Roberto Roggero – I media internazionali, soprattutto occidentali, non ne parlano, eppure è uno dei punti più critici a livello planetario. Per le popolazioni locali si chiama “El Tapon”, ma è più noto come Darien Gap (Tappo Darien), uno dei territori più ostili e pericolosi del mondo, anche per la presenza di spietati guerriglieri, rapimenti e traffico di esseri umani, narcotrafficanti, pericolose malattie tropicali, geograficamente situato in un punto che è una vera e propria spina nel fianco per l’espansionismo e il controllo statunitense fra Centro e Sud America.
Una regione assolutamente inospitale, disseminata di paludi, montagne, giungla impenetrabile, animali selvatici di diversi tipi, e punto d’unione fra Panama e Colombia. Nonostante questo, è una zona dove si avventurano migliaia di persone, su una delle rotte migratorie più importanti per le popolazioni che cercano un futuro migliore verso il confine americano, che rischiano il tutto per tutto, avventurandosi nella foresta pluviale, dove si sono fiumi con fortissime correnti e montagne inesplorate. Secondo i resoconti documentati, nel solo 2024 oltre 800mila persone, in fuga da Haiti, Ecuador, Venezuela e altre zone di crisi, hanno tentato l’attraversamento di “El Tapon”, ma non si conosce il numero si quanti ci siano riusciti.
Qui, nel politicamente definito Dipartimento del Choco da parte colombiana, e Provincia di Darien per quanto riguarda Panama, si ferma anche la brama di potere dell’espansionismo e del neocolonialismo di Washington, e nemmeno la prepotenza della ben nota Dottrina Monroe ha alcun valore.
L’intera area ricade, teoricamente, sotto giurisdizione del Parque Nacional de Darien e del Parque Nacional de Los Katìos. Laparte panamense è caratterizzata dal corso del fiume Atrato, il cui bacino forma ampie paludi insalubri, estese per circa 100 km delimitato, sul versante del Pacifico, dalla catena montuosa Serrania de Baudò, che separa nettamente due ecosistemi, poiché quello della parte panamense è caratterizzato da foreste pluviali che raggiungono elevate altitudini, fino a circa 1900 metri, ovvero il Cerro Tacarcuna, la vetta più alta del territorio, nella catena Serrania de Darien.
Non esiste alcun controllo di un governo o dell’altro dei due Paesi confinanti, è in pratica una vera e propria “terra di nessuno”, confine naturale fra Nord e Centro America e Sud America. In questo punto, anche la famosa Pan American Road, cioè la via stradale che collega Alaska e Argentina, si interrompe. Il sistema stradale esteso per oltre 30mila km qui è sospeso. Dalla parte panamense finisce a Yaviza, da quella colombiana a Turbo, due capolinea che in linea d’aria, distano un centinaio di chilometri, interamente ricoperti da giungla impenetrabile e acquitrini.
I diversi tentativi di unire i due punti della Pan American Road sono stati tutti abbandonati, per le estreme condizioni del paesaggio, fin dal primo, nel 1971, ovviamente sponsorizzato dagli Stati Uniti, sospeso dopo tre anni, anche per le decise proteste di molte associazioni ambientaliste che si opposero al disboscamento e conseguente alterazione dei sistemi naturali della zona incontaminata.
Un secondo tentativo fu fatto nel 1992, ma due anni più tardi venne anch’esso bloccato in seguito a un rapporto dell’ONU secondo cui tali interventi avrebbero irrimediabilmente alterato l’ambiente, compresa la salvaguardia delle tribù autoctone, gli Emberá-Wounaan e i Cuna, che hanno espresso preoccupazione per il progetto, ritenendolo lesivo per l’integrità delle proprie culture, oltre al fatto che l’apertura di una via transitabile attraverso questa regione, avrebbe causato pericolose conseguenze dal punto di vista del narcotraffico. In alternativa, Colombia e Panama hanno proposto un collegamento marittimo, o una serie di ponti, per non alterare i delicati ecosistemi.
Il Darien fu anche teatro di una tragedia aerea, nel giugno 1992, quando il Boeing 737 Volo Copa Airlines 201, da Panama a Cali, precipitò nella foresta, con la morte sul colpo di tutti i 47 occupanti.
La barriera naturale comunque ha anche impedito la diffusione del virus di Apta Epizootica che ha colpito migliaia di bovini negli anni ’50.
