di Chiara Cavalieri*
RIYADH – L’Arabia Saudita compie un ulteriore passo nel processo di apertura sociale e religiosa avviato negli ultimi anni, consentendo una più ampia visibilità delle celebrazioni natalizie nel Paese. Secondo quanto riportato, il principe ereditario Mohammed bin Salman ha collegato questa evoluzione a quella che ha definito una “nuova versione dell’Islam”, sviluppata per favorire una maggiore convivenza con le altre religioni presenti nel Regno.
In questa prospettiva, il Natale può oggi essere celebrato in modo più esplicito rispetto al passato, soprattutto nelle grandi città come Riyadh, Gedda e, in misura più limitata, anche in contesti controllati di La Mecca, dove risiede una vasta comunità di lavoratori stranieri. In Arabia Saudita vivono infatti circa 13 milioni di immigrati, tra cui numerosi cristiani, provenienti soprattutto da Asia, Africa e mondo arabo.
Già negli anni precedenti, le autorità saudite avevano iniziato a tollerare celebrazioni private e semi-pubbliche del Natale, purché non assumessero carattere di proselitismo. Tra il 2023 e il 2024 è stato consentito, in particolare negli hotel e nei compound internazionali, di allestire alberi di Natale, organizzare mercatini tematici, concerti e decorazioni festive, segnando una netta discontinuità rispetto alle restrizioni del passato.
Questa apertura si inserisce nel più ampio quadro delle riforme promosse dal principe ereditario nell’ambito della Vision 2030, che mira a modernizzare il Paese, diversificare l’economia e migliorare l’immagine internazionale del Regno. Sul piano religioso, il messaggio ufficiale insiste su un Islam “moderato”, presentato come compatibile con la pluralità culturale e con la presenza di comunità non musulmane.
Resta tuttavia chiaro che la libertà religiosa in Arabia Saudita continua a essere regolata e circoscritta, e che le celebrazioni cristiane sono tollerate soprattutto in quanto espressione delle comunità straniere residenti, non come manifestazioni pubbliche destinate alla popolazione saudita musulmana. Nonostante questi limiti, il cambiamento rappresenta un segnale significativo in una regione storicamente caratterizzata da rigide restrizioni in materia di visibilità religiosa.
Nel contesto mediorientale, la possibilità di celebrare il Natale in modo più aperto in Arabia Saudita viene letta da molti osservatori come un passo positivo verso la riduzione dell’intolleranza religiosa, pur rimanendo parte di un processo graduale, attentamente controllato e ancora lontano da una piena libertà di culto sul modello occidentale.
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