “sistema basato sulle regole” (rules-based order) che, seppur imperfetto, ha garantito una parvenza di stabilità per decenni.
La Violazione Sistematica dei Diritti Umani
L’attacco al Venezuela, culminato con la profanazione dei luoghi sacri e il vilipendio dei simboli, è la prova provata di un sadismo che non si ferma davanti a nulla. Trump agisce ignorando il Congresso, calpestando i poteri di guerra (War Powers Act) e trattando le risorse naturali di altri Paesi — come il petrolio venezuelano — come bottino di guerra personale.
* Contro l’Iran: Minacciare “colpi durissimi” per disordini interni è un’ingerenza illegale che ignora la sovranità statale.
* Contro il Messico: Offrire truppe per “eliminare i cartelli” contro la volontà della presidente Sheinbaum è un tentativo di occupazione mascherato da aiuto.
Questa prepotenza non è solo aggressiva; è illegale. Le organizzazioni per i diritti umani e i giuristi internazionali concordano: l’uso dei dazi come arma di ricatto contro Messico e Canada, e le minacce di annessione della Groenlandia, violano i trattati commerciali e il principio di autodeterminazione dei popoli.
La Geopolitica del Caos
Siamo di fronte a un leader che agisce senza freni inibitori, alimentando una “lista della spesa” che somiglia sempre più a un piano di spartizione coloniale. Questa aggressività non isola solo i Paesi colpiti, ma isola gli Stati Uniti stessi, spingendo persino l’Europa e le potenze asiatiche a guardare con orrore a un alleato diventato imprevedibile e violento.
La “lebbra dell’umanità” non è solo uno slogan poetico del Che; è la descrizione tecnica di un potere che corrode i legami internazionali, che distrugge la diplomazia e che lascia al suo posto solo fumo, minacce e macerie.
Un Fronte Comune per la Legalità
Oggi difendere Cuba dall’assedio, la Colombia dal ricatto e l’Iran dalle bombe significa difendere l’idea stessa che il mondo non possa essere governato dal capriccio di un singolo uomo. La prepotenza di Trump ha creato un paradosso: oggi, la resistenza dei popoli oppressi coincide con la difesa delle basi minime della civiltà giuridica internazionale.
Se non fermiamo questa deriva, se permettiamo che il diritto internazionale venga definitivamente sepolto a Caracas o all’Avana, vivremo in un mondo dove non esisterà più la legge, ma solo la portata dei missili.
Il mostro ha smesso di nascondersi dietro la maschera della “diplomazia”. Con la tracotanza di un predatore che si sente intoccabile, Donald Trump ha tracciato i confini di un nuovo ordine mondiale basato sul terrore e sul ricatto. La minaccia non è all’orizzonte: è qui, è dentro casa, è nelle navi che pattugliano le acque caraibiche e nei droni che sorvegliano il Medio Oriente. Cuba, Colombia e Iran sono sotto assedio diretto.
Cuba: L’ultimo baluardo contro il Genocidio Economico
La minaccia contro Cuba è la più cinica e spietata. Trump attende la “caduta” dell’isola come uno sciacallo aspetta la fine di una preda stremata.
Ma dobbiamo essere chiari: Cuba non sta “cadendo”, Cuba viene assassinata lentamente.
Il blocco non è più una misura politica, è un’arma di distruzione di massa che mira a far implodere la rete elettrica, a lasciare gli ospedali al buio, a svuotare i piatti dei bambini. L’Impero sa che non può piegare ideologicamente il popolo di Martí, quindi ha deciso di cancellarlo fisicamente attraverso la fame. Ogni secondo che passa senza un supporto concreto internazionale è un secondo concesso al boia per stringere il cappio. La controinformazione cubana è eroica, ma le parole non accendono le luci e non riempiono i magazzini. Cuba ha bisogno di petrolio, tecnologia e scudi ora, o la storia ci chiederà conto del nostro silenzio.
Colombia e Iran: I Bersagli Mobili dell’Egemone
Mentre Cuba viene strangolata, Colombia e Iran vengono minacciati di aggressione armata.
* In Colombia, l’insulto a Gustavo Petro (“un uomo malato”) è il pretesto semantico per un intervento militare “necessario”. L’Impero non tollera che il suo principale avamposto in Sud America sia ora governato da chi parla di pace e sovranità. La minaccia di una “missione simile” a quella venezuelana è un avvertimento di sangue: Bogotà è nel mirino.
* In Iran, il pretesto è il carovita, lo stesso causato dalle sanzioni americane. È il paradosso estremo: l’imperialismo incendia la casa e poi minaccia di bombardare i pompieri perché non spengono le fiamme abbastanza in fretta. Colpire l’Iran significa incendiare l’intero Medio Oriente, e Trump ha dimostrato di non avere alcuno scrupolo morale nel farlo.
La Guerra Cognitiva e l’Oscuramento della Verità
L’imperialismo sta usando la tecnologia per isolare questi Paesi. Attraverso i “giochi di parole” della guerra semantica, il Pentagono sta preparando l’opinione pubblica mondiale:
* Trasformano la Resistenza in “Terrorismo”.
* Trasformano la Fame in “Crisi di Sistema”.
* Trasformano l’Invasione in “Protezione dei Diritti Umani”.
Se non decolonizziamo immediatamente il nostro linguaggio, saremo complici della prossima strage.
APPELLO PER UN PATTO DI MUTUA ASSISTENZA IMMEDIATA
Il pericolo è grave, prossimo e imminente: non c’è più tempo da perdere!
Non c’è più tempo per i vertici di routine. Cuba dovrebbe guidare la creazione di un Blocco di Sopravvivenza Continentale e Transoceanico.
* Mobilitazione Totale dei BRICS e del Sud Globale: Cuba dovrebbe chiedere ufficialmente l’invio di navi cisterna scortate per rompere il blocco. Ogni nave che entra all’Avana è una trincea contro l’imperialismo.
* Asse Teheran-Algeri-Hanoi: Questi Paesi dovrebbero formare un consorzio energetico e tecnologico d’urgenza. L’Algeria può fornire il gas, l’Iran la tecnologia di difesa delle reti, il Vietnam il supporto alla produzione alimentare. Senza questo supporto materiale, la sola “solidarietà politica” è una condanna a morte.
* L’Unione della Colombia e del Messico: Petro e Sheinbaum devono capire che se cade l’Avana, le loro democrazie saranno le prossime.Dovrebbero formare uno scudo diplomatico latinoamericano che renda l’aggressione a Cuba troppo costosa in termini politici per Washington.
Svegliati, Mondo!
Il sadismo predatorio dell’Impero non si fermerà. Dopo la tomba di Chavez, vorranno le teste dei vivi. Cuba è la nostra linea del Piave. Se permettiamo che l’Isola della Libertà venga soffocata, perderemo per sempre il diritto di parlare di dignità.
La minaccia è reale. La minaccia è ora. Il tempo delle parole è finito, è l’ora dei fatti.