La presenza umana, comunque, almeno per quanto riguarda le civiltà precolombiane, è testimoniata da numerosi siti con luoghi di sepoltura, piccole piazze, strade lastricate, sculture in pietra e manufatti realizzati in giada, oro e ceramica, vestigia degli antenati dei già citati Emberá-Wounaan e Cuna, cioè i popoli Cueva, antecedenti al 16° secolo, che usavano piroghe ricavate da tronchi d’albero per gli spostamenti interni fra La Palma, principale centro abitato sul lato panamense, El Real e Yaviza, e per la gestione delle antiche piantagioni di mais, manioca, e banane, ancora oggi presenti in alcune fattorie locali.
I Cunas vivevano nell’attuale Colombia settentrionale e nella provincia di Darién di Panama, al tempo della colonizzazione spagnola, e successivamente si spostarono a ovest, a causa di alcune schermaglie sorte con gli spagnoli e con altri gruppi autoctoni. Secoli prima del 1400, i Cuna giunsero in Sud America durante una delle migrazioni dei Chibchan che si spostavano ad est dall’America Centrale. Al tempo della colonizzazione spagnola, si erano stanziati nella regione di Uraba e vicino ai confini di quelli che ora sono i Dipartimenti di Antioquia e Caldas.
I primi esploratori europei furono gli spagnoli Vasco Núñez de Balboa e Alonso de Ojeda nel 1500-1501, specialmente nel Golfo di Urabá, dove avvenne il primo contatto con le popolazioni Cuna. Il confine regionale fu inizialmente istituito nel 1508 a seguito dell’emanazione di un decreto reale, per separare i governatorati coloniali di Castilla de Oro e Nueva Andalucía, con il fiume Atrato come linea di confine fra i due governatorati. Il 25 settembre 1513, gli spagnoli giunsero sulla costa del Pacifico, poi, nel 1519, venne fondata la città di Panamá vicino a un piccolo insediamento indigeno sulla costa del Pacifico, la prima colonia sul continente americano che, dopo la scoperta del Perù, divenne importante porto commerciale e centro amministrativo.
Darien fu anche rifugio per i pirati. Nel 1671, il gallese Henry Morgan attraversò l’istmo di Panamá dal lato caraibico, assediò e distrusse la città, che venne ricostruita poco più a ovest, su una piccola penisola. Le rovine del centro storico, note come Panamá Viejo, sono oggi visitabili, e sono patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1997.
Nel 18° secolo, il territorio fu al centro del lucroso traffico di oro e argento verso l’Europa, principalmente i mercati di Siviglia e Cadiz, con ingenti quantitativi trasportato attraverso l’Istmo di Portobelo.
Alla fine del ‘600 anche la Scozia tentò di stabilire un insediamento, con una prima spedizione di cinque vascelli e 1200 coloni, che avevano l’obiettivo di realizzare una strada per collegare i due oceani, fu un’impresa che si concluse tragicamente, sia per la scarsa pianificazione che soprattutto per le malattie tropicali e per il boicottaggio della potente Compagnia delle Indie e per l’opposizione dei presidi spagnoli del territorio circostante.
Oggi, il confine Panama-Colombia è ancora regolato dal Trattato Victoria-Velez dell’agosto 1924, sottoscritto a Bogotà, dai nomi dei due ministri degli Esteri (Nicolas Victoria per Panama e Jorge Velez per la Colombia), e ratificato dalla Società delle Nazioni nell’agosto 1925.
Gli unici veicoli che oggi si avventurano in alcune zone appena praticabili del Darien, sono i fuoristrada di alcune agenzie che organizzano viaggi del genere, ma non si hanno notizie certe di altri tentativi di penetrare il territorio, fon dalle prime esplorazioni organizzate, nel 1924–1925, sponsorizzate da importanti enti scientifici come lo Smithsonian Institute, o il tentativo di tre esploratori brasiliani nel 1928, Leonidas Borges de Oliveira (tenente dell’esercito), Francisco Lopez da Cruz (aeronautica) e Mário Favam (meccanico ), che partirono da Rio de Janeiro con due Ford MT e giunsero al confine nordamericano dieci anni dopo, accolti anche da Henry Ford e Franklin Roosevelt negli Stati Uniti, in una spedizione il cui scopo era attirare l’attenzione sull’autostrada panamericana.
Diversi altri tentarono e riuscirono, fino a metà degli anni ‘90, quando venne istituito il collegamento marittimo Crucero Express, compagnia che cessò di operare nel 1997.
A partire dal 2013, la sezione costiera sul lato est dell’istmo di Darién è diventata relativamente sicura, ma fino a non molto tempo fa, il territorio era roccaforte delle Forze Armate Rivoluzionarie Marxiste della Colombia (FARC), protagoniste di omicidi, rapimenti e violazioni dei diritti umani durante l’insurrezione messa in atto contro il governo colombiano.
