U.S. President Donald Trump poses for a family picture with Saudi Crown Prince and Prime Minister Mohammed bin Salman and other attendees during the U.S.-Saudi Investment Forum in Washington, D.C., U.S., November 19, 2025. REUTERS/Evelyn Hockstein
Dalle grandi infrastrutture alla diplomazia globale, dalla sicurezza regionale ai gesti di eroismo civile: il 2025 come pietra miliare del percorso verso Vision 2030
di Chiara Cavalieri(
RIYADH – Tra annunci strategici che hanno collocato il Regno al centro dello sport e dell’economia globale, forum che hanno ridefinito gli investimenti regionali e atti di coraggio individuale che incarnano i valori della società saudita, il 2025 ha rappresentato un anno spartiacque nella trasformazione dell’Arabia Saudita.
Con meno di cinque anni alla scadenza di Vision 2030, il Regno ha consolidato risultati strutturali che ne stanno ridefinendo il ruolo interno, regionale e internazionale.
La rivoluzione urbana: il completamento della Metro di Riyadh
Il percorso era iniziato nel 2012, quando il Consiglio dei Ministri approvò il King Abdulaziz Project for Riyadh Public Transport, che includeva la Metro di Riyadh. All’epoca, il progetto da 22,5 miliardi di dollari appariva come una delle più grandi sfide infrastrutturali della storia del Paese.
Nel gennaio 2025, quella visione è diventata realtà con l’inaugurazione della Orange Line, che ha completato il sistema metropolitano a sei linee della capitale. In soli nove mesi, la metro ha superato i 100 milioni di passeggeri, diventando uno dei simboli più concreti della modernizzazione urbana saudita.
Il rafforzamento dei legami con gli Stati Uniti
Il 2025 ha segnato anche un deciso salto di qualità nelle relazioni saudita-statunitensi, soprattutto sul piano diplomatico, tecnologico ed economico.

Nel maggio, il Presidente USA Donald Trump ha scelto l’Arabia Saudita come prima destinazione internazionale del suo secondo mandato. La visita, definita dall’ambasciatrice saudita a Washington Reema bint Bandar come cruciale per la “pace, la sicurezza e la prosperità globali”, ha coinciso con il Saudi-US Investment Forum.
Il forum ha confermato un impegno di investimento saudita negli USA pari a 600 miliardi di dollari, il più grande pacchetto di accordi commerciali mai registrato tra i due Paesi. Le intese hanno spaziato da intelligenza artificiale ed energia, fino a minerali critici e semiconduttori avanzati.
Saudi Aramco ha annunciato accordi per oltre 30 miliardi di dollari con aziende americane, mentre Ma’aden e il Dipartimento della Difesa USA hanno firmato un’intesa per una raffineria di terre rare.
Arabia Saudita come mediatore globale
Nel febbraio 2025, Riyadh ha assunto un ruolo centrale anche nella diplomazia internazionale, ospitando colloqui tra Stati Uniti e Russia sulla crisi ucraina. Il Regno si è confermato come ponte diplomatico in un contesto geopolitico frammentato.

I colloqui hanno aperto un canale diretto di negoziazione e, successivamente, il Presidente russo Vladimir Putin ha segnalato una disponibilità alla de-escalation, ponendo per la prima volta le basi di un possibile percorso di pace.
Lutto, giustizia ed eroismo civile nel Regno Unito
Non sono mancati momenti di dolore. Nell’agosto 2025, il Regno ha pianto la morte del cittadino saudita Mohammed Al-Qasim, 20 anni, accoltellato a Cambridge. La famiglia lo ha ricordato come “un figlio devoto, un fratello amorevole e un leader silenzioso”.
Parallelamente, nel novembre, la giustizia britannica ha condannato Ian Hudson a nove anni di carcere per tentato stupro, un crimine sventato grazie al coraggio dello studente saudita Hamzah Al-Bar, poi soprannominato “Hero Hamzah”. Il giudice ha elogiato la sua “straordinaria prontezza e senso civico”.

Difesa, religione e scienza: un Paese in trasformazione
Settembre ha segnato un passaggio cruciale nella cooperazione militare con la firma di un Accordo Strategico di Difesa Mutua con il Pakistan, che prevede la difesa reciproca in caso di attacco.
In ottobre, il chimico Omar M. Yaghi, professore a Berkeley e cittadino saudita dal 2021, ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica 2025, diventando il primo saudita a ottenere il riconoscimento.

Sul piano religioso, dopo la scomparsa dello Sheikh Abdulaziz Al-Asheikh, Sheikh Saleh bin Fawzan Al-Fawzan è stato nominato Gran Muftì del Regno, assumendo un ruolo chiave nella guida spirituale del Paese.
Stabilità regionale e chiusura dell’anno
L’anno si è chiuso con una complessa ma decisiva azione saudita nello scacchiere yemenita. A dicembre, Riyadh ha gestito una delicata fase di riallineamento politico e militare, contribuendo al ritiro delle forze straniere e riaffermando il proprio ruolo di garante della stabilità regionale.
Il 2025 non è stato solo un anno di transizione, ma un punto di non ritorno. L’Arabia Saudita ha dimostrato di essere ormai un attore globale a pieno titolo: infrastrutture moderne, diplomazia attiva, leadership regionale, progresso scientifico e coesione sociale.
Un anno che resterà come benchmark storico nel cammino verso Vision 2030.
*L’autrice e’ presidente della associazione ERIDANUS e vice presidente del Centro Studi UCOI-UCOIM.
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